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	<title>acido folico Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>acido folico Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Vitamina B9</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/vitamina-b9/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2023 16:26:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vitamine e sali minerali]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[anemia]]></category>
		<category><![CDATA[anomalie congenite]]></category>
		<category><![CDATA[difetti del tubo neurale]]></category>
		<category><![CDATA[DTN]]></category>
		<category><![CDATA[folati]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina B9]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vitamina B9 fa parte del gruppo delle vitamine che si sciolgono in acqua (idrosolubili) e, insieme alla vitamina B12, è importante per la formazione dei globuli rossi e per la sintesi del materiale genetico delle cellule (DNA). I folati sono inoltre necessari per il normale sviluppo del sistema nervoso del feto. Con il termine &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>vitamina B9</strong> fa parte del gruppo delle vitamine che si sciolgono in acqua (idrosolubili) e, <strong>insieme alla vitamina B12, è importante per la formazione dei globuli rossi e per la sintesi del materiale genetico delle cellule</strong> (DNA). I folati sono inoltre necessari per il normale sviluppo del sistema nervoso del feto.</p>
<p>Con il termine vitamina B9 si intendono diversi composti come l’acido folico e i folati.</p>
<p>Anche se frequentemente sono usati come sinonimi, <strong>è bene fare una distinzione</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>folato</strong>, si riferisce alla vitamina nella sua forma naturale presente negli alimenti</li>
<li><strong>acido folico</strong> è la molecola di sintesi presente nei prodotti vitaminici e negli alimenti addizionati con l’acido folico (fortificati)</li>
</ul>
<p><strong>L’acido folico è la forma più stabile e biologicamente attiva della vitamina B9</strong>, di cui l’organismo ha un accresciuto fabbisogno nella primissima fase della gravidanza, fin dal concepimento.</p>
<p>L’<strong>acido folico</strong> o <strong>vitamina B9 </strong>è noto anche come acido pteroil(mono)glutammico, come <strong>vitamina M</strong>, come <strong>folacina</strong>; essendo <strong>idrosolubile</strong> non può essere accumulata nell’organismo, ma deve essere regolarmente assunta attraverso l’alimentazione; più precisamente si tratta di un <strong>profarmaco</strong> in quanto viene rapidamente convertito dall’enzima diidrofolato reduttasi a 5-metil-tetraidrofolato che è la forma attiva. Il suo nome deriva da “folium” che significa foglia, in quanto venne inizialmente scoperta nei vegetali a foglia verde.</p>
<p>L&#8217;<strong>acido folinico </strong>(acido 5-formil-tetraidrofolico) <strong>è un derivato dell’acido folico</strong>; viene utilizzato nella terapia con folato antagonisti quali il Metotrexate. L’acido folinico viene infatti rapidamente convertito nella forma attiva in assenza dell’enzima diidrofolato reduttasi (inibito da farmaci quali il Metotrexate).</p>
<p>L’acido folico non può essere sintetizzato dall’organismo, il suo fabbisogno viene soddisfatto tramite un corretto apporto dietetico.</p>
<p><strong>Funzioni<br />
</strong>L’acido folico <strong>svolge un ruolo essenziale nella sintesi di purine e pirimidine e quindi del DNA, nella crescita cellulare ed una normale eritropoiesi, in diversi processi metabolici</strong> (conversione dell’omocisteina in metionina (cofattore: vitamina B12) e di serina in glicina (cofattore vitamina B12); nel metabolismo dell’istidina); <strong>è fondamentale per il corretto sviluppo del sistema nervoso nell’embrione</strong>.</p>
<p><strong>Un adeguato apporto di acido folico è in effetti fondamentale in gravidanza, in particolare durante il primo trimestre, per prevenire eventuali DTN</strong> (Difetti del Tubo Neurale): la carenza di acido folico durante la gravidanza comporta una condizione di <strong>iperomocistinemia per ridotta conversione della omocisteina a metionina</strong>.</p>
<p><strong>Fonti<br />
</strong>E’ contenuto nelle frattaglie (rene, fegato), come folati nelle verdure a foglia verde (insalata, lattuga, spinaci, asparagi, broccoli), nei funghi, nei legumi e nelle uova. La sua presenza è scarsa nella frutta (banane, meloni, limoni) e nel latte.</p>
<p>Parte dell’acido folico (circa il 50% o anche più, fino al 95%) si può perdere durante la cottura, in quanto <strong>termolabile e tende a disperdersi a contatto con l’acqua.</strong></p>
<p><strong>Carenza<br />
</strong>Le cause possono essere molteplici e vanno da un apporto dietetico insufficiente allo scarso assorbimento, a malattie infettive, terapie farmacologiche, citata gravidanza. Gli elementi più coinvolti dal problema sono le cellule a ricambio rapido, come quelle del midollo osseo.</p>
<p>La carenza di acido folico si manifesta attraverso un’<strong>anemia macrocitica</strong>, a cui si possono accompagnare leucopenia e trombocitopenia, alterazioni della cute e delle mucose, nonché disturbi gastrointestinali (malassorbimento e diarrea).</p>
<p>Una <strong>ridotta disponibilità di folati</strong> a livello plasmatico ed eritrocitario è stata evidenziata anche <strong>in pazienti fumatori</strong>, rispetto ai non fumatori.</p>
<p>La carenza di acido folico può inoltre indurre disturbi neuropsichiatrici relativi alla sfera affettiva, caratterizzati da una tendenza alla depressione (56% dei pazienti).</p>
<p>Spesso una carenza di acido folico si accompagna a quella di vitamina B12.</p>
<p><strong>Cause della carenza di folati</strong></p>
<p>La carenza di folati può essere dovuta a</p>
<ul>
<li><strong>Inadeguato apporto di folati</strong> (in genere nei soggetti che bevono molto alcol o che sono denutriti)</li>
<li><strong>Compromissione dell’assorbimento</strong> (conseguente, per esempio, a un disturbo da malassorbimento come la celiachia o all’uso di alcuni farmaci)</li>
<li><strong>Aumento del fabbisogno di folati</strong> (per esempio durante la gravidanza o l’allattamento)</li>
<li>Le persone che bevono grandi quantità di alcol non assumono una quantità sufficiente di folati in quanto spesso sostituiscono il cibo con l’alcol e, di conseguenza, sono generalmente denutrite. L’alcol consumato in grandi quantità interferisce anche con l’assorbimento e l’elaborazione (metabolismo) dei folati.</li>
<li>Le malattie da malassorbimento (come la celiachia) interferiscono con l’assorbimento dei folati.</li>
<li>Le donne in gravidanza o in allattamento e i soggetti sottoposti a dialisi possono sviluppare questa carenza poiché il loro fabbisogno di folati aumenta.</li>
</ul>
<p>Alcuni <strong>farmaci riducono l’assorbimento di questa vitamina</strong>. Tra questi troviamo:</p>
<ul>
<li>Molti anticonvulsivanti (come fenitoina e fenobarbital)</li>
<li>Farmaci utilizzati per trattare la colite ulcerosa (come il metotressato)</li>
</ul>
<p>Altri farmaci interferiscono con il metabolismo dei folati. Tra questi troviamo:</p>
<ul>
<li>Metotressato (utilizzato per trattare il cancro e l’artrite reumatoide)</li>
<li>Triamterene (utilizzato per trattare la pressione arteriosa elevata)</li>
<li>Metformina (utilizzata per trattare il diabete)</li>
<li>Trimetoprim-sulfametoxazolo (un antibiotico)</li>
</ul>
<p><strong>Sintomi della carenza di folati<br />
</strong>La carenza di folati provoca anemia, che si sviluppa gradualmente e può essere più grave di quanto indicato dai sintomi. L’affaticamento può rappresentare il primo sintomo.</p>
<p>Oltre ai sintomi generali dell’anemia (come pallore, irritabilità, respiro affannoso e vertigini), la carenza di folati, se grave, può provocare arrossamento e dolenzia della lingua, diarrea, riduzione del senso del gusto, dimagrimento e depressione.</p>
<p>Se una donna in gravidanza presenta una carenza di folati, il rischio che il neonato possa presentare anomalie congenite della colonna vertebrale o del cervello (difetti del tubo neurale) è molto elevato.</p>
<p><strong>Indicazioni<br />
</strong>Le <strong>donne in gravidanza o che possono rimanere incinte devono assumere integratori di folato</strong> per ridurre il rischio di avere un bambino con anomalie congenite, in particolare difetti del tubo neurale. Alle donne che hanno avuto un bambino affetto da un difetto del tubo neurale vengono spesso prescritte dosi maggiori di folati.</p>
<p>Le <strong>donne che assumono sia contraccettivi orali sia anticonvulsivanti</strong> potrebbero avere bisogno di assumere integratori di folati. Gli anticonvulsivanti possono rendere i contraccettivi orali meno efficaci. Gli integratori di folati possono contribuire a mantenere l’efficacia dei contraccettivi orali.</p>
<p>L’acido folico è usato come supplemento vitaminico nelle seguenti condizioni:</p>
<ul>
<li>anemie da carenza, nelle persone convalescenti dopo malattie debilitanti croniche e nelle donne gravide,<strong> stati carenziali</strong> per aumentata richiesta o diminuita utilizzazione oppure per insufficiente assorbimento o ridotto apporto dietetico</li>
<li><strong>trattamento dell’anemia megaloblastica</strong> dovuta a deficienza di acido folico, condizione presente in situazioni di sprue tropicali e non, in anemie di origine nutrizionale, in gravidanza, nell’infanzia, durante l’allattamento;</li>
<li><strong>profilassi negli stati emolitici cronici</strong>;</li>
<li><strong>profilassi del deficit di folati in caso di dialisi</strong>.</li>
</ul>
<p>Gli integratori di folati non offrono protezione da coronaropatia o ictus, né che riducano o aumentino il rischio di cancro. L’integrazione di folati negli anziani non sembra migliorare la funzione cognitiva.</p>
<p>In genere, i folati non sono tossici.</p>
<p><strong>Uso off label</strong>: prevenzione degli effetti indesiderati indotti da metotrexato nelle malattie reumatiche.</p>
<p><strong>Dose giornaliera consigliata</strong></p>
<p>Il <strong>dosaggio dei folati</strong> nel plasma è un’indagine eseguita comunemente e costituisce un buon indicatore dello stato di questa vitamina. La folatemia sierica è compresa tra 6-19 ng/ml negli adulti ed è circa 2-3 volte maggiore nei neonati.</p>
<p>Il <strong>fabbisogno giornaliero</strong> è di 5 mcg/kg nei neonati, di 8-10 mcg/kg nei bambini, di 800 mcg/die in gravidanza e di 55 mcg/die durante l’allattamento.</p>
<p>Il dosaggio di acido folico deve essere individualizzato a seconda del tipo di deficit e/o sulla base di particolari condizioni fisiologiche del paziente.</p>
<p><strong>In Italia è fortemente raccomandata l&#8217;assunzione di 400 mcg (0,4 mg) al giorno di acido folico prima di intraprendere una gravidanza e durante la gravidanza</strong> per prevenire/ridurre l&#8217;insorgenza di malformazioni fetali, in particolare i difetti del tubo neurale.</p>
<p>In caso di specifiche patologie o in casi selezionati (epilessia, diabete, alterato assorbimento gastro-enterico) la posologia va adeguata.</p>
<p>Necessitano di una supplementazione maggiore gli anziani, coloro che attuano una dieta ipocalorica, i fumatori, gli alcolisti, coloro che assumono antibiotici, chi fa uso di anticoncezionali e coloro che assumono antiepilettici</p>
<p><strong>Interazioni<br />
</strong>L’uso di contraccettivi orali e alcol diminuisce la concentrazione di acido folico; la metformina diminuisce l’assorbimento intestinale di acido folico.</p>
<p><strong>Effetti collaterali<br />
</strong>Dosi di acido folico sino a 4-5 mg sono ben tollerate; raramente sono stati segnalati effetti collaterali, come irritabilità, disturbi del sonno, incubi notturni; anoressia, nausea, disturbi addominali, flatulenza; stomatite, glossite; reazioni allergiche (eritema, prurito, orticaria), malessere. A dosaggi più elevati, sono stati osservati alterazioni mentali, disturbi del sonno e disturbi gastroenterici.</p>
<p><a href="/category/alimentazione/vitamine-sali-minerali-etc/complesso-b/"><strong>Vedi anche il Complesso B</strong></a></p>
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		<title>Carenze nutrizionali</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/carenze-nutrizionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 09:44:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carenze nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi Omega 3]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[carenze nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[ferro]]></category>
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		<category><![CDATA[vitamina B12]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina C]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro corpo è una macchina sofisticata e perfetta ma, per funzionare, ha bisogno di un adeguato quantitativo di nutrienti semplici come vitamine e minerali. Questi, infatti, sono indispensabili per il funzionamento degli enzimi, particolari proteine che attivano tutte le reazioni chimiche che avvengono nell’organismo; consentendoci, ed esempio, di trasformare il cibo in energia, riparare &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro corpo è una macchina sofisticata e perfetta ma, per funzionare, ha bisogno di un adeguato quantitativo di nutrienti semplici come vitamine e minerali. Questi, infatti, sono indispensabili per il funzionamento degli enzimi, particolari proteine che attivano tutte le reazioni chimiche che avvengono nell’organismo; consentendoci, ed esempio, di trasformare il cibo in energia, riparare il DNA, eliminare le tossine, produrre ormoni e neurotrasmettitori, attivare il sistema immunitario e così via. La mancanza di uno solo di questi nutrienti può dare luogo a disturbi acuti oppure, se protratta nel tempo, a malattie croniche talora irreversibili. È dunque importante riconoscere precocemente i sintomi spia di deficit nutrizionali per correggerli prima che possano degenerare in malattia.</p>
<p>Le carenze nutrizionali si verificano <strong>quando una persona non riceve una quantità adeguata di uno o più nutrienti essenziali nel suo regime alimentare</strong>. Questo può accadere per diversi motivi, tra cui</p>
<ul>
<li>dieta sbilanciata e squilibrata</li>
<li>limitazione dell&#8217;assunzione di cibo</li>
<li>impossibilitato accesso a determinati alimenti</li>
<li>dieta vegana o altre forme di alimentazione condizionata</li>
<li>gravidanza e allattamento</li>
<li>età avanzata</li>
<li>intense attività sportive</li>
<li>livello di stress costante ed elevato</li>
<li>disturbi digestivi e di assorbimento (es. celiachia)</li>
<li>consumo regolare di alcol e nicotina</li>
<li>uso di farmaci</li>
</ul>
<p>Una dieta sana ed equilibrata con un&#8217;alta percentuale di alimenti provenienti da fonti vegetali offre le migliori condizioni per la prevenzione delle carenze nutrizionali. Mangiare invece in maniera non equilibrata può provocare carenze di vitamine, minerali, fibre, grassi buoni e sostanze nutritive che assicurano l&#8217;ottimale funzionamento dell&#8217;organismo. Esistono, più di altre, carenze nutrizionali maggiormente diffuse che, se non trattate, possono causare l&#8217;insorgenza di alcune patologie. Al tempo stesso, alcune malattie hanno come sintomo specifico una carenza minerale o vitaminica che può essere contrastata solo attraverso un regime alimentare sano e bilanciato.</p>
<p>A seconda di quali vitamine, minerali o oligoelementi mancano, possono comparire diversi sintomi di carenze nutrizionali.</p>
<p>I <strong>segni non specifici di una possibile carenza</strong> di nutrienti sono stanchezza, unghie fragili e mal di testa. Anche altri sintomi come pallore, vertigini o perdita di capelli possono indicare una carenza di nutrienti. Inoltre, le labbra fragili e gli angoli delle labbra screpolate possono spesso indicare una mancanza di nutrienti essenziali.</p>
<p>I sintomi di cui sopra sono destinati a servire come <strong>segnali di allarme</strong> precoce e non devono necessariamente essere direttamente correlati a una possibile carenza di nutrienti o causare preoccupazione, ma devono essere saputi interpretare correttamente. In ogni caso, la diagnosi di una carenza di nutrienti deve essere fatta da un medico professionista della nutrizione che può anche prescrivere un trattamento adeguato.</p>
<p>C’è da sottolineare che <strong>ai giorni d’oggi</strong> nei paesi industrializzati, grazie all&#8217;abbondanza di cibo, <strong>una carenza nutrizionale di sostanze nutritive è piuttosto rara</strong>. Tuttavia, alcuni sintomi di carenza come la carenza di vitamina D sono relativamente diffusi. Inoltre in una dieta vegana non ben equilibrata, vari nutrienti potenzialmente potrebbero essere forniti in modo inadeguato come le vitamine B12, B2 e D, così come calcio, ferro, iodio, zinco e selenio.</p>
<p>Tra le <strong>carenze nutrizionali più comuni rientrano le seguenti:</strong></p>
<ul>
<li><a href="/carenza-di-acido-folico/"><strong>Carenza di acido folico</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-calcio/"><strong>Carenza di </strong><strong>calcio</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-ferro/"><strong>Carenza di ferro</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-iodio/"><strong>Carenza di iodio</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-magnesio/"><strong>Carenza di magnesio</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-omega-3/"><strong>Carenza di Omega 3</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-potassio/"><strong>Carenza di potassio</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-vitamina-b12/"><strong>Carenza di vitamina B12</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-vitamina-c/"><strong>Carenza di vitamina C</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-vitamina-d/"><strong>Carenza di vitamina D</strong></a></li>
<li><a href="/carenza-di-vitamina-e/"><strong>Carenza di vitamina E</strong></a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Carenza di acido folico</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/carenza-di-acido-folico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 09:43:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carenze nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[anemia]]></category>
		<category><![CDATA[costruzione del DNA]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[tubo neurale]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina B9]]></category>
		<category><![CDATA[vitamine idrosolubili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’assunzione di una quantità insufficiente di ortaggi a foglia crudi e agrumi può causare carenza di folati. La carenza di acido folico è relativamente comune. Le donne incinte o che allattano, gli anziani e le persone che bevono molto alcol sono particolarmente colpite da questa carenza. Anche talune malattie intestinali e da malassorbimento (come la &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’assunzione di una quantità insufficiente di ortaggi a foglia crudi e agrumi può causare carenza di folati. La carenza di acido folico è relativamente comune. Le <strong>donne incinte</strong> o che allattano, gli <strong>anziani </strong>e le <strong>persone che bevono molto alcol</strong> sono particolarmente colpite da questa carenza. Anche talune malattie intestinali e da malassorbimento (come la celiachia) interferiscono con l’assorbimento dei folati; allo stesso modo, alcuni trattamenti farmacologici (come la pillola anticoncezionale, anticonvulsivanti come fenitoina e fenobarbital, il metotressato  (utilizzato per trattare il cancro e l’artrite reumatoide), il triamterene (utilizzato per trattare la pressione arteriosa elevata), la metformina (utilizzata per trattare il diabete), il trimetoprim-sulfametoxazolo (un antibiotico) possono causare la carenza di acido folico.</p>
<p>I <strong>sintomi di carenza</strong> di acido folico comprendono: problemi di sonno, disturbi della memoria, umore depressivo, affaticamento, diarrea, immunodeficienza. Una carenza grave può provocare arrossamento e dolenzia della lingua, diarrea, riduzione del senso del gusto, depressione, stato confusionale e demenza.</p>
<p>Se una donna in gravidanza presenta una carenza di folati, il rischio che il neonato possa presentare anomalie congenite della colonna vertebrale o del cervello è molto elevato. Pertanto, le donne in gravidanza o che possono rimanere incinte devono assumere integratori di folato per ridurre il rischio di avere un bambino con anomalie congenite, in particolare difetti del tubo neurale. Le donne che assumono sia contraccettivi orali sia anticonvulsivanti potrebbero avere bisogno di assumere integratori di folati. Gli anticonvulsivanti possono rendere i contraccettivi orali meno efficaci. Gli integratori di folati possono contribuire a mantenere l’efficacia dei contraccettivi orali.</p>
<p>La diagnosi si basa sugli esami del sangue.</p>
<p>In linea di principio, il normale fabbisogno di acido folico può essere coperto da una dieta equilibrata e varia. Sono particolarmente consigliati legumi e verdure verdi come spinaci e broccoli, semi, patate, noci e prodotti di origine animale. In caso di maggiore necessità, gli integratori alimentari possono aiutare a prevenire la carenza e garantire un adeguato apporto di acido folico.</p>
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		<item>
		<title>Frutta e verdura &#8211; I colori della vita</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/frutta-e-verdura-i-colori-della-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 08:59:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Frutta]]></category>
		<category><![CDATA[Verdure ed Ortaggi]]></category>
		<category><![CDATA[5 colori del benessere]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Frutta e verdura presentano una vasta gamma di colori. Bianco, giallo-arancio, rosso, verde e blu-viola sono i 5 colori che contraddistinguono frutta e verdura e che sono chiamati “i colori del Benessere”. I colori sono determinati dalle sostanze ivi contenute e che conferiscono molte importanti e specifiche qualità nutrizionali. Ciascun frutto e ciascuna verdura è &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Frutta e verdura presentano una vasta gamma di colori. Bianco, giallo-arancio, rosso, verde e blu-viola sono i 5 colori che contraddistinguono frutta e verdura e che sono chiamati “i <strong>colori del Benessere</strong>”. I colori sono determinati dalle sostanze ivi contenute e che conferiscono molte importanti e specifiche qualità nutrizionali. Ciascun frutto e ciascuna verdura è caratterizzato infatti dalla presenza principale solo di alcuni principi nutritivi; varia il contenuto in vitamine e minerali, ma varia anche quello di <strong>sostanze bioattive</strong> indicate genericamente col termine di “<strong>fitocomposti</strong>”: flavonoidi, polifenoli, fitoestrogeni, fitosteroli, glucosinolati, solfuri e tioli, carotenoidi, terpeni e fenoli sono i nomi di questi fitocomposti con azione antiossidante, antitumorale, antibiotica.</p>
<p>I colori dei cibi contribuiscono però anche a determinare la loro appetibilità in quanto trasmettono informazioni e sensazioni che influenzano il gradimento di ciò che scegliamo di mangiare. La <strong>cromoterapia</strong> utilizza diverse tecniche che utilizzano gli effetti benefici e rinforzanti dei colori per il riequilibrio del nostro sistema psicofisico. Ci sono poi altri aspetti che riguardano la diversa energia che i colori ci trasmettono; d’altronde dal punto di vista fisico, ad ogni colore è collegata una diversa frequenza e una differente lunghezza d’onda. Non a caso il colore caratterizza anche la prevalenza stagionale dell’alimento. In quest’ottica variare il consumo di frutta e verdura nel corso della giornata ci consente di coprire gran parte dei fabbisogni nutrizionali del nostro organismo. Non è difficile allora organizzare una dieta sana, equilibrata e soprattutto varia giocando con i colori e consumando quotidianamente piccole porzioni di alimenti caratterizzati, relativamente, da una pigmentazione rossa, gialla-arancio, verde, blu-viola e bianca. L’invito è di divertirvi a completare la lista ed a sperimentare i diversi abbinamenti possibili tra cibi appartenenti a gruppi diversi. Trovare il giusto equilibrio ci consente di mantenerci in Salute.</p>
<p><strong>Colore rosso<br />
</strong>Al gruppo rosso appartengono: amarene, anguria, arance sanguinelle, bacche di goji, barbabietola rossa, ciliegie, cipolla rossa, crescione, fagioli rossi, fragole, lenticchie, melograno, patata rossa, pomodoro, radicchio rosso, rape, ribes, rapanelli, peperoncino.</p>
<p>Si distinguono per l’elevato contenuto di potenti antiossidanti come il <strong>licopene, </strong>contenuto soprattutto nel pomodoro e nell’anguria, che combatte i tumori al seno e alle ovaie nelle donne e quello alla prostata negli uomini, le <strong>antocianine </strong>ed i<strong> carotenoidi</strong>, di cui sono particolarmente ricche arance rosse, fragole e ciliegie, utili nella cura delle patologie dei vasi sanguigni e/o fragilità capillare, nella prevenzione dell’aterosclerosi dovuta agli alti livelli del colesterolo e nel potenziamento della vista<strong>. </strong> Gli alimenti rossi inoltre sono più ricchi di <strong>vitamina C</strong>: favoriscono la produzione di collagene, mantengono integri i vasi sanguigni, stimolano le difese immunitarie e la cicatrizzazione delle ferite; la vitamina C facilita inoltre l’assorbimento del ferro contenuto in frutta e verdura.</p>
<p><strong>Colore </strong><strong>giallo-arancio<br />
</strong>Al gruppo giallo-arancio appartengono: albicocca, ananas, arancia, cachi, carota, clementine, limone, mais dolce, mandarino, mango, mela, melone, nespola, papaia, patata, peperone giallo, pesca, pompelmo, prugna gialla, zucca.</p>
<p>Si caratterizzano per l’elevato contenuto di <strong>beta-carotene</strong>, <strong>precursore della vitamina A</strong>, e di <strong>flavonoidi</strong>. Come gli alimenti rossi, frutta e verdura giallo-arancio aiutano a prevenire tumori, patologie cardiovascolari e l’invecchiamento cellulare, potenziando anche la vista. I flavonoidi infatti agiscono prevalentemente a livello gastro-intestinale, neutralizzando la formazione dei radicali liberi. Anche l’alto contenuto di beta-carotene protegge l’organismo dai danni dovuti alla presenza dei radicali liberi: inoltre, viene assorbito con i grassi senza rischi di sovradosaggio, come può invece accadere attraverso un uso eccessivo di integratori dietetici. Il beta-carotene ha anche una potente azione provitaminica ed antiossidante ed è precursore della vitamina A, importante per la crescita, la riproduzione, il mantenimento dei tessuti e le funzioni immunitarie. Peperoni, limoni ed arance, particolarmente ricche di vitamina C, hanno un’elevata attività antiossidante e contribuiscono alla produzione del collagene. Infine, le antocianine contenute in questi alimenti (arance soprattutto) svolgono un’azione antinfiammatoria, antitumorale ed anticoagulante.</p>
<p><strong>Colore</strong><strong> verde<br />
</strong>Al gruppo verde appartengono: agretti, asparagi, basilico, bieta, broccoli, broccoletti, carciofi, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cetrioli, cicoria, cime di rapa, erbette, fave, indivia, kiwi, lattuga, lime, mela verde, olive, piselli, prezzemolo, rughetta, spinaci, uva bianca, zucchine.</p>
<p>Caratterizza questo gruppo di alimenti l’elevata concentrazione di <strong>clorofilla</strong>, responsabile del colore verde di frutta e verdura, e di <strong>carotenoidi</strong>. Gli ortaggi a foglia verde sono una grande fonte di <strong>acido folico</strong> e di <strong>folati</strong> e sono particolarmente ricchi di <strong>magnesio</strong>.</p>
<p>La clorofilla ha una potente azione antiossidante, mentre i carotenoidi aiutano l’organismo a difendersi e prevenire le patologie coronariche e molti tipi di tumore; inoltre, sono responsabili della vista e dello sviluppo delle cellule epiteliali. Questi alimenti sono particolarmente ricchi di magnesio, un minerale importante che favorisce il metabolismo dei carboidrati e delle proteine, stimola l’assorbimento del calcio, del fosforo, del sodio e del potassio, regola la pressione dei vasi sanguigni e la trasmissione dell’impulso nervoso. Gli ortaggi a foglia verde sono una grande fonte di acido folico e di folati, utili come strumento di prevenzione contro l’aterosclerosi e, nel caso dei neonati, del rischio di incompleta chiusura del canale vertebrale durante la gravidanza. Broccoli, prezzemolo, spinaci e kiwi sono molto ricchi di vitamina C: favoriscono quindi l’assorbimento del ferro contenuto nella frutta e nella verdura, hanno proprietà antiossidanti ed aiutano a prevenire malattie cardiovascolari, neurologiche e tumori.</p>
<p><strong>Colore</strong><strong> blu-viola<br />
</strong>Al gruppo blu-viola appartengono: açai, bacche di aronia, broccolo, cavoletto di Bruxelles, fichi, frutti di bosco (lamponi, mirtilli, more, ribes), melanzane, mirtillo, mora, prugna selvatica, radicchio, uva nera.</p>
<p>I composti ad azione protettiva di questo gruppo di alimenti sono le <strong>antocianine</strong> che svolgono un’importante azione antiossidante e difendono l’organismo da patologie dovute ad una cattiva circolazione del sangue, proteggendo i capillari. Frutta e verdura blu-viola, infine, sono ricche di <strong>fibre</strong> e <strong>carotenoidi</strong>.</p>
<p>Gli alimenti blu-viola, oltre a proteggere la vista (soprattutto il mirtillo) e a prevenire tumori e patologie cardiovascolari, contribuiscono ad una corretta funzione urinaria (specie i frutti di bosco). Le antocianine svolgono un’importante azione antiossidante e difendono l’organismo da patologie dovute ad una cattiva circolazione del sangue, proteggendo i capillari; prevengono l’aterosclerosi provocata da alti livelli di colesterolo ed inibiscono l’aggregazione piastrinica. Ribes e radicchio, oltre alle proprietà antiossidanti dovute alla presenza di vitamina C, intervengono nella formazione della carnitina e del collagene. Il radicchio, inoltre, contiene il beta-carotene precursore della vitamina A e, come anche fichi, ribes, more e prugne, il potassio, che protegge il tessuto osseo e combatte le patologie cardiovascolari e l’ipertensione. Le melanzane, invece, sono ricche di magnesio, con l’ulteriore vantaggio di possedere pochissime calorie. Frutta e verdura blu-viola, infine, sono ricche di fibre e carotenoidi, attivi contro le patologie neuro-degenerative e l’invecchiamento cutaneo.</p>
<p><strong>Colore bianco<br />
</strong>Al gruppo bianco appartengono: aglio, banana, castagne, cavolfiore, ceci, cetrioli, cipolle, finocchio, funghi, indivia, mele, pera bianca, porri, sedano, uva bianca.</p>
<p>Frutta e verdura dal colore bianco rinforzano il tessuto osseo ed i polmoni. La <strong>quercetina, </strong>un potente antiossidante che difende l’organismo dal rischio di tumori, è l’elemento che caratterizza questo gruppo; è presente inoltre una buona quantità di <strong>fibra</strong>, <strong>sali minerali</strong> (soprattutto potassio), <strong>vitamine</strong> (in particolare la C), <strong>isotiocianati</strong>, importanti contro l’invecchiamento cellulare, e l’<strong>allisolfuro</strong> (presente in aglio, cipolle e porri) che migliora la circolazione rendendo il sangue più fluido.</p>
<p>Mangiare frutta e verdura di diversi colori è importante perché ogni colore fornisce una gamma unica di sostanze nutritive e composti benefici per la salute. L’insieme fa la forza e …. la Salute. Mangiare allora una varietà di frutta e verdura colorate è quindi un modo per garantire un apporto completo di nutrienti, vitamine, minerali e composti benefici per   massimizzare i benefici per la salute.</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/download/Frutta-e-verdura-colori-della-vita.pdf" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-27500 size-full" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/Frutta-e-verdura-colori-della-vita.jpg" alt="" width="1024" height="612" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/Frutta-e-verdura-colori-della-vita.jpg 1024w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/Frutta-e-verdura-colori-della-vita-300x179.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/08/Frutta-e-verdura-colori-della-vita-768x459.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
<p>Una <strong>curiosità</strong>:<br />
In Italia è stato registrato un marchio denominato “<strong>5 colori del benessere</strong>”, ideato e registrato da UNAPROA (Unione nazionale tra le organizzazioni di produttori ortofrutticoli agrumari e di frutta in guscio). Il marchio garantisce la qualità, la provenienza e la rintracciabilità della frutta e della verdura italiana, secondo i requisiti richiesti dal regolamento e dal disciplinare d’uso. Tutti i prodotti dei “5 colori del benessere” sono di categoria “Extra” o “prima”, coltivati in Italia con metodi di produzione integrata o biologica nel rispetto di specifici disciplinari di produzione. Il marchio “5 colori del benessere” racconta la storia del prodotto, passaggio dopo passaggio: dalla coltivazione alla lavorazione, dalla selezione al confezionamento.</p>
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		<title>Barbabietola &#124; Beta vulgaris</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/barbabietola-beta-vulgaris/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 17:12:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[barbabietola]]></category>
		<category><![CDATA[barbabietola da orto]]></category>
		<category><![CDATA[barbabietola rossa]]></category>
		<category><![CDATA[betalaine]]></category>
		<category><![CDATA[biete]]></category>
		<category><![CDATA[Bietola]]></category>
		<category><![CDATA[colorante naturale]]></category>
		<category><![CDATA[E 162]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le bietole &#8211; o più semplicemente biete &#8211; sono alimenti di origine vegetale appartenenti al gruppo degli ortaggi o verdure. La loro parte edibile è costituita dalle foglie e dai gambi. Dal punto di vista botanico, le bietole sono piante erbacee appartenenti alla famiglia delle Chenopodiaceae, Genere Beta, Specie vulgaris; in pratica, le bietole sono &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>bietole</strong> &#8211; o più semplicemente <strong>biete </strong>&#8211; sono alimenti di origine vegetale appartenenti al gruppo degli <strong>ortaggi o verdure</strong>. La loro parte edibile è costituita dalle foglie e dai gambi.</p>
<p>Dal punto di vista botanico, le bietole sono piante erbacee appartenenti alla famiglia delle <em>Chenopodiaceae</em>, Genere <em>Beta</em>, Specie <em>vulgaris</em>; in pratica, <strong>le bietole sono una varietà di barbabietola </strong>(detta cicla) identificabile con la nomenclatura binomiale <em>Beta vulgaris cicla</em>.</p>
<p>La <strong>barbabietola</strong> (<em>Beta vulgaris</em> L.) è una pianta angiosperma dicotiledone appartenente alla famiglia <em>Amaranthaceae </em>sottofamiglia <em>Betoideae</em>.</p>
<p>Il termine Beta proviene dall’antico nome latino in Plinio, Cicerone e altri, forse derivato dal greco <em>βλίτον blíton</em> bietola (in Teofrasto). L’epiteto specifico <em>vulgaris</em> deriva da <em>vúlgus</em> volgo: molto comune, ordinario per la grande diffusione, banale.</p>
<p><strong><em>Storia</em></strong></p>
<p>La <em>Beta vulgaris</em>, ha una storia di coltivazione lunghissima, a partire dal secondo millennio a.C. Le forme coltivate furono selezionate a partire da forme selvatiche presenti lungo le coste del Mediterraneo e si diffusero poi da Babilonia (dal VIII secolo a.C.) sino all’Estremo Oriente. La bieta, detta anche erbetta o bietola, nella sua specie originaria fu oggetto di raccolta alimentare fin dalla preistoria, essendo diffusa spontaneamente nei litorali sabbiosi del bacino del Mediterraneo.</p>
<p>Tanto pregiata era la pianta, che le selezioni per ottenere foglie più grandi cominciarono addirittura tremila anni fa ad opera proprio dei Babilonesi. Nel corso dei secoli dalla pianta originaria sono derivate le erbette da orto, le coste, le rape rosse e quelle da zucchero. Delle biete si studiarono anche le proprietà terapeutiche, come riporta il “tacuinum sanitatis” del XIV sec.: “…il loro succo toglie la forfora dalla testa e scioglie il ventre…”</p>
<p>Aristotele e Teofrasto menzionano già biete coltivate per la produzione di foglie commestibili. A Roma ne parlano Plinio il Vecchio e Columella. La Beta, infatti, veniva usata infatti non solo come cibo, ma anche come medicinale. Già nel XV secolo era assai diffusa la sua coltivazione, soprattutto nei monasteri. Inizialmente veniva coltivata per le sue foglie, in seguito si diffuse anche il consumo della radice (specialmente la variante rossa). Bisogna giungere al 1747, per opera del chimico prussiano Andreas Sigismund Marggraf che dimostrò che i cristalli dolci ricavati dal succo di barbabietola avevano le stesse caratteristiche di quelli della canna da zucchero; il chimico però non andò oltre.</p>
<p>Fu il suo allievo, Franz Karl Achard, che inizio la produzione commerciale dell zucchero di barbabietola, con l’apertura di una prima fabbrica nel 1801 a Cunern, nella Bassa Slesia (al tempo regione prussiana, oggi in Polonia).</p>
<p>La barbabietola ha assunto notevole importanza commerciale in Europa a partire dalla metà del XIX secolo in seguito alla coltivazione estensiva in Germania della barbabietola da zucchero, che forniva un’alternativa alla canna da zucchero tropicale. Oggi esistono diverse cultivar, alcune coltivate per le foglie, altre per le radici commestibili da cotte, altre ancora per la produzione di zucchero.</p>
<p>Ai primi dell&#8217;Ottocento, comunque, lo zucchero di canna era ancora diffusissimo. Ma le guerre napoleoniche, con il blocco dell&#8217;importazione dello zucchero di canna (1806), fecero sì che la sperimentazione sulle barbabietole procedesse più speditamente, finché nel 1811 alcuni scienziati francesi mostrarono a Napoleone dei panetti di zucchero estratto da barbabietola: l&#8217;imperatore ne ordinò la coltivazione (su ben 320 km² di terreno) e, grazie anche all&#8217;intervento del finanziere ed imprenditore Benjamin Delessert, che aprì in Francia il primo stabilimento ove si estraeva lo zucchero dalla barbabietola con il metodo di Achard opportunamente perfezionato, nel giro di pochi anni sorsero più di 300 fabbriche di zucchero da barbabietola in tutta Europa.</p>
<p>La coltivazione della barbabietola è legata anche alle sue tante varietà tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>Barbabietola da zucchero</strong>, <em>Beta vulgaris var. saccarifera</em>;</li>
<li><strong>Barbabietola da foraggio</strong>, <em>Beta vulgaris var. crassa</em>;</li>
<li><strong>Bietola da coste</strong>, <em>Beta vulgaris var. cicla</em>;</li>
<li><strong>Bietola da orto</strong>, <em>Beta vulgaris var. cruenta</em>;</li>
<li><strong>Barbabietola da foraggio</strong> rossa <em>mammouth</em>.</li>
</ul>
<p>La barbabietola comune, conosciuta anche come <strong>barbabietola rossa</strong> o <strong>barbabietola da orto</strong>, è una pianta erbacea biennale, appartenente alla famiglia <em>Chenopodiaceae </em>(<em>Amaranthaceae</em> secondo la classificazione APG); è riconoscibile per la presenza di foglie cuoriformi, di piccoli fiori di colore verde o rossastro, da cui si originano dei frutti duri, detti <strong>noci</strong>. Non sono questi frutti ad essere utilizzati per l&#8217;alimentazione umana, bensì le <strong>foglie </strong>(<strong>bieta o bietola</strong>) e soprattutto le <strong>radici</strong> a tubero, caratterizzate da forma arrotondata e da un colore rosso brillante.</p>
<p>La <strong>barbabietola rossa</strong> si distingue per la ricca presenza di <strong>sali minerali</strong>, in particolare <strong>calcio</strong> e <strong>ferro</strong>, ma anche <strong>sodio, potassio, magnesio e fosforo</strong>; <strong>vitamina A, vitamina C, e vitamine del gruppo B</strong>; zuccheri, soprattutto <strong>saccarosio; acidi organici, antociani, pigmenti</strong> che danno la tipica colorazione rossa alla polpa (Il caratteristico colore della barbabietola rossa è conferito da molecole antiossidanti chiamate <strong>betalaine</strong> utilizzate come coloranti naturali nell’industria alimentare, riconoscibili in etichetta con il codice <strong>E 162</strong>).</p>
<p>Sia il tubero che le sue foglie sono ricchi di <strong>antiossidanti</strong> e di <strong>flavonoidi</strong>, utili per proteggere l&#8217;organismo dall&#8217;azione dei radicali liberi. Il contenuto di vitamina A, essenziale per la protezione della vista, è superiore nelle foglie rispetto ai tuberi.</p>
<p>Tra le vitamine del gruppo B spicca l&#8217;<strong>acido folico</strong>, conosciuto anche come vitamina B9, ritenuto particolarmente utile per l&#8217;assunzione durante la gravidanza, al fine di evitare difetti nello sviluppo del nascituro. Il contenuto di vitamina B9 e maggiore nella barbabietola rossa cruda e può venire ridotto dalla cottura.</p>
<p>Per via del suo contenuto di sali minerali, la barbabietola è indicata come alimento utile per la reintegrazione degli stessi nell&#8217;organismo. Sia la radice di barbabietola che il suo succo sono considerati un aiuto naturale in caso di <strong>anemia, </strong>grazie alla presenza di ferro. L&#8217;aggiunta di succo di limone nel succo o come condimento del tubero viene indicata al fine di favorire l&#8217;assorbimento del ferro contenuto in tali alimenti.</p>
<p>Consumare barbabietole rosse significa poter contrastare le malattie del fegato ed attenuare le infiammazioni che colpiscono il nostro organismo, con particolare riferimento all&#8217;apparato digerente.</p>
<p>Essendo carenti di sodio e ricche in potassio, le bietole si prestano all&#8217;alimentazione contro l&#8217;ipertensione arteriosa; inoltre, grazie al contenuto in fibra alimentare, <strong>contribuiscono ad abbassare l&#8217;indice glicemico</strong> del pasto, a regolare l&#8217;assorbimento lipidico e a <strong>favorire il senso di sazietà</strong>. Le bietole sono dunque alimenti utili al regime alimentare contro le iperlipemie, il diabete mellito tipo 2 ed il sovrappeso.</p>
<p>Le bietole sono un alimento a <strong>basso apporto energetico</strong>; tali calorie provengono essenzialmente dai carboidrati semplici (fruttosio), mentre le proteine ed i lipidi sono carenti.</p>
<p>L&#8217;apporto di fibre è più che soddisfacente. Interessante anche il contenuto in vitamine (soprattutto A, C e piccole dosi di alcune del gruppo B) e sali minerali (prevalentemente potassio e ferro), ma la cottura in acqua limita fortemente la conservazione di certi nutrienti.</p>
<p>La barbabietola <strong>cotta contiene circa 43 calorie ogni 100 grammi di prodotto; le calorie sono solo 19 per 100 grammi di barbabietola cruda. </strong></p>
<p>La barbabietola può essere consumata cruda, grattugiata o affettata sottilmente e semplicemente condita con del succo di limone, oppure lessata o al vapore, cotta al forno o in padella ed infine nella preparazione di minestre e di zuppe di verdura.</p>
<p>Le bietole hanno un sapore dolciastro con più o meno marcati sentori di terra (variabili in base al tipo di suolo utilizzato).</p>
<p>Il consumo della barbabietola potrebbe essere <strong>controindicato</strong> a coloro che soffrono di calcoli renali, per via del suo contenuto di ossalati, oltre che in caso di gastrite – in quanto la barbabietola stimola la produzione di succhi gastrici – e di diabete, per via del contenuto di zuccheri da non sottovalutare presente nel tubero cotto. Inoltre, per la presenza di fruttani, sono sconsigliate in caso di sindrome dell’intestino irritabile, in quanto potrebbero peggiorarne i sintomi.</p>
<p>Dalle barbabietole viene ricavato un <strong>colorante naturale</strong> utilizzato dall&#8217;industria alimentare per la produzione di altri cibi. I coloranti naturali presenti nella barbabietola possono inoltre essere impiegati per la produzione di cosmetici, come i rossetti naturali, e per la tintura dei tessuti secondo metodi tradizionali. In pasticceria il succo di barbabietola, o la sua polpa, una volta cotta, viene impiegato per la colorazione naturale di creme e di dolci.</p>
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		<title>Boysenberry &#124; Rubus idaeus x Rubus ulmifolius</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/boysenberry-rubus-idaeus-x-rubus-ulmifolius/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2022 13:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[Piccoli frutti]]></category>
		<category><![CDATA[acido ellagico]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[antociani]]></category>
		<category><![CDATA[boysenberry]]></category>
		<category><![CDATA[fibra alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[ibrido]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il boysenberry (Rubus idaeus x Rubus ulmifolius) è un frutto di bosco; precisamente si tratta di un ibrido, ottenuto incrociando il lampone con la mora del Pacifico. Secondo altre fonti sarebbe un incrocio più complesso ottenuto da lampone (Rubus idaeus), mora di rovo europea (Rubus fruticosus), mora di rovo americana (Rubus aboriginum), e loganberry (Rubus &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>boysenberry</strong> (Rubus idaeus x Rubus ulmifolius) è un frutto di bosco; precisamente si tratta di un ibrido, ottenuto incrociando il lampone con la mora del Pacifico. Secondo altre fonti sarebbe un incrocio più complesso ottenuto da lampone <em>(Rubus idaeus</em>), mora di rovo europea (<em>Rubus fruticosus</em>), mora di rovo americana (<em>Rubus aboriginum</em>), e <em>loganberry</em> (<em>Rubus × loganobaccus</em>). Non è coperto da brevetto.</p>
<p>Nei tardi anni 20 del ventesimo secolo, George M. Darrow dell&#8217;USDA cominciò a effettuare delle ricerche su alcune voci riguardanti una grande bacca di color porpora-rossastro che era stata coltivata in una fattoria della California settentrionale da un certo <strong>Rudolph Boysen</strong>. un agronomo di origine svedese che viveva nella Napa Valley in California.  Darrow chiese l&#8217;aiuto di Walter Knott, un agricoltore della California meridionale che era noto come un esperto di frutti di bosco. Knott non aveva ancora sentito parlare del nuovo frutto, ma fu ugualmente d&#8217;accordo ad aiutare Darrow nella sua ricerca.</p>
<p>Darrow e Knott vennero a sapere che Boysen aveva abbandonato i suoi esperimenti sulla coltivazione di quel frutto molti anni prima e venduto la sua fattoria. Incuriositi da queste notizie, Darrow e Knott rovistarono il giardino dalla vecchia fattoria di Boysen, e lì trovarono molte fragili piante che sopravvivevano a stento, soffocate dalle erbacce. Dopo averne estirpate alcune, le trapiantarono nel campo della fattoria di Knott a Buena Park, in California, dove lui stesso riprese a coltivarle affinché fruttificassero.</p>
<p>Walter Knott fu il primo a coltivare a fini commerciali il frutto in California meridionale. Cominciò a vendere i boysenberries nella sua bancarella della sua fattoria nel 1935 e presto il suo lavoro fu appagato in quanto le persone ritornavano per comprarle. Quando gli chiesero come si chiamassero tali frutti lui rispose &#8220;Boysenberries&#8221;, nome ereditato dal loro inventore.</p>
<p><strong>La pianta</strong> si presenta come un cespuglio allungato formato da numerosi rami semi-legnosi che possono raggiungere circa i 2 m di lunghezza.  Non presenta spine e resiste bene alle basse temperature (fino massimo -10). E’ preferibile non coltivare la pianta al di sopra dei 1000 m s.l.m., mentre, nelle zone con clima molto caldo e siccitoso è consigliabile mettere a dimora la pianta in una posizione semi-soleggiata. Presenta fiori ermafroditi, per cui anche una sola pianta è in grado di fruttificare.</p>
<p>Matura da luglio a settembre e a maturazione il frutto diventa scuro. La pianta si presenta in tralci vigorosi e leggermente spinosi. Predilige terreni di medio impasto, abbastanza fertili, freschi, umidi ma ben drenanti. Non sopporta i terreni calcarei. Richiede una posizione in sole o ombra parziale e non ha particolari esigenze di esposizione.</p>
<p>Dopo tre anni dall´impianto la pianta di Boysenberry può considerarsi adulta e la produzione media per ogni singola pianta è di 1,5-2 Kg. Le piante sono longeve e hanno un raccolto economicamente interessante per un periodo di almeno 30 anni.</p>
<p>Boysenberry è forse <strong>il frutto di bosco di maggiori dimensioni mai ottenuto</strong>. Sia la pianta che la pezzatura del frutto risultano simile a quella di una mora più grande e vigorosa, i frutti hanno una forma allungata più simile ad un lampone ma dal colore scuro a ricordare una mora.</p>
<p>Il frutto si presenta di grandi dimensioni (3 cm di lunghezza e 8 g di peso in media) e leggermente allungato, è soffice e profumato; gusto buono, molto aromatico, vinoso quasi. La bacca è quasi senza semi. Un boysenberry maturo è pieno, sodo e di un colore viola rossastro uniforme. Non sorprende che il boysenberry abbia un sapore molto simile a un incrocio tra una mora e un lampone. Ha l’intensità succosa di una mora, il carattere dolce e floreale di un lampone e un po’ più di gusto di entrambi i suoi genitori.</p>
<p><strong>Oltre a poter essere consumati freschi</strong>, i Boysenberries <strong>vengono impiegati anche nella</strong> <strong>preparazione di marmellate, confetture e sciroppi</strong>. La scarsa resistenza alla manipolazione ne ha limitato la diffusione per il consumo fresco.</p>
<p>Contengono:</p>
<ul>
<li><strong>Antociani</strong>: i boysenberries contengono alti livelli di antociani e la ricerca attuale ha collegato gli antociani al miglioramento della vista, alla riduzione delle infiammazioni, alla protezione dalle malattie cardiovascolari e dagli effetti dell’invecchiamento.</li>
<li><strong>Acido ellagico</strong>: i boysenberries contengono alte concentrazioni di acido ellagico biodisponibile che ha dimostrato di avere potenziali proprietà anti-cancerogene.</li>
<li><strong>Fibra alimentare</strong>: una sostanza simile ai carboidrati che si trova solo nelle piante. I suoi benefici includono il mantenimento di un tratto gastrointestinale sano, l’assistenza alla riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue e l’abbassamento del rischio di malattie cardiache.</li>
<li><strong>Acido folico</strong>: i boysenberry hanno anche un’elevata attività antiossidante, che può aiutare a prevenire e/o ritardare le principali malattie degenerative. Si ritiene che la combinazione di sostanze fitochimiche come le vitamine, gli antociani e l’acido ellagico che lavorano insieme li renda così efficaci.</li>
</ul>
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		<title>Acido folico essenziale nella prevenzione di alcune malformazioni congenite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2022 09:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sapere]]></category>
		<category><![CDATA[IN PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[acido folico]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[amaperbene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’acido folico serve al nostro organismo essenzialmente per produrre nuove cellule:  è essenziale per la sintesi del Dna e delle proteine e per la formazione dell’emoglobina, ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come per esempio, i tessuti embrionali; è essenziale anche un adeguato apporto di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’acido folico serve al nostro organismo essenzialmente per produrre nuove cellule:  è essenziale per la sintesi del Dna e delle proteine e per la formazione dell’emoglobina, ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come per esempio, i tessuti embrionali; è essenziale anche un adeguato apporto di vitamina B12 o cobalamina. Per questo, negli ultimi decenni, l’acido folico è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione di alcune malformazioni congenite, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale. Inoltre, non si esclude la possibilità che possa intervenire anche nella prevenzione di altri difetti e malformazioni congenite, come la labio-palatoschisi e alcuni difetti cardiaci congeniti.</p>
<p>L’acido folico, inoltre, contribuisce a prevenire altre situazioni di rischio alla salute. La sua presenza abbassa i livelli dell’aminoacido omocisteina, associato al rischio di malattie cardiovascolari e infarti, anche se al momento non si può stabilire una associazione diretta tra assunzione di folati e riduzione del rischio cardiaco.</p>
<p>Alimenti naturalmente ricchi di folati sono, per esempio, le verdure a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), i legumi (fagioli, piselli), la frutta (kiwi, fragole e arance) e la frutta secca (come mandorle e noci). Per quanto riguarda i cibi di origine animale, il fegato e altre frattaglie hanno contenuti piuttosto elevati in folati, come pure alcuni formaggi e le uova, da consumare però in porzioni limitate e non frequenti. Bisogna inoltre tenere in considerazione che il processo di preparazione, cottura e conservazione degli alimenti può distruggere gran parte dei folati presenti nei cibi, dato che si tratta di vitamine idrosolubili, sensibili al calore, alla luce, all’aria e all’acidità.</p>
<p>La quantità di folati introdotti con l’alimentazione, se varia ed equilibrata, è generalmente adeguata. Tuttavia nuovi regimi dietetici che si vanno diffondendo nella nostra popolazione (per esempio il veganismo) potrebbero determinare stati carenziali.</p>
<p>L’assunzione raccomandata nella popolazione generale è 0,4 mg/die. Per le donne, tuttavia, il fabbisogno nutrizionale giornaliero di folati aumenta durante il periodo della gravidanza e durante l’allattamento. In particolare nelle donne in età fertile, che programmano o non escludono una gravidanza e per quelle in gravidanza, l’assunzione raccomandata è di 0,6 mg/die (poiché il feto attinge alle risorse materne) e durante l’allattamento è di 0,5 mg/die (per reintegrare le quantità perse con il latte materno). Per questo motivo è raccomandata la supplementazione di questa vitamina in gravidanza.</p>
<p>Come raccomandato dal Network italiano promozione acido folico per la prevenzione primaria di difetti congeniti: una donna in età fertile, che preveda o non escluda una gravidanza dovrebbe, infatti, assumere una quantità aggiuntiva di 0,4 mg/die, a partire almeno da 1 mese prima del concepimento fino al terzo mese di gravidanza (periodo periconcezionale).</p>
<p>È importante ricordare che in Italia, l’acido folico a questo dosaggio è inserito nell’elenco di farmaci a rimborsabilità totale (classe A). È dunque sufficiente la prescrizione su ricetta rossa da parte del medico curante per acquistare questo integratore pagando solo il ticket previsto dalla propria Regione.</p>
<p>Infine, una riduzione dell’assorbimento di acido folico, e/o un conseguente aumento del fabbisogno, possono derivare anche dall’assunzione di alcuni farmaci (barbiturici, estroprogestinici), da un elevato consumo di alcol, dal diabete mellito insulino-dipendente, dalla celiachia, da patologie da malassorbimento o da alcune specifiche varianti di geni coinvolti nel metabolismo dei folati (metilene-tetraidrofolato-reduttasi, recettore dei folati).</p>
<p>La <strong>carenza di acido folico</strong> nelle prime fasi della gravidanza aumenta in modo rilevante il rischio di malformazioni del feto, in particolare di difetti del tubo neurale (Dtn) come la spina bifida o l’anencefalia. Inoltre la carenza di folati potrebbe essere associata ad altri esiti avversi della gravidanza (ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro).</p>
<p>Il tubo neurale è una struttura embrionale da cui si sviluppa il sistema nervoso centrale (cervello, scatola cranica, spina dorsale, ecc). Quando il tubo neurale non si chiude correttamente e completamente durante le prime settimane di gravidanza, il neonato sviluppa gravi malformazioni congenite note come difetti del tubo neurale (Dtn), di cui fanno parte la spina bifida, l’anencefalia e l’encefalocele. La maggior parte di queste condizioni sono multifattoriali e risultano quindi dalla combinazione di elementi genetici e ambientali. Non è possibile prevedere se una donna avrà una gravidanza affetta da Dtn, dato che un’alta percentuale di malformazioni si presentano in nati da donne senza alcuna familiarità con queste condizioni.</p>
<ul>
<li>La <strong>spina bifida</strong> è il più frequente Dtn. È dovuta a una incompleta chiusura della parte inferiore del tubo neurale. La spina bifida comporta conseguenze anche molto diverse, che vanno da problemi che possono essere corretti con interventi chirurgici a gravi disabilità fisiche e mentali. In questo secondo caso, si possono verificare paralisi degli arti inferiori, difficoltà di controllo degli organi interni (intestino e vescica), difficoltà nello sviluppo e nell’apprendimento e ritardo mentale, talvolta idrocefalia. Nella maggior parte dei casi i bambini con spina bifida sopravvivono fino all’età adulta.</li>
<li>L’<strong>anencefalia</strong> è una condizione in cui il cervello si sviluppa in modo incompleto o non si sviluppa affatto in seguito alla incompleta chiusura della parte superiore del tubo neurale. I bambini con anencefalia muoiono prima della nascita o subito dopo.</li>
<li>L’<strong>encefalocele</strong> è una condizione in cui una parte dell’encefalo, più o meno gravemente malformato, forma un’ernia da un difetto di chiusura del cranio. L’encefalocele può avere un esito infausto e solo in una percentuale limitata dei casi si verifica un normale sviluppo psico-motorio.</li>
</ul>
<p>Poiché il tubo neurale si chiude normalmente fra il 17simo e il 29simo giorno dal concepimento, quando cioè la donna non ha ancora accertato la sua nuova gravidanza, l’assunzione di acido folico già prima del concepimento diventa decisiva nel ridurre il rischio di sviluppare Dtn. Secondo revisioni sistematiche di letteratura, una corretta supplementazione di acido folico può ridurre fino al 70% il rischio di disturbi del tubo neurale.</p>
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