<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>acidi organici Archivi - amaperbene.it</title>
	<atom:link href="https://www.amaperbene.it/tag/acidi-organici/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/acidi-organici/</link>
	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
	<lastBuildDate>Sat, 01 Jul 2023 08:22:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2024/04/cropped-icona-amaperbene-web-32x32.png</url>
	<title>acidi organici Archivi - amaperbene.it</title>
	<link>https://www.amaperbene.it/tag/acidi-organici/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">233936611</site>	<item>
		<title>Sanguinaria &#124; Sanguinaria canadensis</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/sanguinaria-sanguinaria-canadensis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jun 2023 15:05:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi organici]]></category>
		<category><![CDATA[acido chelidonico]]></category>
		<category><![CDATA[acido citrico]]></category>
		<category><![CDATA[acido malico]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[berberina]]></category>
		<category><![CDATA[cheleritrina]]></category>
		<category><![CDATA[chelidonina]]></category>
		<category><![CDATA[coptisina]]></category>
		<category><![CDATA[protopina]]></category>
		<category><![CDATA[Sanguinaria]]></category>
		<category><![CDATA[sanguinarina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=26569</guid>

					<description><![CDATA[<p>È un&#8217;erba perenne di piccola statura, rizomatosa, appartenente alla famiglia delle Papaveracee, con foglie radicali portate da piccioli lunghi ca. 15 cm e fiori bianchi o rosati. La polvere del rizoma contiene un latice rosso ricco di alcaloidi, usato in medicina come tonico ed espettorante; spesso la pianta viene coltivata per ornamento. Cresce spontaneamente nei &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/sanguinaria-sanguinaria-canadensis/">Sanguinaria | Sanguinaria canadensis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È un&#8217;erba perenne di piccola statura, rizomatosa, appartenente alla famiglia delle Papaveracee, con foglie radicali portate da piccioli lunghi ca. 15 cm e fiori bianchi o rosati. La polvere del rizoma contiene un <strong>latice rosso ricco di alcaloidi</strong>, usato in medicina come <strong>tonico ed espettorante</strong>; spesso la pianta viene coltivata per ornamento. Cresce spontaneamente nei sottoboschi del Nord America Orientale e negli Stati come il Missouri e Canada. La sua crescita avviene molto rapidamente e non è affatto raro che la sanguinaria sia in grado di dominare interi sottoboschi con la bellezza dei suoi fiori. Per questo viene principalmente considerata una pianta ornamentale.</p>
<p><strong>Il nome</strong> <em>sanguinaria</em> deriva dal latino <em>sanguis</em> = sangue, per il succo rosso che fuoresce dal rizoma inciso. Gli indiani d’America, con il nome di “Red-puccoon”, lo usavano per dipingersi il viso nei colori di guerra, assumendo così un aspetto terrificante, e per colorare oggetti artigianali; il nome comune è invece “bloodroot”; <em>canadensis</em> – del Canada; <em>acaulis</em> – dal greco <em>a</em> (privato) e <em>kaulos </em>= fusto, per il caule poco appariscente, perché breve.</p>
<p>La pianta ha foglie insolite il cui picciolo sorge direttamente dal rizoma sotterraneo. Hanno forma variabile, di solito cordata-reniforme, a volte sono lobate o palmate. Il loro colore è verde-cenere e la consistenza della lamina è robusta, quasi coriacea. I fiori bianchi, talvolta inizialmente soffusi di rosa, del diametro massimo di 8 cm, compaiono dopo la crescita delle foglie. Sono composti da due fugaci sepali e da 8/10 petali bianchi che donano al fiore una perfetta forma stellata. Ogni picciolo reca un solo fiore. Il centro della corolla presenta numerosi stami di colore giallo vivo. Il frutto è una capsula deiscente lunga circa 3 cm. La pianta si estende per circa 30-40 cm ed è alta circa 15 cm.</p>
<p>Risulta curioso il fatto che la propagazione della sanguinaria avviene tramite un fenomeno chiamato Mirmecoria, dove le formiche attratte dagli elaiosomi (la parte carnosa del seme) partecipano nella dispersione dei suoi semi. Non produce polline. I rizomi della sanguinaria canadese sono tossici e nella maggior parte dei casi non vengono mangiati nemmeno dagli animali.</p>
<p>La <strong>tintura madre</strong> viene preparata con il rizoma essiccato. I suoi <strong>principi attivi</strong> sono: <strong>acidi organici (citrico, malico, chelidonico</strong>); il 3% di <strong>alcaloidi (sanguinarina, cheleritrina, protopina, chelidonina, coptisina, berberina</strong>). La sanguinaria <strong>agisce: sul sistema nervoso centrale, come eccitante; sui centri e le vie respiratorie; sul sistema cardiovascolare, sulle mucose dell&#8217;apparato digerente, provocando diarrea e vomito</strong>.</p>
<p>Ha proprietà medicinali e viene utilizzata per la preparazione di collutori ad azione antisettica e antialitosi; trova <strong>indicazioni</strong> anche in caso di emicrania e mal di testa; vampate di calore, acne rosacea, congestione del viso anche con mal di testa, in menopausa e nelle persone ipertese; raffreddore da fieno, coriza spasmodica; diarrea; forti vertigini con nausea e senso di svenimento, di mancamento; meteorismo, flatulenza, borbottii addominali, sacche di aria nell&#8217;intestino; accessi e congestione vasomotoria; periartrite scapolo-omerale destra; nevralgia e dolore nei deltoidi, specialmente quello destro; esofagite da reflusso, gastrite, rigurgito di succhi gastrici; polipi nasali emorragici; broncopneumopatie virali, bronchite, tracheite.</p>
<p>È componente di numerosi rimedi omeopatici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/sanguinaria-sanguinaria-canadensis/">Sanguinaria | Sanguinaria canadensis</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26569</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Licopo europeo &#124; Lycopus europaeus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/licopo-europeo-lycopus-europaeus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 15:53:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi organici]]></category>
		<category><![CDATA[acido litospermico]]></category>
		<category><![CDATA[cumarine]]></category>
		<category><![CDATA[erba-sega]]></category>
		<category><![CDATA[flavonoidi]]></category>
		<category><![CDATA[fluoro]]></category>
		<category><![CDATA[Licopo europeo]]></category>
		<category><![CDATA[olio essenziale]]></category>
		<category><![CDATA[piede di lupo]]></category>
		<category><![CDATA[tannino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=25989</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Licopo europeo (Lycopus europaeus) o Piede di lupo  o erba-sega è una pianta perenne erbacea dai delicati fiori appartenente alla famiglia delle Lamiaceae; è alta fino a 1m con fusti eretti quadrangolari e rizoma che produce stoloni; foglie opposte, glabre, lanceolate, grossolanamente seghettate (erba sega) e intere verso la base; fiori ermafroditi in verticilli &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/licopo-europeo-lycopus-europaeus/">Licopo europeo | Lycopus europaeus</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Licopo europeo (<em>Lycopus europaeus</em>) o Piede di lupo  o erba-sega è una pianta perenne erbacea dai delicati fiori appartenente alla famiglia delle <em>Lamiaceae</em>; è alta fino a 1m con fusti eretti quadrangolari e rizoma che produce stoloni; foglie opposte, glabre, lanceolate, grossolanamente seghettate (erba sega) e intere verso la base; fiori ermafroditi in verticilli con corolla di colore bianco o rosa-violaceo a chiazze purpuree. Cresce in luoghi umidi, ai margini di stagni, fossati e corsi  d&#8217;acqua, su suoli da argillosi a torbosi periodicamente inondati e ricchi in composti azotati, dal livello del mare a 1100 m circa.</p>
<p>Principi attivi: acido litospermico, flavonoidi, cumarine, tannino, olio essenziale, acidi organici, fluoro.</p>
<p>La pianta, che ha proprietà medicinali, veniva usata per ottenere un colorante nero.</p>
<p>Il nome generico deriva dal greco “<em>lykos</em>” (lupo) e “<em>pous</em>” (piede), per la forma delle foglie, simili ai piedi di lupo. Periodo di fioritura: giugno-settembre.</p>
<p>Anticamente il piede di lupo veniva usato per trattare l&#8217;insufficienza della tiroide o la malattia di Basedow, grazie all’alto contenuto in fluoro.</p>
<p>È utilizzato anche in caso di disturbi nervosi, come ansia, palpitazioni cardiache e crampi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/licopo-europeo-lycopus-europaeus/">Licopo europeo | Lycopus europaeus</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">25989</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Frassino da manna &#124; Fraxinus Ornus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/frassino-da-manna-fraxinus-ornus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2023 12:13:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi organici]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[albero della manna]]></category>
		<category><![CDATA[Frassino da manna]]></category>
		<category><![CDATA[fruttosio]]></category>
		<category><![CDATA[glucosio]]></category>
		<category><![CDATA[lassativo]]></category>
		<category><![CDATA[Manna cannellata]]></category>
		<category><![CDATA[Manna in lagrime mannite]]></category>
		<category><![CDATA[mucillagini]]></category>
		<category><![CDATA[Orniello]]></category>
		<category><![CDATA[Orno]]></category>
		<category><![CDATA[resine e composti azotati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=24760</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Frassino da manna (Fraxinus ornus) è una pianta della famiglia delle Oleaceae (conosciuto come Orniello o Orno o albero della manna nelle zone di produzione della manna). L’orniello è un albero capace di raggiungere un’altezza di 10 metri, ma spesso lo si incontra lungo le strade di campagna come un semplice arbusto o come &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/frassino-da-manna-fraxinus-ornus/">Frassino da manna | Fraxinus Ornus</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Frassino da manna </strong>(<em>Fraxinus ornus</em>) è una pianta della famiglia delle <em>Oleaceae </em>(conosciuto come <strong>Orniello </strong>o <strong>Orno</strong> o <strong>albero della manna</strong> nelle zone di produzione della manna).</p>
<p>L’orniello è un albero capace di raggiungere un’altezza di 10 metri, ma spesso lo si incontra lungo le strade di campagna come un semplice arbusto o come alberello dalle forme slanciate e leggere.</p>
<p>Ha una chioma ovata, con un diametro di 4-6 metri, mossa dal più leggero soffio di vento. Crea un’ombra luminosa che consente ad altre piante di insediarsi ai suoi piedi.</p>
<p>L’aspetto della corteccia rivela l’età della pianta: nei soggetti giovani è liscia e di colore fra il grigio e il verde, nei soggetti adulti cambia il colore che tende più al nero che al grigio, nei soggetti vecchi o senescenti si screpola.</p>
<p>Il tronco spesso si presenta torto. I rami, dal portamento ascendente, sono opposti e danno alla pianta spoglia un aspetto di candelabro.</p>
<p>L’apparato radicale è robusto, idoneo anche per scarpate e terreni di riporto, solo parzialmente siccitosi perché non raggiunge grandi profondità. La pianta di utilizza con successo come specie consolidatrice nei terreni franosi.</p>
<p>Le gemme di colore grigio sono riconoscibili, perché ricoperte da una fitta peluria tendente al ruggine.</p>
<p>Le foglie, tipiche del genere <em>Fraxinus</em>, sono lunghe fino a 30 cm, opposte, composte, imparipennate, formate da un numero variabile di foglioline da 5 a 9, più spesso 7. Le foglioline, di forma più o meno ovata od ellittica, terminano sempre con un apice acuminato. Hanno margine dentato in modo irregolare e corti piccioli.</p>
<p>Il frutto è una samara lineare e compressa, di forma lanceolata che racchiude un solo seme. Di colore verde, lunga 2-3 cm, diventa bruna a maturazione fra settembre e ottobre. Sono dotate di una grande espansione membranacea che le rende adatte al volo e alla disseminazione da parte del vento.</p>
<p>La linfa dolce di quest’albero richiama durante l’estate la cicala che se ne nutre pungendone i giovani rami. Anche i calabroni possono fare altrettanto danneggiando le giovani piante.</p>
<p>La parola “manna” deriva dall’ebraico “man-hu” ovvero “questo è il dono” che ricorda molto la fuga dall’Egitto del popolo d’Israele, che fu tenuto in vita dalla manna caduta dal cielo (Esodo XVI, 13 e seg.). Ma <strong>la manna del frassino non è la manna biblica</strong>, infatti oggi si ritiene che si parli di un lichene del genere Lecanora che, essiccato e ridotto in polvere dal calore del sole del deserto, venne trasportato dal vento, cadendo poi a terra sotto forma di scaglie bianche. La quantità di manna prodotta dalla pianta viene influenzata dal clima. Infatti la coltivazione del frassino da manna è possibile in zone caratterizzate da una calda e secca estate, con limitate escursioni termiche. Infatti la pioggia può diminuire drasticamente la produzione di manna.</p>
<p>Il Frassino comincia a produrre manna dal sesto-ottavo anni di età. Si raccoglie la manna effettuando delle incisioni sul tronco con un coltello apposito. Dall’incisione fuoriesce la linfa che a contatto con l’aria e con i raggi del sole tende a solidificare in lunghi cannoli biancastri (chiamati anche <strong>Manna cannellata</strong> o <strong>Manna in lagrime</strong>, dall’aspetto simile alle stalattiti). Il periodo giusto per l’incisione e la raccolta è tra la seconda settimana di luglio e la prima di settembre.</p>
<p><strong>La manna è un essudato zuccherino</strong> costituito principalmente <strong>da mannite, acidi organici, acqua, glucosio, fruttosio, mucillagini, resine e composti azotati</strong>; una composizione qualitativa e quantitativa molto complessa fortemente influenzata dalla zona di provenienza, dall&#8217;esposizione, dalle caratteristiche chimico fisiche del terreno, dall&#8217;età delle piante e dall&#8217;andamento stagionale. La manna tipo cannolo si forma dal gocciolamento della linfa lungo la corteccia assumendo un aspetto stalattitiforme. Si tratta della parte più pregiata in quanto risulta quasi totalmente priva di impurità. Negli anni è stato messo a punto un sistema che prevede l&#8217;uso da un filo di nylon legato ad una piccola lamina d&#8217;acciaio posta sotto l&#8217;incisione, esso permette la raccolta ogni due giorni a differenza del metodo tradizionale che avveniva settimanalmente e consente inoltre di ottenere dei cannoli più lunghi quasi totalmente privi di impurità. Dall’ultimo dopoguerra in poi la coltura ha subito un rapido declino, rimanendo relegata in ristrette superfici del comprensorio Madonita e, in particolare, nei territori di Castelbuono e Pollina. Qui gli ultimi frassinicoltori – poco più di cento anziani contadini – contribuiscono ancora oggi a mantenere viva la coltura e a scongiurare la temuta scomparsa di un tale patrimonio vegetale, che ha rappresentato per secoli una risorsa portante dell’economia locale ed è unico per le sue proprietà nutritive e organolettiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’azione principale della manna è sicuramente quella <strong>lassativa</strong>, dolce e non irritante, particolarmente adatta ad anziani e bambini (solitamente viene sciolta in un po’ di latte). Ma alla manna viene attribuita anche un’azione benefica a livello delle prime vie respiratorie, in quanto agirebbe come emolliente ed anticatarrale. Il decotto di manna raccolta in estate, è un blando purgante, ha anche proprietà bechiche e anticatarrali; può essere usato come collirio nelle congestioni oculari; pezzetti di manna sciolti in bocca lentamente hanno proprietà espettoranti.</p>
<p>La pianta di frassino può essere utile nella silvicoltura per il <strong>rimboschimento</strong> di suoli poveri, aridi, calcarei o argillosi; per la produzione di legname; come <strong>pianta ornamentale</strong> in parchi e giardini di grandi dimensioni, anche su terreni secchi e poco profondi; come <strong>pianta officinale</strong> e medicinale.</p>
<p>Le foglie secche e triturate e i frutti posti in infuso in acqua bollente forniscono il <strong>tè di frassino</strong>.</p>
<p>Le foglie fermentate con acqua e saccarosio servono per preparare <strong>bevande alcoliche</strong>.</p>
<p>L&#8217;infuso delle foglie raccolte a fine primavera inizio estate ed essiccate al sole, viene utilizzato come emolliente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/frassino-da-manna-fraxinus-ornus/">Frassino da manna | Fraxinus Ornus</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">24760</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Viburno &#124; Viburnum Prunifolium</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/viburno-viburnum-prunifolium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 13:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi organici]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[arbutina]]></category>
		<category><![CDATA[cumarine]]></category>
		<category><![CDATA[glucosidi iridoidi (arbutina)]]></category>
		<category><![CDATA[idrochinone]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[salicina]]></category>
		<category><![CDATA[scopoletina]]></category>
		<category><![CDATA[tannini]]></category>
		<category><![CDATA[viburno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=24680</guid>

					<description><![CDATA[<p>Viburnum L., 1753 è un genere di piante appartenente alla famiglia Caprifoliaceae (Adoxaceae secon-do la classificazione APG), originario dell&#8217;Europa, America e Asia. Sono alberi alti fino a 10 m ed arbusti che possono raggiungere i 5 m di altezza, a fogliame caduco o persistente, hanno il fogliame molto decorativo e una caratteristica e abbondante fioritura, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/viburno-viburnum-prunifolium/">Viburno | Viburnum Prunifolium</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Viburnum</em></strong><em> L.</em>, 1753 è un genere di piante appartenente alla famiglia <em>Caprifoliaceae</em> (<em>Adoxaceae</em> secon-do la classificazione APG), originario dell&#8217;Europa, America e Asia. Sono alberi alti fino a 10 m ed arbusti che possono raggiungere i 5 m di altezza, a fogliame caduco o persistente, hanno il fogliame molto decorativo e una caratteristica e abbondante fioritura, con fiori solitamente di colore bianco, profumati e riuniti in corimbi o cime ombrelliformi, cui segue in autunno una vistosa fruttificazione. Dopo la fioritura si sviluppa il frutto, una drupa molto decorativa di colore nero bluastro che rimane a lungo sulla pianta e che risulta apprezzata dagli uccelli.</p>
<p>L’etimologia del suo nome è incerta ma potrebbe derivare dal latino “viere” che significa “legare-intrecciare”, riferito alla flessibilità dei suoi rami, che venivano utilizzati per la realizzazione di cesti. Oppure dal termine “vovorna” ovvero “dei luoghi selvatici”.</p>
<p>Viene adoperata come <strong>pianta ornamentale</strong> nei parchi e giardini, boschetti o coltivato in vaso sui terrazzi.</p>
<p>Il Viburnum prunifolium è utilizzato anche a scopo terapeutico per le proprietà della <strong>resina estratta</strong> dalla corteccia del tronco e della radice che ha <strong>azione sedativa, antisparmodica ed emostatica</strong>, specialmente a livello dell’utero. Nella medicina popolare, il viburno viene infatti impiegato nel trattamento dei dolori mestruali, dell&#8217;amenorrea, delle turbe climateriche e del vomito in gravidanza per le sue proprietà <strong>sedative, antispastiche</strong>.</p>
<p>Il decotto di foglie viene utilizzato come lozione per scurire i capelli.</p>
<p><strong>Costituenti chimici</strong> sono: resine; <strong>glucosidi iridoidi </strong>(salicina); idrochinone (<strong>arbutina</strong>); cumarine (<strong>scopoletina</strong>); <strong>tannini; acidi organici</strong> (formico, valerianico, salicilico); <strong>alcaloidi</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/viburno-viburnum-prunifolium/">Viburno | Viburnum Prunifolium</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">24680</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Palla di neve &#124; Viburnum opulus</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/palla-di-neve-viburnum-opulus/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Dec 2022 17:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi organici]]></category>
		<category><![CDATA[alcaloidi]]></category>
		<category><![CDATA[arbutina]]></category>
		<category><![CDATA[glucosidi iridoidi]]></category>
		<category><![CDATA[idrochinone]]></category>
		<category><![CDATA[pianta ornamentale]]></category>
		<category><![CDATA[pianta tossica]]></category>
		<category><![CDATA[scopoletina]]></category>
		<category><![CDATA[tannini]]></category>
		<category><![CDATA[viburno palla di neve]]></category>
		<category><![CDATA[viburno pallone di maggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=24185</guid>

					<description><![CDATA[<p>Viburnum opulus appartiene alla famiglia delle Caprifoliaceae (o Adoxaceae secondo la classificazione APG), molto diffuso in Europa, in America e in Asia. È un arbusto, talvolta piccolo albero alto fino a 4 m, a fogliame caduco, molto decorativo e una caratteristica e abbondante fioritura, con fiori di colore bianco, profumati e riuniti in corimbi o &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/palla-di-neve-viburnum-opulus/">Palla di neve | Viburnum opulus</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Viburnum opulus</em> appartiene alla famiglia delle <em>Caprifoliaceae</em> (o <em>Adoxaceae</em> secondo la classificazione APG), molto diffuso in Europa, in America e in Asia. È un arbusto, talvolta piccolo albero alto fino a 4 m, a fogliame caduco, molto decorativo e una caratteristica e abbondante fioritura, con fiori di colore bianco, profumati e riuniti in corimbi o cime ombrelliformi, i cui fiori esterni sono più grandi, appariscenti e sterili. La fioritura inizia nel mese di maggio, e termina con la produzione di bacche, o <strong>drupe</strong>, di colore rosso acceso, che spesso durano per tutto l&#8217;inverno.</p>
<p>Il <strong>viburno palla di neve, </strong>chiamato anche “<strong>pallon di maggio</strong>”, per la forma globosa dei suoi fiori (dal diametro che può arrivare anche otto centimetri) che compaiono appunto intorno a maggio, è spontaneo in Europa, Asia e Africa nord-occidentale<em>. </em>È presente in quasi tutta l&#8217;Italia continentale, salvo che in Puglia, Calabria e forse Valle d&#8217;Aosta, ma è più diffuso nelle regioni settentrionali, dal livello del mare ai 1100 m circa. Cresce in boschi umidi alveali, pioppete, siepi.</p>
<p>È una pianta molto rustica e facile da coltivare, molto utilizzata per la <strong>formazione di siepi</strong> o di bordure, in interventi di rinaturalizzazione e per <strong>scopi ornamentali </strong>(realizzare siepi di recinzioni, abbellire muri, abbellire zone ombreggiate dei giardini e dei parchi pubblici); in questo caso è ampiamente coltivata la cultivar “roseum”, con infiorescenze globose costituite interamente da fiori sterili. <strong>Tutte le parti della pianta, compresi i frutti, sono tossiche</strong>.</p>
<p>Il nome del genere è molto antico e di etimologia incerta: potrebbe derivare dal latino “viere” (legare, intrecciare) o da “vovorna” (dei luoghi selvatici); il nome specifico era utilizzato dai Romani per indicare un acero, probabilmente l&#8217;acero campestre, localmente chiamato tuttora “opi”, ed allude alla somiglianza delle foglie lobate con quelle dell&#8217;acero.</p>
<p><strong>Costituenti chimici</strong>: <strong>resine; glucosidi iridoidi; idrochinone (arbutina); cumarine (scopoletina); tannini; acidi organici (formico, valerianico, salicilico); alcaloidi</strong>.</p>
<p>La droga del viburno, la corteccia, è indicata nel <strong>trattamento dei dolori legati al ciclo mestruale</strong>, grazie alla sua attività spasmolitica sulla muscolatura uterina (prescrizione medica).</p>
<p>Al viburno sono attribuite <strong>proprietà miorilassanti e spasmolitiche</strong>. Tali azioni sembrano esplicarsi anche a livello uterino. Per tale motivo, benché l&#8217;uso del viburno non abbia ottenuto l&#8217;approvazione ufficiale per alcun tipo d&#8217;indicazione terapeutica, non è raro che la pianta venga impiegata per il trattamento della dismenorrea. In questo caso, solitamente, il viburno viene utilizzato sotto forma di estratto idroalcolico, ma necessita della prescrizione del medico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/palla-di-neve-viburnum-opulus/">Palla di neve | Viburnum opulus</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">24185</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Giuggiolo seme agro &#124; Ziziphus jujuba</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/giuggiolo-seme-agro-ziziphus-jujuba/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 11:07:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi organici]]></category>
		<category><![CDATA[Altri Vegetali]]></category>
		<category><![CDATA[ansiolitico]]></category>
		<category><![CDATA[beta carotene]]></category>
		<category><![CDATA[Brodo di Giuggiole]]></category>
		<category><![CDATA[dattero cinese]]></category>
		<category><![CDATA[flavonoidi]]></category>
		<category><![CDATA[giuggiolo]]></category>
		<category><![CDATA[liquore]]></category>
		<category><![CDATA[miorilassante]]></category>
		<category><![CDATA[saponine]]></category>
		<category><![CDATA[vitamina C]]></category>
		<category><![CDATA[zizzolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=23128</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il giuggiolo (Ziziphus jujuba Mill.) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae e al genere Ziziphus, noto anche come zizzolo o anche dattero cinese, natsume o tsao (cinese semplificato: 枣; cinese tradizionale: 棗; pinyin: zǎo). Il frutto viene detto comunemente giuggiola o zizzola. Il giuggiolo, Zizyphus jujuba varietà spinosa (sinonimi Zizyphus sativa &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/giuggiolo-seme-agro-ziziphus-jujuba/">Giuggiolo seme agro | Ziziphus jujuba</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>giuggiolo</strong> (<em>Ziziphus jujuba</em> Mill.) è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle <em>Rhamnaceae</em> e al genere <em>Ziziphus</em>, noto anche come <strong>zizzolo</strong> o anche <strong>dattero cinese</strong>, natsume o tsao (cinese semplificato: 枣; cinese tradizionale: 棗; pinyin: zǎo). Il frutto viene detto comunemente giuggiola o zizzola.</p>
<p>Il <strong>giuggiolo</strong>, <em>Zizyphus jujuba</em> varietà spinosa (sinonimi <em>Zizyphus sativa</em> e <em>Zizyphus vulgaris</em>), è una pianta a foglie caduche, originaria dell&#8217;Asia centro-meridionale. Durante il regno dell&#8217;imperatore Augusto venne importato dalla Siria nel bacino del Mediterraneo, dove col tempo si è naturalizzato e oggi cresce sia spontaneo che coltivato. Sembra che per i Romani simboleggiasse il silenzio; Erodoto narra di un vino prodotto da Egizi e Fenici derivante dalla fermentazione delle giuggiole.</p>
<p>Il nome <em>Zizyphus</em> deriva dal greco zizyphon, ma taluni lo fanno derivare dall&#8217;arabo &#8220;<em>Zizifous</em>&#8221; con cui è conosciuto il Giuggiolo di Barberia, in Sicilia. Si tratta di un arbusto a crescita lenta, con rami irregolari dal portamento tortuoso, ricco di vegetazione, alto solitamente 3-5 metri, ma che allevato ad alberetto può raggiungere anche i 7-10 metri; le foglie sono arrotondate, di un verde chiaro e brillante.</p>
<p>Le radici vanno molto in profondità, fatto che rende il giuggiolo resistente a calura e siccità anche in terreni detritici. La struttura dell&#8217;albero è molto articolata e i rami sono ramificati e contorti con una corteccia molto corrugata che si sfalda, come quella del fusto; i rami sono ricoperti di spine. Il giuggiolo produce un gran numero di fiori di piccole dimensioni dal colore bianco verdastro; la fioritura avviene in giugno-agosto; la maturazione dei frutti tra settembre e ottobre. I frutti sono delle drupe che hanno un unico seme all&#8217;interno; hanno le dimensioni più o meno di un&#8217;oliva, con buccia di colore dal rosso porpora al bruno e polpa giallastra. La <strong>zizifina</strong>, un composto che si trova nelle foglie del giuggiolo, <strong>sopprime nell&#8217;uomo la percezione del sapore dolce</strong>. Se colto quando non ancora maturo (ossia quando presenta un colore verde uniforme), il frutto del giuggiolo, la giuggiola, ha un sapore simile a quello di una mela.</p>
<p>Con il procedere della maturazione, tuttavia, il frutto si scurisce, la superficie si fa rugosa e il sapore diviene via via più dolce, un po&#8217; allappante, fino ad assomigliare a quello di un dattero. Le giuggiole si consumano sia fresche, appena colte dall&#8217;albero, sia quando sono leggermente raggrinzite. C&#8217;è un solo nocciolo all&#8217;interno del frutto, simile a quello di un&#8217;oliva, che nella cucina persiana è noto come <em>annab</em>.</p>
<p>È una pianta mellifera molto visitata dalle api e se ne può ottenere un miele, ma in Italia la produzione è occasionale per la presenza solo sporadica della pianta.</p>
<p>Il giuggiolo era usato in passato, in alcune regioni italiane, per creare siepi difensive nei confini degli appezzamenti. In ragione delle spine e del fitto intreccio dei rami la siepe di giuggiolo costituiva una barriera pressoché impenetrabile. Sovente viene utilizzato come pianta ornamentale.</p>
<p>Nel Veneto, sui Colli Euganei, principalmente a Galzignano Terme esiste una coltivazione più intensiva che si è affermata negli ultimi anni grazie alla produzione del &#8220;<strong>Brodo di Giuggiole</strong>&#8221; un infuso di giuggiole e frutti autunnali, come uva Moscato, le cotogne Cydonia oblonga, scorze di limone, uva e melagrane; un <strong>liquore inebriante</strong>, che la famiglia dei Gonzaga nel Rinascimento pare offrisse ai suoi ospiti; forse da questo è derivato il detto &#8220;andare in brodo di giuggiole&#8221;, per indicare uno stato di euforia. La ricetta moderna deriva molto probabilmente da quella in voga presso i Gonzaga. Oltre che per la produzione di questo liquore, le giuggiole vengono utilizzate per la preparazione di marmellate e confetture e aromatizzare grappe, oppure vengono conservate sotto spirito (principalmente grappa) per essere consumate entro l&#8217;anno.</p>
<p>Lo <em>Zizyphus spinosa</em> è conosciuto in Cina col nome di <em>Suan Zao Ren</em>, ed è ritenuto la <strong>pianta calmante</strong> più conosciuta ed utilizzata dalla medicina popolare cinese, che la considera <strong>uno dei principali tonici cerebrali tradizionali, poiché le vengono attribuite proprietà toniche, distensive, miorilassanti, e riequilibranti della mente</strong>. I frutti del giuggiolo hanno un blando effetto lassativo.</p>
<p>La droga, cioè la parte di pianta contenente i <strong>principi attivi</strong>, è costituita dai semi essiccati, che contengono principalmente <strong>flavonoidi, saponine, acidi organici, beta carotene</strong> e un&#8217;alta percentuale di <strong>vitamina C</strong>.</p>
<p>L&#8217;estratto dei semi viene utilizzato soprattutto per il trattamento di ansia, insonnia, frequenti risvegli notturni, incubi, irritabilità, agitazione, iperattività, palpitazioni. Studi scientifici effettuati negli anni 80-90 hanno confermato le <strong>proprietà miorilassanti, ansiolitiche, ipnoinducenti</strong> del Giuggiolo, sia utilizzato da solo, sia in associazione con altre piante. Sono state messe in evidenza anche <strong>proprietà antiossidanti, anti-aritmiche e protettive cardiovascolari</strong>; un&#8217;assunzione prolungata <strong>riduce il colesterolo LDL e i trigliceridi</strong>, migliorando la funzione cardiocircolatoria.</p>
<p>Utile l&#8217;associazione con altre piante rilassanti e adattogene quali Passiflora, Melissa, Rodiola.</p>
<p><strong><em>Curiosità</em></strong></p>
<p>Narra Omero (Odissea, libro IX) che Ulisse e i suoi uomini, portati fuori rotta da una tempesta, approdarono all&#8217;isola dei Lotofagi (secondo alcuni l&#8217;odierna Djerba), nel nord dell&#8217;Africa. Alcuni dei suoi uomini, una volta sbarcati per esplorare l&#8217;isola, si lasciarono tentare dal frutto del loto, un frutto magico che fece loro dimenticare mogli, famiglie e la nostalgia di casa. È probabile che il loto di cui parla Omero sia proprio lo Zizyphus lotus, un giuggiolo selvatico, e che l&#8217;incantesimo dei Lotofagi non fosse provocato da narcotici ma soltanto dalla bevanda alcolica che si può preparare coi frutti del giuggiolo.</p>
<p>Una specie affine al giuggiolo, lo <em>Zizyphus spina-christi</em>, è ritenuto dalla leggenda una delle due piante che servirono a preparare la corona di spine di Gesù. L&#8217;altra sarebbe il <em>Paliurus spina-christi</em> chiamata comunemente &#8220;marruca&#8221;.</p>
<p>Pare che per gli antichi Romani il giuggiolo fosse il simbolo del silenzio, e come tale adornasse i templi della dea Prudenza.</p>
<p>In Romagna e in altre regioni, in molte case coloniche era coltivato adiacente alla casa, nella zona più riparata ed esposta al sole. Si riteneva che fosse una pianta portafortuna. Era presente anche in quasi tutti gli orti delle campagne del Veneto.</p>
<p>Ad Arquà Petrarca, comune veneto dove i giuggioli sono ancora piantati nei giardini di molte abitazioni, i frutti sono utilizzati per preparare ottime confetture, sciroppi e il proverbiale brodo di giuggiole, un antico liquore.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/giuggiolo-seme-agro-ziziphus-jujuba/">Giuggiolo seme agro | Ziziphus jujuba</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">23128</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
