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	<title>acido linoleico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>acido linoleico Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>L&#8217;acido linoleico potrebbe avere un ruolo nel cancro al seno &#8220;triplo negativo&#8221;</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lacido-linoleico-potrebbe-avere-un-ruolo-nel-cancro-al-seno-triplo-negativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 07:33:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[acido linoleico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;acido linoleico, un acido grasso omega-6 presente negli oli di semi come l&#8217;olio di soia e di cartamo, e nei prodotti animali tra cui carne di maiale e uova, aumenta specificamente la crescita del sottotipo di cancro al seno &#8220;triplo negativo&#8221; difficile da trattare, secondo uno studio preclinico condotto dai ricercatori della Weill Cornell Medicine &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;acido linoleico, un acido grasso omega-6 presente negli oli di semi come l&#8217;olio di soia e di cartamo, e nei prodotti animali tra cui carne di maiale e uova, aumenta specificamente la crescita del sottotipo di cancro al seno &#8220;triplo negativo&#8221; difficile da trattare, secondo uno studio preclinico condotto dai ricercatori della Weill Cornell Medicine e pubblicato su <em>Science</em>. La scoperta potrebbe portare a nuove strategie dietetiche e farmaceutiche contro il cancro al seno e altri tumori.</p>
<p>L&#8217;acido linoleico omega-6 è un nutriente derivato dalla dieta che è considerato essenziale nei mammiferi per supportare molteplici processi corporei. Tuttavia, l&#8217;abbondanza di questo grasso nelle diete &#8220;in stile occidentale&#8221; è aumentata in modo significativo dagli anni &#8217;50, in concomitanza con il maggiore utilizzo di oli di semi in cibi fritti e ultra-processati. Ciò ha portato a preoccupazioni sul fatto che un&#8217;eccessiva assunzione di omega-6 potrebbe essere una delle spiegazioni per l&#8217;aumento dei tassi di alcune malattie, tra cui il cancro al seno. Ma decenni di studi hanno prodotto risultati contrastanti e inconcludenti e non hanno mai scoperto alcun meccanismo biologico che leghi gli omega-6 ai tumori.</p>
<p>Ora in un nuovo studio i ricercatori hanno cercato di risolvere questa confusione esaminando inizialmente il cancro al seno, che è stato collegato a fattori modificabili come l&#8217;obesità. Hanno esaminato la capacità degli acidi grassi omega-6, in particolare l&#8217;acido linoleico, quello dominante nella dieta occidentale, di guidare un importante percorso di crescita sensibile ai nutrienti chiamato percorso mTORC1. I ricercatori hanno così scoperto che l&#8217;acido linoleico può attivare un importante percorso di crescita nelle cellule tumorali legandosi a una proteina chiamata FABP5. Confrontando i sottotipi di cancro al seno, il team ha osservato che questa attivazione del percorso di crescita si verifica nelle cellule tumorali triple negative, dove FABP5 è particolarmente abbondante, ma non in altri sottotipi sensibili agli ormoni. In un modello murino di cancro al seno triple negative, una dieta ricca di acido linoleico ha migliorato la crescita del tumore.</p>
<p>&#8220;Questa scoperta aiuta a chiarire la relazione tra grassi alimentari e cancro e fa luce su come definire quali pazienti potrebbero trarre i maggiori benefici da specifiche raccomandazioni nutrizionali in modo personalizzato&#8221;, ha affermato l&#8217;autore principale dello studio, il dott. John Blenis, professore di ricerca sul cancro presso l&#8217;Anna-Maria and Stephen Kellen Department of Cancer Research e membro del Sandra and Edward Meyer Cancer Center presso la Weill Cornell Medicine.</p>
<p>Una scoperta iniziale fondamentale è stata che l&#8217;acido linoleico attiva effettivamente mTORC1 nei modelli cellulari e animali di tumori al seno, ma solo nei sottotipi tripli negativi. (Il termine &#8220;triplo negativo&#8221; si riferisce all&#8217;assenza di tre recettori, inclusi i recettori degli estrogeni, che sono spesso espressi dalle cellule tumorali del seno e possono essere presi di mira con trattamenti specifici.) Gli scienziati hanno scoperto che questo effetto specifico del sottotipo si verifica perché l&#8217;acido grasso polinsaturo forma un complesso con FABP5, che viene prodotto ad alti livelli nei tumori al seno tripli negativi ma non in altri sottotipi, portando all&#8217;assemblaggio e all&#8217;attivazione di mTORC1, un importante regolatore del metabolismo cellulare e della crescita delle cellule tumorali.</p>
<p>Somministrare ai topi che modellano il cancro al seno triplo negativo una dieta ricca di acido linoleico ha aumentato i livelli di FABP5, l&#8217;attivazione di mTORC1 e la crescita del tumore. I ricercatori hanno anche riscontrato livelli aumentati di FABP5 e acido linoleico nei tumori e nei campioni di sangue di pazienti con diagnosi di tumore triplo negativo di recente.</p>
<p>I risultati mostrano che l&#8217;acido linoleico può avere un ruolo nel cancro al seno, sebbene in un contesto più mirato e definito di quanto precedentemente ritenuto. Si ritiene inoltre che lo studio sia il primo a stabilire un meccanismo specifico attraverso il quale questo comune ingrediente alimentare influenza la malattia.</p>
<p>L&#8217;evidenza dell&#8217;importanza di FABP5 in questo processo suggerisce, inoltre, che potrebbe essere un buon &#8220;biomarcatore&#8221; per orientare interventi nutrizionali e terapeutici più personalizzati per le pazienti con carcinoma mammario triplo negativo, attualmente privo di qualsiasi terapia mirata.</p>
<p>I ricercatori hanno appena iniziato a studiare gli effetti della segnalazione omega-6-FABP5-mTORC1 in altre malattie, ma nello studio hanno dimostrato che lo stesso percorso può aumentare la crescita di alcuni sottotipi di cancro alla prostata.</p>
<p>&#8220;Potrebbe esserci un ruolo più ampio per la segnalazione FABP5-mTORC1 in altri tipi di cancro e persino in malattie croniche comuni come l&#8217;obesità e il diabete&#8221;, ha affermato il primo autore dello studio, il dott. Nikos Koundouros, ricercatore associato post-dottorato presso il laboratorio Blenis.</p>
<p>Koundouros N, Nagiec MJ, Bullen N, Noch EK, Burgos-Barragan G, Li Z, He L, Cho S, Parang B, Leone D, Andreopoulou E, Blenis J. Direct sensing of dietary ω-6 linoleic acid through FABP5-mTORC1 signaling. <em>Science</em>. 2025 Mar 14;387(6739):eadm9805. doi: 10.1126/science.adm9805. Epub 2025 Mar 14. PMID: 40080571.</p>
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		<title>Gli acidi grassi essenziali (AGE)</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/gli-acidi-grassi-essenziali-age/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 11:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sapere]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi polinsaturi]]></category>
		<category><![CDATA[acido docosaesaenoico (DHA)]]></category>
		<category><![CDATA[acido eicosapentaenoico (EPA)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli acidi grassi polinsaturi (PUFA, da &#8220;Poly-Unsaturated Fat Acids&#8221;) sono molecole formate da una lunga catena carboniosa, che inizia con un gruppo carbossilico (COOH), termina con un gruppo metilico (CH3) e presenta nella parte centrale una serie di atomi di carbonio, in parte tenuti insieme da legami semplici ed in parte da doppi legami. Appartengono &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>acidi grassi polinsaturi </strong>(<strong>PUFA</strong>, da &#8220;Poly-Unsaturated Fat Acids&#8221;) sono molecole formate da una lunga catena carboniosa, che inizia con un gruppo carbossilico (COOH), termina con un gruppo metilico (CH3) e presenta nella parte centrale una serie di atomi di carbonio, in parte tenuti insieme da legami semplici ed in parte da doppi legami.</p>
<p>Appartengono agli acidi grassi polinsaturi famiglie di grassi, quali gli omega-3, gli omega-6 e gli omega-9, rilevanti dal punto di vista nutrizionale.</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-28475" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-2-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-2-300x163.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-2.jpg 573w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L&#8217;<strong>acido α-linolenico </strong>(<strong>omega 3</strong>) e l&#8217;<strong>acido linoleico </strong>(<strong>omega 6</strong>) definiti “<strong>essenziali</strong>” perché il nostro organismo non è in grado di produrli autonomamente per cui è necessario introdurli con gli alimenti. Sono detti “polinsaturi” perché nella loro struttura sono presenti diversi doppi legami tra gli atomi di carbonio; a seconda della disposizione del doppio legame prendono il nome com 3 o 6 o 9 (ad es., se il doppio legame è presente in corrispondenza del terzo atomo di carbonio, si parla di Omega-3, e via di seguito). Una volta introdotti tramite la dieta, gli acidi grassi essenziali vengono metabolizzati e trasformati in altri acidi grassi appartenenti alla medesima serie, grazie all&#8217;intervento di enzimi chiamati <strong>elongasi</strong> e <strong>desaturasi. </strong></p>
<p>Vengono definiti <strong>semiessenziali </strong>quegli acidi grassi appartenenti alla serie omega 6 e omega 3, che derivano rispettivamente dalla via biosintetica dell&#8217;acido linoleico (LA) e alfa linolenico (ALA). Questi due nutrienti essenziali (LA e ALA) possono infatti essere convertiti dall&#8217;organismo nei rispettivi acidi grassi semiessenziali, attraverso vie metaboliche distinte ma che competono per gli stessi enzimi; l&#8217;importanza metabolica degli acidi grassi semiessenziali spesso  è maggiore rispetto a quella dei loro precursori, inoltre essi stessi possono essere precursori di sostanze fondamentali per la salute dell&#8217;organismo.</p>
<p><strong>Gli acidi grassi semiessenziali più importanti della serie omega 3</strong> sono:</p>
<ul>
<li>acido α-linolenico (ALA)</li>
<li>acido eicosapentaenoico (EPA)</li>
<li>acido docosaesaenoico (DHA).</li>
</ul>
<p><strong>Gli acidi grassi semiessenziali della serie omega 6 sono:</strong></p>
<ul>
<li><strong>acido gamma linolenico (GLA)</strong></li>
<li><strong>acido diomo-gamma-linolenico (DGLA)</strong></li>
<li><strong>acido arachidonico (AA).</strong></li>
</ul>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-28476" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-3-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-3-300x185.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-3.jpg 578w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Rispetto agli Omega-3, gli Omega-6 sembrerebbero più presenti nella dieta occidentale e questo comporterebbe uno squilibrio nel rapporto omega-3/omega-6 che, come si dirà in seguito, può comportare un maggior rischio di ammalarsi.</p>
<p>Nel corpo umano, gli omega-3 e gli omega-6 sono in competizione, in quanto metabolizzati dallo stesso enzima, <strong>Δ6-desaturasi</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>l&#8217;</strong><strong>acido</strong><strong>linoleico (ω-6) </strong><strong>si trasforma in </strong><strong>acido</strong><strong> arachidonico</strong> (<strong>precursore di eicosanoidi “cattivi”, ad azione pro-infiammatoria, implicati nell&#8217;ipertensione, aggregazione piastrinica, formazione di trombi e della risposta infiammatoria in genere</strong>); l&#8217;acido arachidonico, pur non essendo realmente essenziale, lo può diventare con una carenza di acido linoleico o per l&#8217;incapacità di convertirlo a livello metabolico.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>l&#8217;</strong><strong>acido</strong><strong> </strong><strong>a</strong><strong>-linolenico </strong><strong>(ω-3) </strong><strong>si trasforma in EPA e DHA</strong> (substrati per la sintesi di <strong>eicosanoidi “buoni”, ad azione anti-infiammatoria</strong>, con effetti metabolici opposti: ipotensivi, antiaggreganti, antitrombotici ed antinfiammatori).</li>
</ul>
<p>Gli <strong>omega 9</strong> sono sempre acidi grassi insaturi ma diversamente dagli acidi grassi Omega-3 e Omega-6, gli Omega-9 <strong>non sono considerati essenziali e indispensabili</strong> perché l&#8217;organismo può anche sintetizzarli da altri grassi insaturi; rappresentano ad ogni modo una buona risorsa per la salute. L&#8217;Omega-9 è un grasso stabile, che resiste alle alte temperature, adatto per friggere per esempio; inoltre è resistente alla luce; si trova in notevoli quantità nell&#8217;olio di oliva</p>
<p>Gli acidi grassi non si trovano quasi mai in forma libera in natura, ma <strong>rientrano nella composizione di molecole più complesse</strong>, tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>trigliceridi</strong>: formati da una molecola di glicerolo e tre molecole di acidi grassi.</li>
<li><strong>fosfolipidi</strong>: formati da una molecola di glicerolo, una di acido fosforico e due di acidi grassi.</li>
</ul>
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		<title>Vitamina F (o Acidi grassi essenziali)</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/vitamina-f-o-acidi-grassi-essenziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Aug 2023 15:58:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vitamine e sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi essenziali]]></category>
		<category><![CDATA[acido arachidonico]]></category>
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		<category><![CDATA[aterosclerosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vitamina F (o Acidi grassi essenziali) /es. Acido Linolenico o Acido Alfa-linolenico (Omega-3) e Acido Linoleico (Omega-6) La vitamina F (dalla prima lettera del termine inglese &#8220;Fatty Acids&#8221;) è composta da una miscela di due acidi grassi essenziali (AGE), l&#8217;acido linolenico o alfa-linolenico (facente parte del cosiddetto gruppo omega 3) e l’acido linoleico o acido &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Vitamina F (o Acidi grassi essenziali) /es. Acido Linolenico o Acido Alfa-linolenico (Omega-3) e Acido Linoleico (Omega-6)</strong></p>
<p>La vitamina F (dalla prima lettera del termine inglese &#8220;Fatty Acids&#8221;) è composta da una <strong>miscela di due acidi grassi essenziali</strong> (<strong>AGE</strong>), l&#8217;<strong>acido linolenico</strong> o <strong>alfa-linolenico</strong> (facente parte del cosiddetto gruppo <strong>omega 3</strong>) e <strong>l’acido linoleico o acido alfa-linoleico </strong>(facente parte del cosiddetto gruppo <strong>omega 6</strong>)<strong>, ai quali si aggiunge l’acido arachidonico</strong>.</p>
<p>La vitamina F non viene prodotta dal nostro organismo ma è una <strong>vitamina liposolubile</strong>, che viene accumulata nel nostro organismo e non deve dunque essere assunta di continuo, attraverso i cibi. Il corpo la rilascia a piccole dosi quando il suo utilizzo viene considerato necessario.</p>
<p>La vitamina F è sensibile al calore e alla luce, gli alimenti che la contengono vanno dunque protetti dal sole e consumati preferibilmente freschi o comunque dopo breve cottura.</p>
<p>La vitamina F <strong>previene l’aterosclerosi</strong> ostacolando il deposito di trigliceridi e colesterolo all’interno delle arterie; contribuisce a conservare l&#8217;adeguata elasticità e permeabilità della membrana cellulare e mantenere l&#8217;apparato dermico sano e funzionale, prevenendo in tal modo molteplici problemi dermatologici. Inoltre gli acidi grassi essenziali, ad esempio l&#8217;acido linolenico, possono consentire e partecipare alla sintesi di altri acidi grassi polinsaturi ancora, come ad esempio l&#8217;acido arachidonico. La vitamina F favorisce inoltre la riduzione del peso corporeo e l’integrità di capelli e pelle.</p>
<p>Sia gli omega 3, che gli omega 6 sono anche definiti <strong>PUFA</strong>, acronimo di &#8220;Polinsatured Fatty Acids&#8221;, ovvero Acidi grassi polinsaturi&#8221;, e fanno parte di tale categoria che è fondamentale per la salute ed il buon funzionamento cellulare e la sana costituzione delle cellule, comprese anche e soprattutto quelle del sistema nervoso.</p>
<p>Sono presenti in alimenti come: pesce, frutta secca (es. noci), legumi, olio di fegato di merluzzo, oli di semi, olio d&#8217;oliva, pesce (es. acciughe, pasta d&#8217;acciughe, salmone, sgombro, tonno), semi oleosi, ribes, uova, uva, zafferano, verdure a foglia verde.</p>
<p>Non è ancora stato individuato il <strong>fabbisogno giornaliero</strong> di vitamina F. Si sa però che il fabbisogno di acidi grassi insaturi aumenta in proporzione alla quantità di acidi grassi saturi e di carboidrati ingeriti. Gli acidi grassi essenziali dovrebbero essere assunti nell’ordine dell’1% rispetto alle calorie totali.</p>
<p>La <strong>carenza di vitamina F</strong> è una condizione abbastanza rara. Può però interessare soprattutto i bambini, provocando loro formazione di pelle secca e desquamazione della stessa pelle.</p>
<p>Non si registrano pericoli dovuti a un eccesso di vitamina F.</p>
<p>La vitamina F è molto <strong>utilizzata in cosmetica</strong> per cui viene anche denominata “vitamina della pelle” di cui migliora lo stato di salute. Oltre a fare bene alla pelle, la vitamina F è ottima anche per i capelli. In particolare, la vitamina F mantiene la membrana cellulare e nutre la cute donandole morbidezza ed elasticità e stimolando la rigenerazione cellulare.</p>
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		<title>Lino &#124; Linum Usitatissimum</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/lino-linum-usitatissimum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2023 18:08:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido alfa-linolenico]]></category>
		<category><![CDATA[acido galatturonico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La molteplicità di utilizzi di questa pianta è evidente già dal suo nome latino: Linum usitatissimum ovvero «lino comunissimo». Della pianta è possibile usare sia le fibre degli steli sia i grani (semi di lino). Il lino (Linum Usitatissimum] è una pianta erbacea annuale, con radice fittonante, esile e poco ramificata. Il fusto, alto 40-110 &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La molteplicità di utilizzi di questa pianta è evidente già dal suo nome latino: <em>Linum usitatissimum</em> ovvero «<strong>lino comunissimo</strong>». Della pianta è possibile usare sia le fibre degli steli sia i grani (<strong>semi di lino</strong>).</p>
<p>Il <strong>lino </strong>(<em>Linum Usitatissimum</em>] è una pianta erbacea annuale, con radice fittonante, esile e poco ramificata. Il fusto, alto 40-110 cm, è sottile, eretto, ramificato nelle varietà da seme, meno in quelle da fibra. Le foglie sono sessili, intere, allungate, glabre, alterne, raramente opposte. I fiori, solitari o riuniti in corimbi, sono formati da 5 sepali, 5 petali di color azzurro, bianco o violaceo, 5 stami saldati alla base e da un ovario pentaloculare con 5 stili saldati alla base. Sono prettamente a fecondazione autogama. Il frutto è una capsula pentarcapellare con carpelli biloculari. Ogni loggia contiene un seme, oviforme, lunato, oleaginoso, di colore giallo-bruno o verdastro.</p>
<p>La pianta, probabilmente tra le prime ad essere utilizzata a scopo terapeutico, ha origine indiane; in passato è stato vastamente utilizzato da Egizi, Greci e Romani. Nella zona mediterranea le prove di coltivazione risalgono a ben 6.000 anni fa. Cresce nelle zone con clima mite. In paesi più freddi si ottiene la miglior produzione di fibra di lino, in particolare in Russia, Francia, Paesi bassi e Romania.</p>
<p>Il nome “Linum” deriva dalla famiglia a cui appartiene “<em>Linaceae</em>” che proviene dal greco “<em>lìnon</em>” (filo) che successivamente divenne “<em>linum</em>” in latino e “lino” in italiano. Mentre il termine “<em>usitatissimum</em>” deriva dal latino ed è il superlativo di “<em>usitatus</em>” ovvero “usuale, comune” e quindi “comunissimo”.</p>
<p>Il lino viene coltivato per il seme o per la fibra (per produrre tessuti, carta, cordame). La raccolta dei semi di lino avviene quando le capsule si scuriscono, mentre per il lino da fibra il periodo migliore è quando perde le foglie basali e il fusto si ingiallisce.</p>
<p>Il lino è la pianta che si dice abbia la più lunga tradizione nella <strong>produzione di abbigliamento</strong>. Ciò avveniva già nel Neolitico e ancora oggi è considerato un materiale molto nobile e naturale che viene spesso utilizzato per l&#8217;abbigliamento estivo. Inoltre, le fibre sono utilizzate anche per materiali isolanti, per l&#8217;imbottitura di mobili, per la tela, per rivestire le copertine dei libri e anche come materiale per la tomaia di scarpe leggere.</p>
<p>I semi, maturi ed essiccati, contengono acidi grassi (<strong>acido linoleico </strong>&#8211; capostipite degli ω6 (25%)<strong> -, acido alfa-linolenico &#8211; </strong>capostipite degli ω3 (&gt; 50%) -,<strong> acido oleico</strong>), <strong>proteine e mucillagini </strong>(arabinosio, galattosio, ramnosio, xilosio, acido mannuronico e acido galatturonico), fosfatidi, <strong>triterpeni</strong> e <strong>steroli</strong>. Contengono inoltre una piccola percentuale di <strong>glucosidi cianogenetici</strong> (1%] (<strong>neolinustatina</strong>, <strong>linustatina</strong>) che in piccola parte vengono trasformati in <strong>tiocianato</strong>, tossico solo ad alte dosi, e composti noti come <strong>lignine</strong>. Queste vengono metabolizzate in composti (<strong>enterolattone</strong> ed <strong>enterodiolo</strong>) che hanno la capacità di legare il recettore degli estrogeni, ma non è chiaro se svolgano azione agonista od antagonista. Comunque, questa capacità di legame potrebbe modulare l&#8217;effetto di farmaci per la terapia ormonale (tamoxifene, raloxifene, etc.).</p>
<p>Dai semi di lino si ricava la farina e l’olio, utilizzati per preparare diverse pietanze e ricette. Esistono due principali varietà di semi di lino: gialli (detti <em>golden</em>) e marroni. La maggior parte delle varietà presenta simili caratteristiche nutrizionali, incluse analoghe concentrazioni di omega tre.</p>
<p><strong>L&#8217;olio dei semi viene utilizzato come ingrediente cosmetico in gel, oli per capelli e saponi</strong> oppure somministrato per via orale viene tradizionalmente fatto per sfruttarne <strong>l’azione dolcemente lassativa</strong>. La destinazione principale dell’olio è tuttavia quella industriale, per la fabbricazione di colori, vernici, inchiostro da stampa, linoleum, emulsioni. Questo grazie al fatto che a contatto con l’aria, in seguito all’assorbimento dell’ossigeno, l’olio di lino indurisce ed essicca rapidamente.</p>
<p>Dall’estrazione dell’olio residua un panello che presenta un contenuto proteico intorno al 40% e viene destinato all’alimentazione zootecnica. Anche le capsule residuate possono essere impiegate in mangimistica.</p>
<p>Da considerare il fatto che le fibre di lino possono alterare l&#8217;assorbimento di farmaci, in particolare warfarina e digitale, per azione delle mucillagini, che li legano irreversibilmente rendendoli inassorbibili, così come quello di vitamine e minerali. Di conseguenza il lino dovrebbe essere assunto due ore prima o due ore dopo l&#8217;assunzione di altri prodotti (farmaci, vitamine o minerali).</p>
<p>Il lino ha inoltre la capacità di ridurre i livelli serici di colesterolo, trigliceridi e LDL perché lega gli acidi biliari del tratto intestinale interferendo con il riassorbimento dei grassi. Tale blocco del riassorbimento rende le feci più morbide e mobili. Viene quindi sconsigliata l&#8217;assunzione contemporanea di lassativi per evitare un potenziamento del loro effetto farmacologico.</p>
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		<title>Iride Versicolore</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/iride-versicolore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 13:10:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido cerotico.]]></category>
		<category><![CDATA[acido isoftalico]]></category>
		<category><![CDATA[acido laurico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Iris versicolor, il gladiolo blu, appartiene alla famiglia delle Iridacee. È una pianta perenne, originaria delle zone paludose e delle praterie umide del Nord America, in particolare del Canada sud-orientale o degli Stati Uniti nordorientali; l&#8217;iride blu è anche noto come Clajeux. L’Iris versicolor è una bella pianta che cresce ai bordi d&#8217;acqua. Relativamente grande &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Iris versicolor</em>, il <strong>gladiolo blu</strong>, appartiene alla famiglia delle Iridacee. È una pianta perenne, originaria delle zone paludose e delle praterie umide del Nord America, in particolare del Canada sud-orientale o degli Stati Uniti nordorientali; l&#8217;iride blu è anche noto come <strong>Clajeux</strong>.</p>
<p>L’<em>Iris versicolor </em>è una bella pianta che cresce ai bordi d&#8217;acqua. Relativamente grande (poco meno di un metro), cresce in ciuffi densi e verticali. Le sue lunghe foglie verdi e lanceolate (a forma di spada) sono spesso tinte di rosso quando sono alla base del piede. Lo stelo può raggiungere gli 80 centimetri di altezza, a volte si ramifica in alto, può fornire da 3 a 5 fiori di 5-7 cm che si aprono uno dopo l&#8217;altro. Di colore viola con un cuore bianco, si ergono superbamente dal fogliame verde brillante. Sfortunatamente, non vivono più di 48 ore. Il frutto di questa iride è una capsula che si apre in tre parti. Le sue mura sono così robuste da dover essere scarificate per piantare le piantine.</p>
<p>Oltre al fatto che sono molto decorativi, <strong>i fiori sono nettariferi</strong> e sono molto popolari con le api. Sembra che le strisce violacee dei sepali indicano il percorso verso il nettare. La fioritura inizia in tarda primavera e continua fino all&#8217;inizio dell&#8217;estate.</p>
<p>L&#8217;iris versicolor prospera nelle zone umide come le zone umide o gli stagni. Sono tra i fiori più belli usati nei giardini acquatici.</p>
<p>Il nome dato alle piante a cagione dei colori dei fiori delle varie specie, varietà, ibridi, che ricordano quelli dell’arcobaleno, origina dal greco iris <em>idos </em>= arcobaleno e dalla dea Iris, figlia di Taumante e di Elettra, messaggera degli dei e personificazione dell’arcobaleno. Virgilio fa dell’arcobaleno il sentiero su cui Iride dalle ali d’oro cammina; <em>versicolor</em> – che muta colore, variopinto. I fiori sono color porpora/violetto, screziati di giallo e di bianco. <strong>L&#8217;iris blu è l&#8217;emblema floreale ufficiale del Québec.</strong></p>
<p>Componenti principali sono: olio etereo 0,025%, <strong>acido isoftalico</strong> 0,0019%, resina 8,7%, zuccheri non identificati e tannino. Nella resina sono stati trovati <strong>fitosterina, alcool miricilico, eptacosano, ipuranolo</strong>, inoltre gli <strong>acidi laurico, stearico, palmitico</strong> e piccole quantità degli acidi <strong>oleico, linoleico e cerotico</strong>.</p>
<p>In omeopatia, l’Iris versicolor può essere usato per alleviare il bruciore di stomaco e le emicranie oftalmiche. La <strong>tintura madre</strong>, preparata con il rizoma fresco, contiene: zuccheri riducenti, tracce di oli essenziali, una resina contenente un fitosterolo e alcol miricilico.</p>
<p>L’<em>Iris versicolor</em> è indicata per curare: <strong>dispepsie acide da ipercloridria</strong>; <strong>cefalee</strong> frontali con vomito acido e bruciante; emicranie oftalmiche periodiche, che esordiscono con annebbiamento della vista o con la comparsa di una macchia nera nel campo visivo, dolori reumatici alle spalle, alle anche e alle piccole articolazioni delle estremità.</p>
<p>I preparati di Iris versicolore possono agire come <strong>emetici</strong>, come <strong>lassativi</strong> o come purganti drastici, secondo la dose impiegata. A dosi lassative esplica anche un’azione diuretica e colagoga. Sola o associata a altre droghe, può essere impiegata nella terapia della stitichezza, della insufficienza epatica e anche come emmenagogo.</p>
<p>N.B. Questa pianta rientra nella lista del Ministero della Salute per l&#8217;impiego non ammesso nel settore degli integratori alimentari.</p>
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		<title>Perilla frutescens Britt.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/perilla-frutescens-britt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2022 15:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido linoleico]]></category>
		<category><![CDATA[acido rosmarinico]]></category>
		<category><![CDATA[acido sinapico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pianta erbacea della famiglia delle Lamiacee, originaria dell´Asia orientale, viene coltivata particolarmente in Giappone, Cina, Corea; è una pianta officinale annuale che per le sue spiccate proprietà antiallergiche, antin-fiammatorie e antiossidanti, è utile anche nel processo di rigenerazione cellulare: l’appel-lativo di pianta della giovinezza la rende non a caso particolarmente adatta nel contrastare l’invecchiamento cellulare. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pianta erbacea della famiglia delle Lamiacee, originaria dell´Asia orientale, viene coltivata particolarmente in Giappone, Cina, Corea; è una pianta officinale annuale che per le sue spiccate <strong>proprietà antiallergiche, antin-fiammatorie e antiossidanti</strong>, è utile anche nel processo di rigenerazione cellulare: l’appel-lativo di <strong>pianta della giovinezza</strong> la rende non a caso particolarmente adatta nel contrastare l’invecchiamento cellulare.</p>
<p>Possiede foglie ovali seghettate verdi o rosse, caratteristiche infiorescenze in spighe, dai quali si ottengono i semi molto ricchi di acido alfa-linoleico, utilizzati frequentemente per l´estrazione di oli alimentari ricchi di acidi grassi poliinsaturi. Dalle foglie e dai semi si possono ottenere estratti ricchi di flavonoidi.</p>
<p>La Perilla è una <strong>pianta della medicina tradizionale cinese e giapponese</strong>, usata per la cura delle affezioni delle vie respiratorie, per i reumatismi e in caso di spasmi.</p>
<p>Recentemente, l´approfondimento del fitocomplesso ha rivelato la presenza di costituenti attivi di natura flavonica che hanno rivelato eccellenti proprietà antiallergiche. La Perilla è quindi divenuta in breve la <strong>pianta di elezione in formulazioni antiallergiche</strong>, senza presentare gli effetti collaterali tipici degli analoghi rimedi farmacologici.</p>
<p>I complessi flavonici sono presenti nelle foglie e nei semi ma solo dai semi si ottiene l’estratto che ha mostrato una significativa attività sui principali mediatori della risposta infiammatoria dell´organismo.</p>
<p>Principi attivi: polifenoli e flavonoidi (<strong>luteolina, apigenina, crisoeriolina e acido rosmarinico</strong>); <strong>acidi grassi essenziali della serie omega 6 (acido linoleico)</strong>.</p>
<p><strong>Alla pianta vengono attribuite proprietà: antiallergiche, antiossidanti, immuno-modulatrici, antispastiche. </strong></p>
<p>Trova <strong>indicazioni per uso interno</strong>: disturbi allergici in genere, allergie delle vie respiratorie (febbre da fieno, asma), dermatiti atopiche, orticaria, eczema da contatto, allergie stagionali.</p>
<p>La <em>Perilla frutescens</em> trova numerose forme d’impiego <strong>come pianta alimentare</strong> (ortaggio da foglia, aromatica e per l’olio estratto dai semi), ma anche <strong>come pianta cosmetica e medicinale</strong>. I semi sono utilizzati come <strong>mangime per uccelli ed altri animali</strong> o per consumo umano.</p>
<p><strong>L&#8217;olio derivato dai semi viene utilizzato come combustibile</strong>, come olio essiccante per vernici oppure come olio da cucina. In Giappone e in Cina, i semi vengono tostati e la polvere ottenuta viene utilizzata come aromatizzante, oppure vengono impiegati per insaporire le pietanze. I semi contengono circa il 45% di olio per la maggior parte composto da acidi grassi insaturi, in particolare acido linolenico (circa 68%) e acido linoleico (circa 14%) notoriamente efficaci nel prevenire molte importanti malattie e nel trattamento delle allergie. L’olio di perilla contiene anche 17 aminoacidi e non include componenti insalubri come ad esempio l&#8217;<strong>acido sinapico</strong> che è ricco di olio di colza; è quindi un olio commestibile, di alta qualità. Le foglie sono usate per produrre un olio essenziale per aromatizzare.</p>
<p>Nella cucina asiatica sono utilizzate nelle preparazioni gastronomiche di diversi piatti tradizionali, soprattutto coreani (<strong>kaennip</strong>) e giapponesi (<strong>shiso</strong>). La perilla è <strong>consumata fresca, in salamoia, sottaceto o conservata in salsa di soia</strong> per insaporire riso e come contorno ai piatti più semplici, ma anche in ricette a base di pesce, zuppe e insalate. Da sola può essere cucinata come <strong>tempura</strong>, un piatto tipico dei paesi orientali, in cui pesce e verdure sono mischiati a una pastella e fritti. <strong>La varietà</strong> di perilla di colore rosso (o viola), chiamata <strong>Aka-Shiso</strong> in Giappone, <strong>è ricca di antociani</strong> ed è spesso usata come guarnizione, aromatizzante e colorante.</p>
<p>Sono numerosi gli impieghi della perilla nel campo della medicina tradizionale e dell’erboristeria, grazie alla presenza dei suoi composti biologicamente attivi.</p>
<p>L’impiego nella medicina asiatica è giustificato dalle <strong>proprietà antimicrobiche, antiallergiche, antinfiammatorie, anticolesterolemiche, antiasmatiche, antibatteriche, antispasmodiche e antitosse</strong>. I gambi della pianta sono tradizionalmente utilizzati come <strong>analgesico</strong> e come <strong>agente anti-abortivo</strong>. Le foglie sembrano essere utili <strong>contro asma, raffreddori, influenze</strong> e per regolare la funzione dello stomaco, mentre i semi vengono impiegati per combattere la dispnea e come sollievo per la tosse, eliminando il catarro. Alcuni studi su animali suggeriscono che <em>P. frutescens</em> potrebbe anche essere utile per combattere l’anafilassi, grave reazione allergica a rapida comparsa che può causare la morte, comunemente associata a punture di insetti, assunzione di alimenti e farmaci.</p>
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		<title>Serenoa &#124; Serenoa repens</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/serenoa-serenoa-repens/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 15:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido linoleico]]></category>
		<category><![CDATA[alopecia androgenica]]></category>
		<category><![CDATA[attività antiandrogenica e antiestrogenica]]></category>
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		<category><![CDATA[floppy iris syndrome]]></category>
		<category><![CDATA[il β-sitosterolo-3-O-glucoside; flavonoidi; polisaccaridi solubili in acqua; trigliceridi; olio essenziale; triterpeni; acido antranilico]]></category>
		<category><![CDATA[ipertrofia prostatica benigna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Serenoa (Serenoa repens = Sabal serrulata = Serenoa serrulata) è il nome di una piccola palma (palma nana americana) della famiglia delle Arecaceae che cresce negli stati affacciati sulla costa atlantica meridionale degli Stati Uniti nonché all&#8217;interno come nel sud dell&#8217;Arkansas, nel sud Europa e nell&#8217;Africa del nord. Questa palma (che raggiunge tra i 2-4 &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Serenoa</strong> (<em>Serenoa repens = Sabal serrulata = Serenoa serrulata</em>) è il nome di una piccola palma (palma nana americana) della famiglia delle <em>Arecaceae</em> che cresce negli stati affacciati sulla costa atlantica meridionale degli Stati Uniti nonché all&#8217;interno come nel sud dell&#8217;Arkansas, nel sud Europa e nell&#8217;Africa del nord.</p>
<p>Questa palma (che raggiunge tra i 2-4 m di altezza) produce bacche di colore rosso scuro, monoseme e di dimensioni simili ad olive; una volta mature appaiono come bacche globose di colore bluastro-nero;    vengono allora fatte essiccare prima di essere sottoposte a lavorazione per estrarre le sostanze biologicamente attive utilizzate all&#8217;interno di integratori e medicinali.</p>
<p>Il frutto rappresenta per gli animali selvatici un&#8217;importante fonte di cibo ed è l&#8217;unico nutrimento per le larve di alcune specie di lepidotteri tra cui il <em>Batrachedra decoctor</em>.</p>
<p>Il nome del genere “<em>Serenoa</em>” è stato dato in omaggio al botanico statunitense <em>Sereno Watson</em> (1826-1892).</p>
<p><strong>Principali componenti della <em>Serenoa repens</em> sono: olio grasso con acidi grassi liberi: acido linoleico, linolenico, palmitico, oleico, miristico, laurico, caprico e caprilico; steroidi: campestrolo, stigmasterolo, β-sitosterolo, il β-sitosterolo-3-O-glucoside; flavonoidi; polisaccaridi solubili in acqua; trigliceridi; olio essenziale; triterpeni; acido antranilico.</strong></p>
<p>I principi attivi della pianta sono responsabili dell’attività antiandrogenica e antiestrogenica caratteristica, essendo in grado di stimolare a livello prostatico i recettori estrogenici e di inibire quelli progestinici, con <strong>effetti antiestrogenici e antiandrogenici </strong>per il blocco causato dall&#8217;inibizione della 5-alfa-reduttasi di tipo I e II del legame da parte del diidrotestosterone a livello dei recettori androginici.</p>
<p>Il <strong>diidrotestosterone</strong> (<strong>DHT</strong>) è l&#8217;ormone androgeno più potente dell&#8217;organismo e la sua attività è 4-5 volte superiore rispetto al testosterone da cui deriva. Il diidrotestosterone viene sintetizzato grazie all&#8217;azione dell&#8217;enzima 5-alfa reduttasi che rende semplice il doppio legame esistente tra il carbonio 4 ed il carbonio 5. Questa banale modifica chimica aumenta notevolmente l&#8217;affinità dell&#8217;ormone per i recettori androgeni, potenziandone, di conseguenza, l&#8217;attività. L&#8217;enzima 5-alfa reduttasi è molto concentrato nella cute, nel fegato, nel sistema nervoso centrale (dove è presente soprattutto l&#8217;isoforma di tipo 1) e nella prostata (dove si concentra l&#8217;isoforma di tipo 2). Se prodotto in eccesso, il diidrotestosterone, in virtù del suo forte potere androgeno, favorisce la comparsa di acne, accelera la caduta dei capelli e causa ipertrofia prostatica. Da qui l&#8217;utilizzo di farmaci capaci di bloccare l&#8217;enzima 5-alfa-reduttasi, di derivazione fitoterapica (come la Serenoa) o di sintesi (come la finasteride), nel trattamento di queste condizioni.</p>
<p>A differenza del <strong>finasteride</strong> e della <strong>dutasteride</strong>, che inibiscono solamente una od entrambe le isoforme dell&#8217;enzima 5α-reduttasi, <strong>la serenoa agisce ad un duplice livello, bloccando l&#8217;enzima da un lato ed impedendo l&#8217;interazione del DHT con il suo recettore dall&#8217;altro</strong>.</p>
<p>Infine, il diidrotestosterone stimola la proliferazione cellulare, causando, oltre l’ipertrofia del tessuto prostatico, la formazione di forfora e sebo in eccesso sul cuoio capelluto, fino alla miniaturizzazione del capello e alla sua caduta; di qui l’impiego della Serenoa nel contrastare l’alopecia (<strong>calvizie androginica</strong>).</p>
<p>La serenoa è dotata anche di <strong>effetti antifiammatori e spasmolitici</strong> sui muscoli delle vie urinarie, ricalcando, in questo senso, l&#8217;azione di un&#8217;altra categoria di farmaci utilizzati nel trattamento dell&#8217;ipertrofia della prostata e chiamati alfa-bloccanti. La contrazione dei muscoli prostatici favorisce infatti l&#8217;ostruzione dell&#8217;uretra, responsabile dei disturbi di minzione associati all&#8217;IBP.</p>
<p>La sommatoria di tutti questi effetti sarebbe responsabile dell&#8217;<strong>efficacia clinica della serenoa nel ridurre la sintomatologia associata all&#8217;ipertrofia prostatica</strong>, con un&#8217;azione paragonabile a quella della finasteride. La tollerabilità della droga sembrerebbe, invece, addirittura superiore. Invero, gli estratti di <em>Serenoa repens</em> vengono impiegati con l&#8217;obiettivo di <strong>prevenire e attenuare diverse condizioni afferenti alla sfera urologico-sessuale</strong>, tra cui, oltre l&#8217;ingrossamento della prostata (o <strong>iperplasia prostatica benigna</strong>), il dolore pelvico cronico, la diminuzione del desiderio sessuale, i disturbi della diuresi e le infiammazioni delle vie urinarie. Questo perché la <em>Serenoa repens</em> avrebbe le capacità di contrastare le infiammazioni a carico del tratto urinario, della vescica, dei testicoli e delle ghiandole mammarie.</p>
<p>Pertanto <strong>l</strong><strong>a <em>Serenoa repens</em> è impiegata per una grande varietà di problemi legati al sistema urinario, a cominciare dall’ipertrofia prostatica benigna</strong>, all&#8217;apparato riproduttivo, <strong>all&#8217;alopecia androgenica</strong> (&#8220;alopecia seborroica&#8221;). Va precisato tuttavia che, <strong>pur risultando piuttosto efficace nel risolvere la sintomatologia associata all&#8217;ipertrofia prostatica benigna, la droga non porta a riduzioni significative del volume prostatico</strong>. Questa osservazione ne limiterebbe anche l&#8217;efficacia nel trattamento della calvizie di origine androgenica e dell&#8217;acne. Ciò non toglie, tuttavia, che la serenoa rappresenti un valido coadiuvante nel trattamento di queste condizioni, da utilizzarsi in associazione ad altri prodotti in grado di potenziarne l&#8217;azione o di agire su fronti differenti.</p>
<p>Gli <strong>effetti collaterali</strong> associati all&#8217;utilizzo di serenoa sono generalmente rari e comunque lievi; essi comprendono: prurito, cefalea, ipertensione, disfunzione erettile, calo della libido e problemi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea, stitichezza). È bene ad ogni modo che ci si astenga dal consumare prodotti a base di <em>Serenoa repens</em> in caso di ipersensibilità presunta o certa verso il principio attivo e in caso di gravidanza e allattamento. L&#8217;assunzione di <em>Serenoa repens</em> può causare interazioni farmacologiche in caso di concomitanti terapie a base di ormoni. Anche se la <em>Serenoa repens</em> viene considerata un&#8217;erba sicura, uno dei suoi composti principali, il <strong>beta-sitosterolo </strong>(che inibisce la 5-alfa-reduttasi implicata nella trasformazione del testosterone in diidrotestosterone), è chimicamente simile al colesterolo. Alti livelli di questa sostanza nel sangue possono aumentare la probabilità di infarto in soggetti recidivi.</p>
<p>Inoltre la <em>Serenoa repens</em> aumenta il rischio di emorragie se assunta insieme al warfarin; il suo uso incontrollato può esitare in epatite colestatica e pancreatite acuta e può indurre l’insorgenza della “<strong>floppy iris syndrome</strong>” (triade di segni intraoperatori: scarsa midriasi, iride a bandiera con tendenza al prolasso nel tunnel corneale e miosi progressiva) durante la rimozione della cataratta per la perdita del tono dell’iride.</p>
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		<title>Açai &#124; Euterpe oleracea</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/acai-euterpe-oleracea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Aug 2022 10:27:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Frutti Esotici]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;açai (si pronuncia &#8220;assaì&#8221;) è una palma fruttifera della famiglia delle Arecaceae, originaria del Sud America e dell&#8217;America Centrale; può raggiungere anche i 30 m di altezza. Le foglie sono pennate lunghe fino a 3 metri. I frutti (drupe) &#8211; i più nutrienti della foresta amazzonica &#8211; sono piccole bacche di forma arrotondata, di color &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>açai</strong> (si pronuncia &#8220;assaì&#8221;) è una <strong>palma fruttifera</strong> della famiglia delle <em>Arecaceae</em>, originaria del Sud America e dell&#8217;America Centrale; può raggiungere anche i 30 m di altezza. Le foglie sono pennate lunghe fino a 3 metri.</p>
<p>I frutti (drupe) &#8211; i più nutrienti della foresta amazzonica &#8211; sono piccole bacche di forma arrotondata, di color porpora scuro, del peso medio di un grammo, simile a un chicco d&#8217;uva, e prodotto in pannocchie ramificate composte da 500-900 frutti, prive di buccia, ma un grosso nocciolo e una polpa dalla consistenza granulosa.</p>
<p>L&#8217;esocarpo (la buccia) dei frutti maturi è di colore viola intenso, o verde, a seconda del tipo di açai e della sua maturità. Il mesocarpo è polposo e sottile, con uno spessore costante di 1 mm o meno.</p>
<p>Il nome dell’açai (da pronunciare “assaì”) deriva dal termine indigeno “wasa’i”, che significa “<strong>frutti che piangono acqua</strong>”. Sebbene le bacche di açai siano uno dei frutti alla base della dieta di diverse popolazioni dell’Amazzonia grazie all’elevata densità nutrizionale e al potere energizzante, sono diventate popolari in Occidente solo recentemente, destando l’interesse della ricerca grazie all’importante profilo a livello di nutrienti.</p>
<p>Sono un vero e proprio <strong>simbolo della cultura brasiliana ed amazzonica</strong>, dato che la palma dell’açai non può crescere in altri luoghi essendo strettamente soggetta alle condizioni climatiche: il raccolto dell’açai, che si svolge tra novembre e dicembre, rappresenta infatti un momento di celebrazione, oltre che un’attività fondamentale per l’economia del Paese.</p>
<p><strong>Le bacche di questa palma sono una fonte ricchissima di antociani</strong>, dotati di proprietà <strong>antiossidanti</strong>, <strong>in grado di contrastare l&#8217;invecchiamento</strong> prematuro delle cellule e dei tessuti, 30 volte superiore a quella esercitata dal vino rosso e 3 volte quella del mirtillo nero; contengono inoltre proteine, fibre, vitamine e minerali, nonché acidi grassi essenziali (in particolare l&#8217;<strong>acido oleico </strong>o omega-9). Questi ultimi svolgono un&#8217;azione <strong>ipocolesterolemizzante</strong>, in quanto abbassano l&#8217;LDL (Low Density Lipoproteins o colesterolo cattivo) contrastando così, l&#8217;insorgenza dell&#8217;aterosclerosi e numerose malattie cardiovascolari; mentre l&#8217;<strong>acido linoleico </strong>(omega-6) aiuta a mantenere sane le membrane delle cellule.</p>
<p>Inoltre gli acidi grassi essenziali aiutano il trasporto e l&#8217;assorbimento delle vitamine liposolubili, A, E, D e K, apportando un&#8217;azione protettiva sul cuore e il sistema circolatorio. Tra gli antiossidanti più potenti nell’ açai c’è la <strong>velutina</strong>, una molecola antinfiammatoria che contrasta l’attacco dei radicali liberi e dà energia e tono sia a livello fisico che mentale.</p>
<p>Anche gli <strong>steroli</strong>, componenti delle membrane delle cellule delle piante, apportano numerosi benefici per il corpo umano. Oltre a ridurre il colesterolo nel plasma sanguigno, e demolire i grassi accumulati, i <strong>fitosteroli </strong>colpiscono il metabolismo delle prostaglandine, le molecole responsabili dei processi infiammatori, svolgendo un&#8217;azione analgesica e decongestionante. Gli steroli oggi vengono utilizzati per il trattamento dei sintomi associati al BPH (<em>benign prostate hyperplasia</em>), cioè l&#8217;iperplasia benigna della prostata.</p>
<p>Infine le <strong>proprietà remineralizzanti</strong> sono dovute all&#8217;elevato contenuto di vitamine, amminoacidi e minerali, nutrienti utili a rigenerare l&#8217;organismo ed i muscoli. Inoltre <strong>le fibre favoriscono la funzionalità del sistema gastroenterico</strong>, in quanto, da un lato, aiutano a non assorbire grassi, zuccheri e trigliceridi dall&#8217;alimentazione; dall&#8217;altro, permettono di mantenere il colon pulito, dando un senso di sazietà.</p>
<p>Le <strong>bacche Açai</strong> possono essere assunte tale e quali nello yogurt insieme al musli, o altra frutta secca e semi oleosi, o come ingrediente di dolci fatti in casa, oppure in tisane o sotto forma di succo.</p>
<p>Nell&#8217;Amazzonia brasiliana, la palma dell&#8217;acai è molto importante perché le sue bacche costituiscono l&#8217;ingrediente principale della dieta, fino al 42% del consumo totale di cibo in peso, delle popolazioni locali. La presenza di nutrienti energizzanti fa dell&#8217;açaì un ineguagliabile succo di frutta o bevanda energetica. La polpa granulosa delle bacche, mescolata ad altri frutti, a cereali o muesli e miele corrisponde alla ricetta classica, in grado di ridurre la sensazione di fame con pochissime calorie, ma con una concentrazione altissima di nutrienti.</p>
<p>I semi delle bacche di Acai sono una ricca fonte di grassi. Previa spremitura, possono dare origine all&#8217;<strong>olio di Acai</strong>, ricco di composti fenolici come l&#8217;acido vanillico, l&#8217;acido siringico, l&#8217;acido p-idrossibenzoico, l&#8217;acido protocatecuico e l&#8217;acido ferulico; abbondano anche le catechine e numerosi oligomeri delle procianidine. L&#8217;olio di Acai è di colore verde, ha un aroma dolce e un alto contenuto di acidi grassi oleico e palmitico.</p>
<p>Può essere utilizzato per la cottura, come condimento sull&#8217;insalata, nei cosmetici o detergenti come lo shampoo, i saponi e le creme idratanti della pelle.</p>
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		<title>Ricino &#124; Ricinus communis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/ricino-ricinus-communis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 08:40:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido diidrossistearico]]></category>
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		<category><![CDATA[erba infestante]]></category>
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		<category><![CDATA[pianta velenosa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il ricino (Ricinus communis L.), unica specie del genere Ricinus, è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Euphorbiaceae. Arbusto, erba annuale o albero perenne con foglie rosse o verdi appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae. Il nome generico Ricinus in latino significa &#8220;zecca&#8221;; la pianta è così chiamata per la somiglianza dei suoi semi con &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>ricino</strong> (<em>Ricinus communis</em> L.), unica specie del genere <em>Ricinus,</em> è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle <em>Euphorbiaceae</em>. Arbusto, erba annuale o albero perenne con foglie rosse o verdi appartiene alla famiglia delle <em>Euphorbiaceae</em>. Il nome generico <em>Ricinus</em> in latino significa &#8220;zecca&#8221;; la pianta è così chiamata per la somiglianza dei suoi semi con il noto parassita. È conosciuta anche col nome di pianta <strong>Palma Christi</strong> perché le sue foglie sono state accostate alla mano di Gesù Cristo.</p>
<p>La pianta di ricino arriva probabilmente dall’Africa tropicale, ma grazie alla sua capacità di riprodursi, si è presto naturalizzata nelle aree tropicali e subtropicali di tutto il mondo come un’<strong>erba infestante</strong>; essendo però molto bella viene anche coltivata a scopo ornamentale, per decorare giardini e balconi. Nella sua zona d&#8217;origine la pianta raggiunge un&#8217;altezza di 10 m e il fusto da erbaceo &#8211; legnoso diventa legnoso, mentre in media si attesta intorno ai 2-4 m di altezza.</p>
<p>Le sue foglie sono con picciolo, semplici, caduche e verticillate, di tipo palmato &#8211; lobato, con 7 o 11 lobi con bordo dentato, di dimensione tra i 15 cm e i 45 cm.. Nelle foglie alla base del picciolo vi sono delle ghiandole nettarifere. La specie è monoica, ossia i due sessi sono portati nello stesso individuo, con fiori raggruppati a grappolo. I fiori del Ricino occupano la parte superiore del fusto e dei rami, sono raccolti in una lunga spiga ramificata provvista di brattee membranose. I fiori maschili sono alla base della spiga o del grappolo e sono di color verde glauco, quelli femminili sono posti superiormente e sono di colore purpureo. La fioritura avviene d&#8217;estate. I frutti sono capsule ovoidali spinose, costituite da tre valve contenenti un seme per ogni loggia, che a maturazione liberano 3 semi di circa 1 cm di dimensione. Predilige un clima temperato, teme le gelate.</p>
<p>I coltivatori nel tempo hanno selezionato varie cultivar per scopo ornamentale e per la produzione dell&#8217;olio. Finora sono conosciute circa una ventina di <strong>differenti varietà</strong> che differiscono tra loro per forma, colore, altezza e per le spine della capsula del seme. Tra queste le più note sono:</p>
<ul>
<li><strong>Carmencita</strong> che vanta grandi foglie rosso scuro su steli di colore rosso e fiori gialli. Utilizzata per creare aiuole in giardini insieme ad altre piante ornamentali. Fiorisce in estate.</li>
<li><strong>Carmencita pink</strong> si distingue per le sue foglie dal colore verde azzurro e per i fiori rosa.</li>
<li><strong>Impala</strong> ha le foglie color porpora e fiorisce più tardi da luglio a ottobre.</li>
<li><strong>Zanzibariensis</strong> ha delle grandi foglie verdi.</li>
</ul>
<p>Nonostante le sue variabili forme, <strong>il ricino è facilmente riconoscibile dalle sue larghe foglie, con lamina palmata, a forma di stella</strong>, con 7-11 lobi, di colore verde scuro lucido e per le sue infiorescenze allungate.</p>
<p>Il ricino produce grandi quantità di <strong>semi</strong> che sono ricchi di proprietà ma anche <strong>molto velenosi</strong>: basti pensare che solo 4 semi, se ingeriti, potrebbero uccidere un uomo adulto. I sintomi da avvelenamento includono nausea, vomito, diarrea, gastroenterite emorragica, convulsioni, aritmie, embolia e spasmi tetanici.</p>
<p>Dai semi si ricava mediante estrazione a freddo <strong>l&#8217;olio</strong>, che in essi è contenuto nella misura del 40-50%. Per sicurezza dopo l&#8217;estrazione a freddo si miscela l&#8217;olio con l&#8217;acqua e si porta ad ebollizione la miscela, in modo solubilizzare ed eliminare del tutto con la denaturazione a caldo la Ricina ancora presente. Pertanto, l’olio ottenuto dalla spremitura a freddo dei semi del ricino e trattato è sicuro per il consumo umano.</p>
<p><strong>L&#8217;olio di ricino</strong> è un liquido dal colore variabile tra il trasparente e il giallo, e un odore caratteristico. Il punto di ebollizione è di 313 °C e la sua densità è di 961 kg/m<sup>3</sup>. Lo si può ottenere sia per pressatura che per estrazione con solventi; la resa totale oscilla tra il 35 e il 50%. Soltanto il prodotto di prima spremitura (a freddo) viene utilizzato come medicinale, mentre il resto trova applicazione nel settore industriale.</p>
<p>L’olio è composto da oleina, palmitina, stearina e ricinoleina (80 &#8211; 89 %) che ne è il principio attivo. In particolare. la sua composizione è la seguente: <strong>acido ricinoleico</strong> 89.5 %, <strong>acido diidrossistearico</strong> 0.7 %, <strong>acido palmitico</strong> 1%, <strong>acido stearico</strong> 1%, <strong>acido oleico</strong> 1%, <strong>acido linoleico</strong> 4.2%, <strong>acido linolenico</strong> 0.3%, <strong>acido eicosenoico</strong> 0.3%.</p>
<p>La <strong>Ricinoleina</strong> è costituita da un ossiacido insaturo a 18 atomi di Carbonio (C<sub>18</sub>H<sub>34</sub>O<sub>3</sub>).</p>
<p>L&#8217;uso dell&#8217;olio di Ricino risale a tempi remoti, a circa il 4000 a.C. in Egitto.</p>
<p><strong>L&#8217;olio non ha uso alimentare diretto ma è commestibile e non velenoso</strong> perché la Ricina e la Ricinina sono idrosolubili e non passano nell&#8217;olio, cosicché rimangono nel pannello di estrazione insieme ad altre sostanze e ad un allergene.</p>
<p><strong>L&#8217;olio di ricino viene da secoli indicato come</strong> <strong>lassativo</strong>, una purga dall&#8217;odore e dal sapore piuttosto sgradevoli; oggi tale impiego è stato ridimensionato, dato che la sua azione purgante è piuttosto drastica. Tale azione è legata alla presenza di <strong>acido ricinoleico</strong> che dopo l’ingestione viene liberato dai trigliceridi per opera degli enzimi gastrici e pancreatici con il supporto della bile, stimola la peristalsi e causa un aumento del richiamo di acqua e di elettroliti nel lume intestinale, probabilmente per la stimolazione della sintesi delle prostaglandine; aumenta la massa fecale.</p>
<p>È pure impiegato nella terapia di numerose malattie con <strong>applicazione trans &#8211; dermica</strong>, in particolare con impacchi sull&#8217;addome con cui viene lentamente assorbito per via cutanea o dermica, esplicando in tal modo numerosi effetti positivi in quasi tutte le patologie, sulla circolazione sanguigna, linfatica e nel rafforzamento del sistema immunitario, promuovendo altresì la rigenerazione dei tessuti e l&#8217;eliminazione delle scorie dall&#8217;organismo.</p>
<p>Questo tipo di assorbimento dermico dell&#8217;olio di ricino si ritiene sia ideale nel ripristino della salute del corpo.</p>
<p>L’applicazione sul cuoio capelluto stimola la crescita dei capelli e previene il rischio di calvizie mentre sulle lunghezze aiuta a combattere le doppie punte e la disidratazione del capello. Può essere inoltre usato come siero per ciglia e sopracciglia, rinforzandole e dandogli lucentezza. Applicato sulle ferite e sulle abrasioni l&#8217;olio si dimostra antibatterico ed antifungino ed esse guariscono senza lasciare cicatrici.</p>
<p>L&#8217;olio di ricino e suoi derivati sono utilizzati nella produzione di saponi, lubrificanti, fluidi idraulici e per freni, nei liquidi refrigeranti per i veicoli spaziali, vernici, coloranti, rivestimenti, inchiostri, plastiche resistenti a freddo, cere e polisti, nylon, cosmetici, farmaci (come eccipiente) e profumi.</p>
<p>Nell&#8217;industria alimentare, l&#8217;olio di ricino viene utilizzato in vari additivi; alcuni esempi sono gli aromi dei dolciumi (ad esempio poliglicerolo polistinoleato o PGPR nel cioccolato) e gli inibitori della muffa nell&#8217;imballaggio.</p>
<p>In India, Pakistan e Nepal l&#8217;olio di ricino è impiegato per la conservazione dei cereali e di certi legumi.</p>
<p><strong>L’impiego non è ammesso nel settore degli integratori alimentari.</strong></p>
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		<title>Girasole &#124; Helianthus Annuus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/girasole-helianthus-annuus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jul 2022 15:20:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido linoleico]]></category>
		<category><![CDATA[acido oleico]]></category>
		<category><![CDATA[Altri Vegetali]]></category>
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		<category><![CDATA[margarina]]></category>
		<category><![CDATA[Olio di Girasole]]></category>
		<category><![CDATA[quercimeritrina]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina E]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il girasole (Helianthus annuus)  comune è una pianta annuale erbacea con una grande infiorescenza a capolino ed appartiene alla famiglia delle Asteraceae; presenta una lunga radice fittonante su cui sono inserite le radici laterali; fusto eretto, cavo, robusto, scanalato con setole patenti, solo a maturità si curva nella parte apicale per l&#8217;aumento del peso dell&#8217;infiorescenza; &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>girasole</strong> (<em>Helianthus annuus</em>)  comune è una pianta annuale erbacea con una grande infiorescenza a capolino ed appartiene alla famiglia delle <em>Asteraceae</em>; presenta una lunga radice fittonante su cui sono inserite le radici laterali;</p>
<p>fusto eretto, cavo, robusto, scanalato con setole patenti, solo a maturità si curva nella parte apicale per l&#8217;aumento del peso dell&#8217;infiorescenza; raggiunge un’altezza 1÷3 (4) m.;</p>
<p>le foglie lungamente picciolate, sono alterne, la lamina è ovale-lanceolata percorsa da 3 nervi, il margine è dentato, entrambe le pagine sono ruvide; i fiori sono riuniti generalmente in un unico capolino o, in pochi capolini con il centrale maggiore; l&#8217;infiorescenza detta calatide, è costituita da fiori periferici ligulati, sterili, gialli;</p>
<p>e da fiori del disco,tubulosi ermafroditi, bruni; 5 stami formanti un manicotto che avvolge lo stilo, ovario inferoa 2 carpelli, monoloculare.</p>
<p>Il ø del capolino può raggiungere i 30 cm. I fiori all&#8217;interno del disco sono disposti in 2 insiemi di spirali logaritmiche, una avvolta in senso orario e una in senso antiorario; i numeri delle spirali non sono uguali nei 2 sensi, ma tendono a essere 2 numeri di Fibonacci (in cui ogni termine è dato dalla somma dei 2 precedenti) consecutivi, generalmente 34 e 55 nei girasoli medi. I frutti circa 1000 per capolino, sono acheni nudi, biconvessi, ± striati neri o grigi, il pericarpo, racchiude una mandorla di grande interesse industriale ed alimentare, chiamata impropriamente seme.</p>
<p>La pianta cresce in orti, macerie e rifiuti, sub-spontanea nei pressi delle aree ove è coltivata; 0÷1.500 m s.l.m. E’ una specie coltivata in moltissime cultivar e varietà, anche ornamentali.</p>
<p>Il nome generico (<em>Helianthus</em>) deriva da due parole greche ”<em>helios</em>” (= sole) e ”<em>anthos</em>” (= fiore) in riferimento alla <strong>tendenza di questa pianta a girare sempre il bocciolo verso il sole</strong>, prima della fioritura (il fiore maturo invece è sempre rivolto ad est). Questo comportamento è noto come <strong>eliotropismo</strong>. Il nome specifico (<em>annuus</em>) indica il tipo di ciclo biologico (annuale). Anche il nome comune italiano (<strong>Girasole</strong>) deriva dalla rotazione dei boccioli in direzione del sole. Il termine “girasole” è anche usato per indicare le altre piante appartenenti al genere &#8220;<em>Helianthus</em>&#8220;, molte delle quali sono perenni.</p>
<p>Erba nutriente ed emolliente che abbassa il tasso di colesterolo nel sangue e lenisce i tessuti irritati. Alcune parti di questo fiore contengono il glucoside della quercetina (<strong>quercimeritrina</strong>), alcune basi amminiche, dei sali di calcio dell&#8217;acido solanico e una xantofilla. Le proprietà curative secondo la medicina popolare sono<strong>: febbrifuga</strong> (abbassa la temperatura corporea); <strong>diuretica</strong> (facilita il rilascio dell&#8217;urina); <strong>antimalarica</strong> (combatte la malaria); <strong>espettorante</strong> (favorisce l&#8217;espulsione delle secrezioni bronchiali); <strong>stomachica </strong>(agevola la funzione digestiva).</p>
<p>I <strong>petali di girasole</strong> contengono sapogenine, xantofila, antocianina, flavonglucosidi acido solatene. L’estratto di petali di girasole aiuta ad abbassare la temperatura corporea, ha proprietà diuretiche e sana i bronchi infiammati, agevola il metabolismo intestinale ed aiuta a combattere gli stati d’ansia.</p>
<p>I <strong>semi di girasole</strong> possono essere aggiunti all&#8217;impasto del pane, oppure ridotti a farina; sono spesso utilizzati per prodotti da forno; vengono consumati decorticati e tostati, spesso salati come snack, specialmente in Cina, Stati Uniti ed Europa. Possono essere utilizzati per insalate o se ne può estrarre un <strong>olio</strong>. Dalla spremitura di 100 kg di semi di girasole si ottengono circa 35÷40 kg di olio, con un buon valore alimentare.</p>
<p>A temperatura ambiente, l’<strong>olio di girasole </strong>è di consistenza liquida, di un color giallo paglierino e il profumo è delicato. Se viene raffinato diviene quasi trasparente con un leggero colore sull’ambrato.</p>
<p>La composizione dell’olio di girasole è essenzialmente di <strong>acidi grassi insaturi</strong>, circa <strong>il 32% di acido oleico</strong> (monoinsaturo) <strong>e il 52% di linoleico</strong> (polinsaturo) precursori degli acidi grassi omega 3 e 6; questi omega sono importanti per la salute del cuore, per la produzione di energia, il trasporto di ossigeno, la creazione dell’emoglobina nel circolo sanguigno e persino per mantenere in equilibrio il sistema ormonale corporeo.</p>
<p>Un componente presente nell’olio di girasole è la <strong>vitamina E</strong>, chiamata anche tocoferolo. La sua proprietà primaria è di essere un eccellente antiossidante, in quantità persino cinque volte superiore all’olio di oliva, ed è quindi capace di proteggere le membrane cellulari e combattere i radicali liberi responsabili anche dell’invecchiamento cellulare. Inoltre la vitamina E è indispensabile per il corretto funzionamento dei muscoli e per rinforzare il sistema immunitario. Vi è anche la presenza di una buona dose di acido ascorbico, che lavora in sinergia aumentando il potere antiossidante e riducendo il rischio di sviluppare il cancro e malattie cardiache.</p>
<p><strong>In 100 ml di olio di girasole sono contenuti 28 mg di vitamina E</strong> che corrispondono al 280% (RDA) della razione giornaliera raccomandata. Sono anche presenti altre vitamine: <strong>B6</strong>, che protegge le fibre del sistema nervoso, la <strong>B5</strong> (acido pantotenico), la <strong>B3</strong> (niancina o PP) e i <strong>folati</strong>; tutti utili per la corretta attività del sistema nervoso e per la creazione dei tessuti del sistema digestivo.</p>
<p>Vi è anche una notevole ricchezza di <strong>minerali,</strong> quali <strong>selenio, ferro, rame, zinco, fosforo, magnesio e manganese</strong>.<br />
Ciascuno contribuisce a dare le <strong>proprietà uniche dell’olio di girasole, come la capacità di rinforzare i tessuti e le ossa, di aiutare il circolo sanguigno, di produrre ormoni, di equilibrare il sistema immunitario e abbassare i rischi di malattie cardiovascolari.</strong></p>
<p>L’olio di girasole, essendo ricco di acidi insaturi, <strong>va incontro facilmente all’irrancidimento</strong> quindi è consigliato conservarlo in frigo, lontano da fonti di calore e luce, mantenendolo in una bottiglia ben chiusa, meglio ancora se di vetro scuro per evitare passaggio della luce.</p>
<p>Nel campo del benessere del corpo, è conosciuto come un buon alleato della salute per l’ampia composizione di vitamine, minerali e sostanze benefiche di cui è composto. In <strong>cosmesi</strong> è utilissimo per ringiovanire la pelle, eliminare l’invecchiamento portato dall’esposizione al sole (fotoinvecchiamento) e previene le cicatrici, leviga le rughe e ridona salute alla pelle in tutto il corpo levigando, nutrendo e restituendole elasticità.</p>
<p>Applicato direttamente sulla pelle come <strong>detergente</strong> è capace di mantenere lontani batteri dai pori della pelle prevenendo l&#8217;acne grazie alla sua composizione di vitamine e carotenoidi.</p>
<p>L’olio di girasole è una buona base per olio da massaggi contro i dolori muscolari o reumatici.</p>
<p>Nei prodotti cosmetici è possibile utilizzarlo come ingrediente solo se l’olio contiene una buona percentuale di acido oleico e sull’etichetta possiamo trovare il nome nella nomenclatura INCI di <em>Helianthus Annuus</em> (Sunflower) Seed Oil.</p>
<p>Nell’industria alimentare e <strong>in cucina</strong> è utilizzato per friggere o a crudo per condire insalate o piatti a base di verdure, per preparazione di sughi e salse (maionese) e ovviamente anche per preparare sottolio di verdure miste.</p>
<p>Inserito nella dieta un po’ come integratore alimentare, se ne possono utilizzare uno o due cucchiai a crudo nei piatti per raggiungere la dose consigliata giornaliera di vitamina E e un’ampia ricchezza di vitamine e sali minerali utili al benessere totale del nostro corpo.</p>
<p>Per avere tutte le proprietà intatte dell’olio di girasole bisogna scegliere il prodotto leggendo l’etichettatura e prediligendo l’acquisto se l’estrazione è di spremitura a freddo e la coltivazione della pianta viene da agricoltura biologica.</p>
<p>Di recente sono state selezionate e create piante di girasole con una composizione più alta di olio oleico sino oltre al 60% al fine di avere un prodotto più conservabile e prevenire di qualche tempo l’irrancidimento. Questa possibilità ne permette l’uso nell’industria alimentare di friggere con un olio meno costoso rispetto all’olio di oliva.</p>
<p>L&#8217;olio di girasole è infine impiegato nella fabbricazione della <strong>margarina</strong>, ma può essere utilizzato anche per motori e usato per produrre biodisel.</p>
<p>Dall&#8217;estrazione dell&#8217;olio si ha come residuato un panello molto ricco di proteine che viene impiegato nell&#8217;alimentazione zootecnica. I residui della spremitura sono impiegati come mangime per il bestiame.</p>
<p>I girasoli producono del lattice, oggetto di esperimenti volti a utilizzarli come fonti alternative di gomma ipoallergenica.</p>
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