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	<title>acido formico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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		<title>Gymnema &#124; Gymnema silvestre R. Br.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2023 15:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gymnema sylvestre (Retz.) Schult. è una pianta rampicante di grandi dimensioni, molto ramificata; sale fino alla cima dei grandi alberi. Le foglie sono opposte, ovali o ellittiche, picciolate, più o meno pubescenti su entrambi i lati e hanno un sapore amaro e acre. I fiori, gialli campanulati, sono raggruppati in racemi peduncolati o quasi sessili. &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Gymnema sylvestre</em> (Retz.) Schult. è una <strong>pianta rampicante</strong> di grandi dimensioni, molto ramificata; sale fino alla cima dei grandi alberi. Le foglie sono opposte, ovali o ellittiche, picciolate, più o meno pubescenti su entrambi i lati e hanno un sapore amaro e acre. I fiori, gialli campanulati, sono raggruppati in racemi peduncolati o quasi sessili. Appartenente alla famiglia delle <em>Asclepiadaceae</em> (<em>Apocynaceae</em> secondo la classificazione APG), è originaria dell&#8217;India, del Pakistan e di Ceylon; è anche diffusa nelle foreste tropicali dell’Africa, Asia e Australia; è considerata tra le “<strong>erbe infestanti</strong>”</p>
<p>La pianta viene da tempo <strong>impiegata nella medicina cinese e ayurvedica</strong> per le sue <strong>proprietà ipoglicemizzanti</strong> e da poco è conosciuta e impiegata anche in occidente, dopo che studi medici hanno valutato che interferisce sull&#8217;assorbimento del glucosio a livello intestinale.</p>
<p>Le foglie di gymnema contengono <strong>saponine triterpeniche</strong> appartenenti alle classi dell’<strong>oleanano</strong> e del <strong>dammarano</strong>. I <strong>principali componenti</strong> come gli <strong>acidi gymnemici</strong> e le <strong>gymnemasaponine s</strong>ono saponine dell’oleanano mentre i <strong>gymnemosidi</strong> sono saponine del dammarano. Altri fito-componenti sono costituiti da: <strong>antrachinoni, flavoni, hentriacontano, pentatriacontano, fitina, resine, acido tartarico, acido formico, acido butirrico, glicosidi correlati al lupeolo, amirina, stigmasterolo e calcio ossalato</strong>. Negli estratti vegetali sono stati rilevati anche alcaloidi e nelle foglie di <em>G. sylvestre</em> sono stati individuati <strong>glicosidi acidi e antrachinoni e loro derivati</strong>. I principali <strong>metaboliti secondari</strong> di gymnema comprendono un gruppo di nove <strong>glicosidi acidi</strong> di cui i principali sono l’<strong>acido gimnemico A – D</strong> che si ritrova in tutte le parti della pianta con massima concentrazione nelle punte dei germogli fogliari e nei semi.</p>
<p>Una serie di <strong>acidi gymnemici</strong> (acido gymnemico I, II, III, IV, V, VI e VII) sono stati isolati nell’estratto in acqua calda di foglie secche di <em>G. sylvestre</em>. Gli acidi gymnemici rappresentano una super famiglia di composti tra cui gli acidi gymnemici I-VII, i gymnemosidi A – F e le gymnemasaponine.</p>
<p>Le foglie di Gymnema contengono infatti una miscela di almeno nove <strong>acidi glicosidici</strong> a struttura molto simile, il cui componente più attivo è l&#8217;<strong>acido gymnemico A1</strong>, una molecola simile a quella del glucosio ma di dimensioni maggiori, che svolge un’<strong>azione ipoglicemizzante </strong>riconducibili ai seguenti meccanismi di azione:</p>
<ol>
<li>promozione della rigenerazione delle cellule delle isole di Langerhans</li>
<li>incremento della secrezione di insulina</li>
<li>l’inibizione dell’assorbimento del glucosio nell’intestino: viene bloccato reversibilmente il recettore per il glucosio, riducendo l&#8217;assorbimento degli zuccheri per il 50%; il blocco si instaura già dopo 60 minuti dalla somministrazione;</li>
<li>incremento dell’utilizzo del glucosio poiché aumenta le attività di enzimi responsabili dell’utilizzo del glucosio nelle vie insulino-dipendenti con aumento di attività della fosforilasi e diminuzione degli enzimi gluconeogenici e di sorbitolo deidrogenasi</li>
</ol>
<p>Più nel dettaglio a livello intestinale gli acidi gymnemici (che recano un sostituente chimicamente analogo alla molecola del glucosio) entrerebbero in competizione recettoriale con le molecole di glucosio sui recettori delle stesse frenandone l’assorbimento con conseguente riduzione della glicemia.</p>
<p>La pianta ha anche un’azione “anti-dolce”, vale a dire mettendo sulla lingua una piccola quantità di gymnema, entro pochi istanti viene <strong>annullata la percezione del dolce e dell&#8217;amaro</strong> (lasciando inalterata invece la percezione del gusto salato, acido e metallico), e si ha appunto meno voglia di “dolce”; in effetti, le <strong>gurmarine</strong> (polipeptidi) agiscono interferendo con la capacità delle papille gustative sulla lingua di distinguere tra dolce e amaro; questo effetto deriverebbe dalla capacità di queste molecole di indurre variazioni di pH e di modificare l’elettrofisiologia di trasmissione dello stimolo al cervello.</p>
<p>Globalmente <strong>gli effetti ipoglicemizzanti</strong> degli acidi gymnemici comprendono una cascata di eventi a partire dalla modulazione dell’attività dell’<strong>incretina</strong> che innesca la secrezione ed il rilascio di insulina; questo effetto si accompagna ad una rigenerazione di cellule pancreatiche nelle isole di Langherans con miglioramento di assorbimento mediato dagli enzimi del glucosio. Questo processo dimostra di ridurre l’assimilazione di glucosio e di acidi grassi nell’intestino tenue e di interferire con la capacità dei recettori nella bocca e nell’intestino per la sensazione di dolcezza. E’ stato dimostrato che l’acido gymnemico interagisce con la gliceraldeide-3-fosfato deidrogenasi (GAPDH), un enzima chiave nella via della glicolisi.</p>
<p>Sicché la <em>Gymnema sylvestre </em>dimostra di ridurre in modo dose-dipendente l’assorbimento intestinale degli zuccheri regolando la glicemia, regolando il picco glicemico postprandiale con conseguente controllo del senso di fame; inoltre la gymnema contribuisce con effetto cito trofico alla normale produzione di insulina svolgendo anche una utile azione protettiva sulle beta cellule pancreatiche nei confronti della gluco-tossicità. Il globale meccanismo d’attività di <em>Gymnema silvestre</em> contribuisce a contrastare i meccanismi di insulino resistenza.</p>
<p>Per questo motivo, l’uso di <em>Gymnema sylvestre</em> ricorre in moderni integratori alimentari proposti per il controllo di sovrappeso e obesità che sono condizioni frequentemente correlate alla malattia diabetica; i razionali di utilità di Gymnema nella gestione del peso corporeo fondano principalmente sulla sua capacità di rallentare l’assorbimento del glucosio nell’intestino che può essere vantaggiosa in una generale strategia di riduzione del peso corporeo soprattutto in quei casi in cui una dieta troppo ricca di calorie sia particolarmente composta da un eccesso di carboidrati; a questo effetto si assocerebbero anche gli effetti della pianta nel ridurre in parte anche i livelli dei trigliceridi, del colesterolo totale, delle VLDL e delle LDL.</p>
<p><em>Gymnema sylvestre</em> potrebbe contribuire alla gestione (riduzione) del peso corporeo anche grazie alla sua capacità di ridurre la voglia di dolci attraverso gli effetti delle gurmarine che sono peptidi che bloccano la capacità di gustare sapori dolci e quindi di ridurre la voglia di mangiarli</p>
<p>Per il suo comprovato effetto ipoglicemizzante è tuttavia possibile un’interazione con altri farmaci ipoglicemizzanti, in modo particolare ipoglicemizzanti orali per la terapia del diabete mellito. É pertanto <strong>sconsigliato l&#8217;impiego contemporaneo con ipoglicemizzanti orali </strong>o comunque conviene stare attenti al loro dosaggio; non assumere durante l’allattamento al seno e in gravidanza.</p>
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		<title>Nespola &#124; Crataegus germanica &#124; Eriobotrya japonica</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/nespola-crataegus-germanica-eriobotrya-japonica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Feb 2023 18:48:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Frutta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le nespole fanno parte della frutta di stagione a giugno, anche se la loro maturazione può cominciare già in primavera. Meno note delle albicocche, hanno colore e forma simile, ma sono più aspre, ma anche più succose. Sono conosciute fin dall’antichità, come pianta ornamentale, apprezzata per la sua bellezza, ma sono anche legate a leggende &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le nespole fanno parte della <strong>frutta di stagione a giugno</strong>, anche se la loro maturazione può cominciare già in primavera. Meno note delle albicocche, hanno colore e forma simile, ma sono più aspre, ma anche più succose. Sono conosciute fin dall’antichità, come pianta ornamentale, apprezzata per la sua bellezza, ma sono anche legate a leggende e proverbi che le considerano benauguranti e simboleggianti le virtù femminili, quali pazienza e prudenza.</p>
<p>Esistono due differenti varietà di questi frutti appartenenti alla famiglia delle <em>Rosaceae</em>:</p>
<ul>
<li>il <strong>nespolo europeo</strong>, che si raccoglie a ottobre e viene lasciato maturare su letti di paglia,</li>
<li>il <strong>nespolo giapponese</strong>, quello estivo, più comune in commercio.</li>
</ul>
<p><strong>Nespolo europeo</strong></p>
<p>Il <strong>nespolo europeo</strong> (<em>Crataegus germanica</em> (L.) Kuntze, 1891), anche chiamato <strong>nespolo germanico</strong>, è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle <em>Rosaceae</em>.</p>
<p>Il suo frutto è chiamato &#8220;<em>nespola</em>&#8220;. Negli ultimi due secoli però, in Europa e altri paesi del mondo è stato gradualmente e commercialmente rimpiazzato dal nespolo giapponese, che appartiene ad una specie diversa, ma i suoi frutti vengono sempre chiamati &#8220;nespole&#8221;. I frutti di entrambe le specie <strong>si raccolgono acerbi</strong>, <strong>in attesa di maturazione fuori dalla pianta, tuttavia la nespola europea è a raccolta autunnale, di forma più tondeggiante e con una buccia di color verdastro-grigio-marrone chiaro, riconoscibile da una grossa apertura al fondo, mentre quella giapponese è primaverile, la bacca appare più oblunga e chiusa, e la buccia di un colore più vivo e giallastro. </strong></p>
<p>Il nespolo comune è un piccolo albero spinoso, alto non più di 5 metri, molto ampio di diametro: da questo dipartono numerosi rami contorti e piuttosto robusti. Il nespolo è rivestito da foglie ovato-lanceolate, caduche e pubescenti sulla pagina inferiore, presentanti un margine tipicamente seghettato. I fiori, biancastri, sessili e sedentari, sono semplici, costituiti da 5 petali, e durante la fioritura decorano fastosamente la pianta, tanto da renderla facilmente distinguibile dalle altre. I frutti sono appunto le <strong>nespole</strong>, piccoli pomi a scorza ruvida (diametro 2-2,5 cm), dal colorito marroncino chiaro, rivestiti da una lieve peluria. Hanno delle particolarità: come accennato, le nespole non possono essere consumate immediatamente dopo la raccolta: se i frutti vengono colti in autunno inoltrato, raggiungono la piena maturazione solo a gennaio o febbraio.  I semi sono contenuti all&#8217;interno della polpa ed essendo nocivi per la salute vanno sempre eliminati. È una pianta molto visitata dalle api.</p>
<p>Come detto, <strong>la raccolta avviene a frutto immaturo verso novembre</strong>; i frutti vengono messi a riposo nella paglia per essere consumati via via che maturano, grazie al tepore domestico, un po&#8217; come avviene per i kiwi. Inizialmente, i frutti restano duri e con sapore acido ed astringente fino a dicembre, poi, una successiva trasformazione enzimatica della polpa riduce il contenuto di tannino e ne rende possibile il consumo. I frutti, dopo la maturazione, arrivano ad avere una concentrazione di zuccheri di almeno il 20%. Questi frutti quindi, <strong>non possono essere consumati alla raccolta</strong>, che si ha verso fine ottobre, ma vanno lasciati &#8220;ammezzire&#8221; in un ambiente asciutto e ventilato (appunto sotto la paglia), cioè rammollire e virare di colore dal marrone chiaro al marrone scuro. La trasformazione enzimatica trasforma quindi la polpa, cancellando il forte sapore acido ed astringente, rendendole commestibili e zuccherini, questo nonostante la robusta buccia ed i numerosi e duri semi rendano problematico il consumo. Questo processo in cui <strong>i tannini si trasformano in zuccheri</strong> riducendo l&#8217;acidità e aumentando la dolcezza della polpa, come avviene nel <em>sorbus domestica</em>. La polpa del frutto presenta gradualmente un gusto via via più dolce, anche se rimane una nota leggermente acidula, dovuta alla presenza di <strong>acido formico e acetico</strong>, e di solito viene mangiato togliendo il picciolo e risucchiando la polpa, trattenendo i semi al suo interno.</p>
<p>In Piemonte, la nespola germanica si diffuse maggiormente attraverso la tradizione popolare, ribattezzandola con il termine pocio (da leggersi &#8220;puciu&#8221;, in piemontese).</p>
<p>La corteccia essiccata può essere utilizzata per la preparazione di <strong>decotti ad azione fortemente astringente</strong>. Ancora, il decotto può essere sfruttato per l&#8217;igiene della gola e, soprattutto, come buon rimedio naturale contro le infiammazioni del cavo orale.</p>
<p>Il frutto immaturo ricco di tannini esercita una forte azione antidiarroica ed astringente a livello intestinale; viceversa, a piena maturità, le proprietà astringenti della nespola vengono trasformate in lassative. I frutti maturi sono inoltre ottimi <strong>diuretici</strong>.</p>
<p><strong>Nespolo giapponese</strong></p>
<p>Anche il <strong>nespolo del Giappone</strong> (<em>Eriobotrya japonica</em>) appartiene alla famiglia delle Rosacee. Sia il nome botanico, sia quello volgare, possono trarre in inganno, riguardo la sua zona di provenienza; le sue origini difatti, risalgono ad alcune zone della Cina orientale e solo in un periodo successivo è stato introdotto in Giappone, da dove poi si è diffuso in tutto il mondo. Le nespole giapponesi furono importate in Europa agli inizi dell&#8217;Ottocento; attualmente, questa specie ha preso piede in Europa, tanto da aver soppiantato in alcune aree la specie germanica.</p>
<p>Il nespolo giapponese è un albero di dimensioni più imponenti rispetto a quello europeo: può infatti raggiungere altezze superiori agli 8 metri, e può estendersi altrettanto in larghezza. Le foglie che rivestono i rami sono dure, coriacee, dalla consistenza paragonabile al cartone, e molto grandi; queste presentano una tinta verde intensa nella pagina dorsale, mentre la parte interna appare più tenue e ferruginosa, talvolta biancastra. I fiori sono bianchi, riuniti in pannocchie, dal profumo comparabile a quello del biancospino, e si localizzano nella zona terminale dei rami: la fioritura, particolarissima, coincide pressappoco con i primi freddi dell&#8217;inverno.</p>
<p>Le nespole giapponesi si presentano bianche, gialle o arancioni, e racchiudono uno o due grossi semi bruni; con i semi del nespolo nascosti nella polpa giallognola è possibile preparare un liquore chiamato <strong>Nespolino</strong>, il cui sapore è paragonabile al Nocino. <strong>I semi del nespolo contengono </strong>però<strong> tracce di acido cianidrico, per cui non sono edibili</strong>.</p>
<p>A differenza di quelle europee, le nespole giapponesi possono essere consumate anche a maturazione non completamente avvenuta: il sapore, seppur acidulo, è meno astringente rispetto l&#8217;altra specie, perciò meglio sopportato. Tuttavia, il motivo principale per cui queste nespole vengono vendute ancora acerbe è correlato a motivi di mercato: l&#8217;obiettivo dei venditori è quello di sfruttarne al massimo il costo elevato (a causa di una mancata concorrenza), propagandando il sapore dei frutti come “normalmente acidulo”. In realtà, la nespola giapponese matura ha un sapore dolcissimo, ma la maturazione coincide proprio con il periodo delle primizie di pesche e ciliegie, fatto che chiaramente farebbe crollare il prezzo delle nespole: in simili frangenti, le nespole mature non sarebbero più frutti “commercialmente interessanti”.</p>
<p><strong>Le nespole giapponesi sono sfruttate per lo più in ambito culinario</strong>: con i semi possono essere preparati gustosi <strong>liquori</strong>, mentre con la polpa si possono cucinare dolci <strong>marmellate</strong>. Ancora, le api sono attirate dai fiori di nespolo &#8211; per la carenza di altri fiori in quel periodo (dicembre-gennaio) &#8211; che sfruttano per la produzione di miele.</p>
<p><strong>Il termine nespolo</strong> deriva da <em>nespilum</em> &#8211; <em>mespilum</em>, a sua volta derivanti dal greco <em>meso</em> (=in mezzo) e dal latino <em>pillum </em>(=palla), a indicare il frutto a forma sferoidale dimezzata. Pare che le origini della specie <em>Mespilus </em>affondino già nei tempi antichi presso le aree geografiche del Mar Caspio, in Asia Minore, quindi nell&#8217;Antica Grecia (VIII secolo a.C. circa), per poi diffondersi fino all&#8217;Europa Centrale, da cui prese il nome latino di germanico. A causa della sua maturazione autunnale e dei frutti vagamente simili, esso veniva anche confuso, o semplicemente paragonato anche alla pianta della Sorba. Come già detto, a partire dalla fine del XVIII secolo fu gradualmente soppiantato, nell&#8217;intera Europa, dal nespolo giapponese, inizialmente importato come semplice pianta ornamentale delle Corti di Francia.</p>
<p><strong>Proprietà e valori nutrizionali</strong></p>
<p>In 100 grammi di nespole, sono presenti: 85,3 g di acqua, 6,1 g di carboidrati, 0,4 g proteine,</p>
<p>0,4 g di lipidi, 2,1 g di fibre, 250 mg di potassio, 16 mg di calcio. 11 mg di fosforo, 6 mg di sodio.</p>
<p>Dal punto di vista vitaminico, le nespole sono ricche di vitamina A, C e del gruppo B, elementi che contribuiscono al fatto che si tratta di un frutto molto prezioso per l’organismo.  Sono presenti carotenoidi, tannini, flavonoidi, acidi organici (citrico, malico, e tartarico che, durante la maturazione, si trasformano in massima parte in sostanze zuccherine), è buona la quantità di fibra e fra i macronutrienti i più abbondanti sono i carboidrati; proteine e lipidi sono presenti in piccole quantità. <strong>L’apporto calorico è piuttosto basso: solo 30 kcal per 100 grammi di nespole</strong>.</p>
<p>Le nespole hanno <strong>proprietà benefiche apprezzabili</strong>: antinfiammatoria, astringente e diuretica; inoltre la nespola <strong>regolarizza la funzionalità intestinale</strong>, grazie al buon contenuto di fibra, che promuove la peristalsi e l&#8217;eliminazione delle feci. Inoltre hanno la proprietà di abbassare il colesterolo “cattivo” nel sangue, grazie alla presenza di pectina, una particolare fibra che, appunto, riduce il riassorbimento di colesterolo nel colon e ne facilita l’espulsione. Espletano <strong>attività protettiva dei vasi sanguigni e dell’intero apparato circolatorio</strong>, sostenuta anche dalla presenta di potassio che contribuisce alla regolazione della pressione arteriosa e alla prevenzione di patologie quali infarto e ictus. Infine le nespole esercitano attività diuretica, per cui sono di aiuto anche in chi soffre di problemi renali quali ad esempio insufficienza renale, calcoli renali, iperuricemia e gotta. Mentre la presenza di amigdalina, fa sì che abbia effetti benefici anche sul fegato.</p>
<p>Curiosità: “Con il tempo e con la paglia maturano le nespole” è un proverbio italiano che deriva dall&#8217;uso contadino di far maturare a lungo le nespole (che non possono essere mangiate appena raccolte) in contenitori ricoperti di paglia e al buio.</p>
<p>Identico significato ha il proverbio “Con il tempo e con la paglia maturano le sorbe”.</p>
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