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	<title>acidi grassi polinsaturi Archivi - amaperbene.it</title>
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	<description>Alimentazione per il Benessere &#124; La tua Salute dipende da Te!</description>
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	<title>acidi grassi polinsaturi Archivi - amaperbene.it</title>
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		<title>Semi di canapa &#8211; Cannabis sativa L.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 16:54:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Erbe aromatiche]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi polinsaturi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La canapa (Cannabis sativa L.) è una delle prime piante ad essere state coltivate dall’uomo. Le sue origini risalgono al Neolitico, nelle regioni intorno all’Himalaya, ma in Europa è giunta in tempi molto più recenti e in Italia si è realmente diffusa solo nel Medioevo. La funzione principale di fusto e foglie è la produzione &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>canapa</strong> (<em>Cannabis sativa</em> L.) è una delle prime piante ad essere state coltivate dall’uomo. Le sue origini risalgono al Neolitico, nelle regioni intorno all’Himalaya, ma in Europa è giunta in tempi molto più recenti e in Italia si è realmente diffusa solo nel Medioevo.</p>
<p>La funzione principale di fusto e foglie è la produzione di fibre per carta, tessuti e cordami, mentre i semi possono essere utilizzati per l&#8217;alimentazione, la produzione di olio e altre applicazioni.</p>
<p>Il crescente interesse per la sostenibilità ambientale ha portato, in tempi recenti, a rivalutare la coltivazione della canapa, che sta trovando nuovi impieghi nello sviluppo di carburanti e plastiche biodegradabili.</p>
<p>La <a href="https://www.amaperbene.it/canapa-cannabis/"><strong><em>cannabis sativa</em></strong></a> è una pianta erbacea del genere angiosperme, appartenente alla famiglia delle <em>Cannabacea</em>e. L&#8217;altezza di questa pianta varia in media dai 1,5 metri ai 2 metri, ma può raggiungere i 5 metri, ed è interamente assediata da sporgenze resinose molto frequenti principalmente nella parte superiore del primo paio di foglie. Questa pianta presenta frutti secchi, marroni e duri, che sono degli acheni brillanti con embrione curvo che presentano al loro interno un unico seme.</p>
<p>La cannabis può essere una pianta monoica (parola derivata dal greco &#8220;mono&#8221; e &#8220;oikos&#8221; che significa &#8220;casa&#8221;) in alcuni rari casi, ma generalmente è una pianta dioica (ovvero &#8220;due case&#8221;). Le piante monoiche vengono definite “specie pure” perché posseggono in una sola pianta due tipi di fiori che sono di genere maschile e femminile; queste piante si riproducono tramite impollinazione anemofila, ovvero usano il vento per trasportare il polline prodotto dai fiori di genere maschile sull&#8217;ovaio dei fiori di genere femminile. La pianta è dioica, invece, quando presenta sulle piante di genere femminile solo fiori di sesso femminile e sulle piante di genere maschile solo fiori di sesso maschile.</p>
<p>L&#8217;achene, i fiori e le foglie di cui è composta la pianta trattengono strettamente i semi, famosi alimenti vegetali originari dell&#8217;oriente, in particolare modo dalla Russia e dall&#8217;India, infatti sono un elemento tradizionale nelle loro cucine.</p>
<p><strong>Composizione nutrizionale</strong>:</p>
<p>I semi di canapa sono ricchi di nutrienti. Va precisato che i semi di canapa venduti nei negozi specializzati e nei supermercati biologici sono <strong>semi di canapa decorticati</strong>, ovvero dei particolari semi selezionati provenienti da piante di <strong>canapa Sativa</strong>, in particolare dalla varietà nana, ovvero la varietà impiegata per la realizzazione di prodotti di tipo alimentare; questi semi, una volta raccolti, vengono puliti e privati del loro guscio più esterno, più duro e poco saporito, per utilizzare esclusivamente l’interno, ovvero il cuore del seme, caratterizzato da una consistenza morbida e dall’aroma di nocciola.</p>
<p>È importante notare che <strong>i semi di canapa non contengono significative quantità di THC</strong> (tetraidrocannabinolo), la sostanza psicoattiva presente nella cannabis, per cui <strong>il loro consumo non causa effetti psicotropi</strong>.</p>
<p>I semi di canapa dispongono di un elevatissimo valore nutrizionale, e rappresentano uno dei più importanti tra gli alimenti vegetali grazie soprattutto alla loro ricchezza di <strong>acidi grassi polinsaturi</strong>. Molto alto anche il contenuto di <strong>edestina</strong>, che combinata con l&#8217;<strong>lbuina</strong> rende disponibili tutti gli amminoacidi essenziali, che permettono a questi semi di categorizzarsi tra gli alimenti proteici maggiori. Nello specifico i semi di canapa sono composti dal 25% di proteine, con una particolarità molto importante: presentano tutti gli 8 aminoacidi essenziali (metionina, leucina, isoleucina, treonina, triptofano, valina, fenilalanina e lisina), indispensabili per la sintesi proteica (tra cui le immunoglobuline) e quindi il corretto funzionamento dell’organismo umano; per questo essi sono da inserire tra i cosiddetti “<strong>alimenti proteici completi</strong>”.</p>
<p>La <strong>frazione grassa è costituita per il 70-75 per cento da una miscela di acidi grassi essenziali EFA, come l&#8217;acido linolenico o omega 6, l’alfa-linolenico o omega 3 e l’acido gamma-linolenico</strong> molto importanti in quanto regolano l’attività dei muscoli, dei recettori nervosi e di numerose ghiandole presenti nel nostro organismo. Nei semi di canapa, gli acidi grassi omega-3, omega-6 e GLA rappresentano la percentuale più alta e il <strong>miglior rapporto possibile</strong> (3:1) in un singolo elemento. Poiché la carenza di acidi grassi essenziali può causare disfunzioni neurologiche e visive, ipertensione, sbilanciamento ormonale, difficoltà di rimarginare ferite e di crescita cellulare, artrite e sindrome premestruale, l’assunzione di semi di canapa ha un effetto protettivo su tutte queste patologie. Infine, avendo anche un <strong>ottimo tenore in carboidrati</strong>, costituiscono un eccellente <strong>integratore energetico</strong>. <strong>Buona è anche la percentuale di fibra e di sali minerali</strong>, in particolare il ferro e il fosforo ma anche potassio magnesio e calcio. Dal punto di vista vitaminico, i semi di canapa sono ricchi di vitamina A, E, PP, C e vitamine del gruppo B, eccetto la B12. La ricchezza di Vitamina E è importante per l’azione antiossidante e preventiva sulle malattie degenerative.</p>
<p>I semi di canapa sono pertanto associati a diversi <strong>benefici per la salute</strong>; possono contribuire a migliorare la funzione cardiovascolare, supportare il sistema immunitario e e coadiuvare le terapie in diverse patologie (artrite reumatoide, asma, psoriasi, eczema atopico, lupus, PMS, depressione, altre malattie autoimmuni. L&#8217;alto contenuto di proteine li rende adatti per chi segue una dieta vegetariana o vegana.</p>
<p><strong>Usi dei semi di canapa</strong></p>
<p>I semi di canapa hanno un gradevole sapore di nocciola e sono rivestiti da un guscio ben digeribile che conserva gli oli e le vitamine. Possono essere usati crudi o tostati, da soli o con altri semi come condimento per insaporire insalate, verdure, macedonie e muesli, primi piatti, nella decorazione dei dessert, nella preparazione del pane, dei grissini o di altre pietanze. Frullati da soli o con altri semi, si ottiene un composto pastoso dal sapore delicato, tipo burro</p>
<p>da spalmare o utilizzare come condimento. La farina ottenuta dalla macinazione dei semi viene utilizzata nella preparazione del latte di semi di canapa ma anche del tofu di canapa, una variante del tofu classico, a base di fagioli di soia gialla, oltre che di seitan ai semi di canapa.</p>
<p>I semi di canapa vengono inoltre utilizzati nella preparazione dell&#8217;<strong>olio di canapa </strong>che si ottiene per spremitura a freddo affinché le sue proprietà non vengano perdute. Si tratta di una tipologia di olio da utilizzare a crudo nel condimento delle pietanze, come <strong>alternativa all’olio di oliva</strong>. L&#8217;olio di semi di canapa mantiene le proprietà dei semi stessi, risultando altrettanto ricco di acidi grassi essenziali. Esso viene utilizzato in ambito alimentare e risulta</p>
<p>molto gradevole grazie al sapore di nocciola.</p>
<p>Con i semi di canapa si prepara l&#8217;<strong>Hemp-Fu</strong>, un prodotto simile al tofu di soia ma dal sapore molto più marcato. Il tofu di canapa è molto utilizzato nella dieta vegana per preparare creme (dolci o salate) o da gustare saltato in padella.</p>
<p>Dalla macinazione dei semi di canapa si ricava anche la <strong>farina di canapa</strong>, ricca di nutrienti e utile per il sistema immunitario.</p>
<p>Altra preparazione che prevede i semi di canapa è lo <strong>Shichimi</strong>, una tradizionale miscela giapponese di spezie simile ad un peperoncino molto aromatizzato e dal caratteristico colore arancione, Nello Shichimi oltre ai semi di canapa (in alcune varianti sostituiti dallo zenzero) si trovano semi di sesamo, semi di papavero, alghe nori, scorze di mandarino, peperoncino e pepe nero. Viene utilizzato nella preparazione di zuppe e pietanze a base di riso.</p>
<p>L’olio può essere impiegato anche <strong>in ambito cosmetico per il nutrimento della pelle e per effettuare dei massaggi</strong>.</p>
<p>E&#8217; possibile reperire in commercio semi di canapa di origine biologica sia integrali sia decorticati.</p>
<p>E&#8217; inoltre possibile trovare in vendita, oltre al <strong>tofu di canapa</strong> o <strong>Hemp-Fu</strong>, una <strong>bevanda a base di semi di canapa</strong>, chiamata <strong>Hemp Drink</strong>.</p>
<p><strong>Sia i semi di canapa sia l&#8217;olio di canapa dovrebbero essere conservati in frigorifero per preservarne le proprietà nutritive e per evitarne l&#8217;irrancidimento.</strong></p>
<p><strong>Produzione Sostenibile </strong></p>
<p>La coltivazione della canapa è spesso considerata sostenibile. La pianta richiede meno acqua rispetto ad altre colture e può essere coltivata senza l&#8217;uso intensivo di pesticidi.</p>
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		<title>Gli acidi grassi essenziali (AGE)</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/gli-acidi-grassi-essenziali-age/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 11:10:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sapere]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi polinsaturi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli acidi grassi polinsaturi (PUFA, da &#8220;Poly-Unsaturated Fat Acids&#8221;) sono molecole formate da una lunga catena carboniosa, che inizia con un gruppo carbossilico (COOH), termina con un gruppo metilico (CH3) e presenta nella parte centrale una serie di atomi di carbonio, in parte tenuti insieme da legami semplici ed in parte da doppi legami. Appartengono &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>acidi grassi polinsaturi </strong>(<strong>PUFA</strong>, da &#8220;Poly-Unsaturated Fat Acids&#8221;) sono molecole formate da una lunga catena carboniosa, che inizia con un gruppo carbossilico (COOH), termina con un gruppo metilico (CH3) e presenta nella parte centrale una serie di atomi di carbonio, in parte tenuti insieme da legami semplici ed in parte da doppi legami.</p>
<p>Appartengono agli acidi grassi polinsaturi famiglie di grassi, quali gli omega-3, gli omega-6 e gli omega-9, rilevanti dal punto di vista nutrizionale.</p>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-2.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-28475" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-2-300x163.jpg" alt="" width="300" height="163" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-2-300x163.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-2.jpg 573w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>L&#8217;<strong>acido α-linolenico </strong>(<strong>omega 3</strong>) e l&#8217;<strong>acido linoleico </strong>(<strong>omega 6</strong>) definiti “<strong>essenziali</strong>” perché il nostro organismo non è in grado di produrli autonomamente per cui è necessario introdurli con gli alimenti. Sono detti “polinsaturi” perché nella loro struttura sono presenti diversi doppi legami tra gli atomi di carbonio; a seconda della disposizione del doppio legame prendono il nome com 3 o 6 o 9 (ad es., se il doppio legame è presente in corrispondenza del terzo atomo di carbonio, si parla di Omega-3, e via di seguito). Una volta introdotti tramite la dieta, gli acidi grassi essenziali vengono metabolizzati e trasformati in altri acidi grassi appartenenti alla medesima serie, grazie all&#8217;intervento di enzimi chiamati <strong>elongasi</strong> e <strong>desaturasi. </strong></p>
<p>Vengono definiti <strong>semiessenziali </strong>quegli acidi grassi appartenenti alla serie omega 6 e omega 3, che derivano rispettivamente dalla via biosintetica dell&#8217;acido linoleico (LA) e alfa linolenico (ALA). Questi due nutrienti essenziali (LA e ALA) possono infatti essere convertiti dall&#8217;organismo nei rispettivi acidi grassi semiessenziali, attraverso vie metaboliche distinte ma che competono per gli stessi enzimi; l&#8217;importanza metabolica degli acidi grassi semiessenziali spesso  è maggiore rispetto a quella dei loro precursori, inoltre essi stessi possono essere precursori di sostanze fondamentali per la salute dell&#8217;organismo.</p>
<p><strong>Gli acidi grassi semiessenziali più importanti della serie omega 3</strong> sono:</p>
<ul>
<li>acido α-linolenico (ALA)</li>
<li>acido eicosapentaenoico (EPA)</li>
<li>acido docosaesaenoico (DHA).</li>
</ul>
<p><strong>Gli acidi grassi semiessenziali della serie omega 6 sono:</strong></p>
<ul>
<li><strong>acido gamma linolenico (GLA)</strong></li>
<li><strong>acido diomo-gamma-linolenico (DGLA)</strong></li>
<li><strong>acido arachidonico (AA).</strong></li>
</ul>
<p><a href="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-28476" src="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-3-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" srcset="https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-3-300x185.jpg 300w, https://www.amaperbene.it/wp-content/uploads/2023/10/Gli-acidi-grassi-essenziali-AGE-3.jpg 578w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Rispetto agli Omega-3, gli Omega-6 sembrerebbero più presenti nella dieta occidentale e questo comporterebbe uno squilibrio nel rapporto omega-3/omega-6 che, come si dirà in seguito, può comportare un maggior rischio di ammalarsi.</p>
<p>Nel corpo umano, gli omega-3 e gli omega-6 sono in competizione, in quanto metabolizzati dallo stesso enzima, <strong>Δ6-desaturasi</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>l&#8217;</strong><strong>acido</strong><strong>linoleico (ω-6) </strong><strong>si trasforma in </strong><strong>acido</strong><strong> arachidonico</strong> (<strong>precursore di eicosanoidi “cattivi”, ad azione pro-infiammatoria, implicati nell&#8217;ipertensione, aggregazione piastrinica, formazione di trombi e della risposta infiammatoria in genere</strong>); l&#8217;acido arachidonico, pur non essendo realmente essenziale, lo può diventare con una carenza di acido linoleico o per l&#8217;incapacità di convertirlo a livello metabolico.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>l&#8217;</strong><strong>acido</strong><strong> </strong><strong>a</strong><strong>-linolenico </strong><strong>(ω-3) </strong><strong>si trasforma in EPA e DHA</strong> (substrati per la sintesi di <strong>eicosanoidi “buoni”, ad azione anti-infiammatoria</strong>, con effetti metabolici opposti: ipotensivi, antiaggreganti, antitrombotici ed antinfiammatori).</li>
</ul>
<p>Gli <strong>omega 9</strong> sono sempre acidi grassi insaturi ma diversamente dagli acidi grassi Omega-3 e Omega-6, gli Omega-9 <strong>non sono considerati essenziali e indispensabili</strong> perché l&#8217;organismo può anche sintetizzarli da altri grassi insaturi; rappresentano ad ogni modo una buona risorsa per la salute. L&#8217;Omega-9 è un grasso stabile, che resiste alle alte temperature, adatto per friggere per esempio; inoltre è resistente alla luce; si trova in notevoli quantità nell&#8217;olio di oliva</p>
<p>Gli acidi grassi non si trovano quasi mai in forma libera in natura, ma <strong>rientrano nella composizione di molecole più complesse</strong>, tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>trigliceridi</strong>: formati da una molecola di glicerolo e tre molecole di acidi grassi.</li>
<li><strong>fosfolipidi</strong>: formati da una molecola di glicerolo, una di acido fosforico e due di acidi grassi.</li>
</ul>
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		<title>Gli acidi grassi essenziali (AGE) omega-3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Oct 2023 16:15:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli omega-3, meglio definiti come acidi grassi polinsaturi a lunga catena (LC PUFA), sono composti appartenenti al gruppo nutrizionale dei grassi, detti anche lipidi. Gli acidi grassi sono componenti fondamentali dei cosiddetti gliceridi, composti formati da una molecola di glicerolo (un alcol) che si unisce con una, due o tre catene di acidi grassi formando, &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli <strong>omega-3</strong>, meglio definiti come <strong>acidi grassi polinsaturi a lunga catena</strong> (LC PUFA), sono composti appartenenti al gruppo nutrizionale dei grassi, detti anche lipidi. Gli acidi grassi sono componenti fondamentali dei cosiddetti gliceridi, composti formati da una molecola di glicerolo (un alcol) che si unisce con una, due o tre catene di acidi grassi formando, rispettivamente, mono, di e tri-gliceridi. Questi ultimi sono abbondantemente presenti nel corpo umano, poiché rappresentano la forma di deposito accumulata nel tessuto adiposo e costituiscono circa il 96-97% dei grassi alimentari.</p>
<p>Gli acidi grassi omega-3 vengono definiti “<strong>essenziali</strong>” poiché <strong>l&#8217;organismo non è in grado di produrli e per questo motivo devono necessariamente essere assunti attraverso la dieta</strong>. <strong>La miscela di acido linoleico (LA) e acido alfa-linolenico (ALA), a cui si aggiunge anche acido arachidonico, viene anche identificata come “Vitamina F&#8221;</strong>. In realtà, l&#8217;unico omega-3 veramente essenziale è il loro precursore, l&#8217;<strong>acido alfa-linolenico (ALA) </strong>dal quale l&#8217;organismo ricava l&#8217;<strong>acido eicosapentaneoico</strong>, <strong>noto come EPA</strong>, e <strong>l&#8217;acido docosaesaenoico</strong>, <strong>noto come DHA</strong>. Tuttavia, la capacità dell&#8217;organismo di utilizzare il precursore per produrre gli altri omega-3 è piuttosto scarsa ed è quindi preferibile assumerne una buona quantità con la dieta.</p>
<p><strong>Proprietà e funzioni principali</strong> <strong>degli Omega-3</strong></p>
<p><strong>Gli omega 3 svolgono un ruolo </strong></p>
<ul>
<li><strong>energetico</strong>: forniscono 9 calorie/g (più del doppio rispetto a proteine e carboidrati) e possono essere conservati in forma di trigliceridi nelle cellule del tessuto adiposo, da cui l’organismo ricava energia proprio mediante l’ossidazione degli acidi grassi, in caso di necessità;</li>
<li><strong>strutturale</strong>: gli acidi grassi sono il <strong>costituente principale delle membrane cellulari</strong>, conferiscono protezione e sostegno degli organi e svolgono ruoli specifici in tessuti altamente specializzati, <strong>come la mielina del tessuto nervoso</strong>;</li>
<li><strong>funzionale</strong>: gli omega-3 e gli omega-6 sono <strong>precursori </strong>di importanti molecole, gli <strong>eicosanoidi</strong>. In particolare, mentre <strong>gli omega 3 favoriscono la produzione di eicosanoidi antinfiammatori</strong>, <strong>gli omega 6 possono indurre anche la produzione di eicosanoidi proinfiammatori.</strong> Ecco perché è importante che tra le due tipologie di acidi grassi vi sia sempre il giusto equilibrio.</li>
</ul>
<p>Gli acidi grassi omega-3 <strong>sono c</strong><strong>omponenti della membrana cellulare</strong>, la cui composizione varia notevolmente a seconda dello stato fisio-patologico dell’organismo umano, e il più grande modulatore è senza ombra di dubbio la nostra dieta, fornendo i substrati strutturali da incorporare nella membrana stessa. Il ruolo strutturale degli omega-3 è proprio quello di <strong>donare maggiore fluidità ed integrità alla membrana cellulare</strong> grazie alla struttura non lineare della catena carboniosa, di <strong>permettere un più efficiente scambio di molecole tra l’ambiente intra- ed extra-cellulare</strong> migliorando l’efficienza e la comunicazione tra le cellule tissutali.</p>
<p>Numerosi sono i benefici attribuiti agli omega-3, tra cui i principali sono:</p>
<ul>
<li><strong>sono dotati di proprietà anti-infiammatoria, </strong>per cui riducono il rischio di malattie su base infiammatoria, come artrite reumatoide, morbo di Crohn e colite ulcerosa; EPA e DHA sono infatti precursori della sintesi degli <strong>eicosanoidi</strong>, sostanze biologicamente attive ad azione ormonale locale <strong>e azione anti-infiammatoria</strong>.</li>
<li><strong>prevengono le malattie cardiovascolari</strong></li>
</ul>
<p>Diversi studi hanno dimostrato che gli omega-3 <strong>prevengono la perossidazione lipidica</strong> e quindi l’incidenza di aterosclerosi; <strong>riducono pressione arteriosa, aggregazione piastrinica e trigliceridi; aumentano</strong> <strong>colesterolo buono.</strong> EPA sembra avere un effetto ipotrigliceridemizzante, andando a <strong>ridurre la lipogenesi</strong>, ossia la produzione di acidi grassi, e a <strong>stimolare l’ossidazione lipidica</strong> nel fegato, e sembra <strong>migliorare il profilo del colesterolo ematico</strong> diminuendo l’attività degli enzimi coinvolti nella biosintesi epatica del colesterolo. L’<strong>effetto antitrombotico </strong>è dovuto, invece, all’azione dei metaboliti di EPA che sono dotati di un’<strong>attività antiaggregante delle piastrine</strong>. Agendo sul metabolismo lipidico, una maggiore assunzione degli omega-3 è utile nella gestione dell’obesità e della sindrome metabolica. Questi grassi sono efficaci, non solo nella riduzione della produzione lipidica, ma anche nell’attivare il tessuto adiposo bruno responsabile dell’aumento del dispendio energetico accoppiato alla sua funzione termogenica, ossia di produzione di calore.</p>
<ul>
<li><strong>intervengono nel metabolismo cerebrale ed aiutano a prevenire le malattie neurodegenerative. </strong></li>
</ul>
<p>DHA è il PUFA più abbondante delle membrane lipidiche della materia grigia cerebrale e del tessuto retinico. Per questo motivo è consigliata una sua integrazione in caso di disordini psichiatrici, come <strong>antidepressivo</strong>, e nelle <strong>patologie neurodegenerative</strong>, come Alzheimer e Parkinson, nonché durante la gravidanza per lo sviluppo cerebrale del feto. Le molecole derivanti dal metabolismo di EPA, da ricerche scientifiche risultano promuovere la <strong>rimielinizzazione degli oligodendrociti</strong> del sistema nervoso centrale nei pazienti affetti da sclerosi multipla. Inoltre, come dimostrato da un recente studio la somministrazione dei PUFA sembra migliorare la capacità di lettura nei bambini.</p>
<ul>
<li><strong>hanno potenzialità antitumorali </strong></li>
</ul>
<p>Nonostante i meccanismi molecolari alla base dell’attività antitumorale dei n-3 PUFA non siano ancora ben chiari, la loro efficacia nella terapia di molte forme cancerose sembra ormai accettata dalla comunità scientifica e usata nella pratica clinica. I meccanismi suggeriti potrebbero basarsi: sull’<strong>effetto anti-infiammatorio </strong>dei metaboliti di EPA e DHA e, dunque, sul miglioramento dell’omeostasi tissutale e dell’ambiente circostante la massa cancerosa; sull’<strong>alterazione della composizione lipidica della </strong>membrana di cellule coinvolte nell’interazione del sistema immunitario e delle cellule tumorali; sul segnale di <strong>morte cellulare</strong> (apoptosi) che nel tessuto tumorale risulta del tutto alterato, tanto da permettere la continua proliferazione e crescita cellulare.</p>
<p>Alla luce di quanto sopra, <strong>gli omega-3 vengono definiti comunemente grassi buoni</strong>, per le loro supposte proprietà benefiche, la più rilevante delle quali molte delle quali sono state confermate da studi scientifici che evidenziano la loro <strong>attività antinfiammatoria</strong>.</p>
<p>È importante ricordare tuttavia che l&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha respinto molte delle richieste di inserimento di messaggi salutistici (<strong>claims</strong>) relativi agli omega-3 per i quali sono necessari ulteriori studi, ed <strong>ha approvato</strong> solo quelli secondo cui:</p>
<ul>
<li><strong>l’acido alfa-linolenico (ALA) contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue;</strong></li>
<li><strong>gli omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) contribuiscono al normale funzionamento del cuore;</strong></li>
<li><strong>acido docosaesaenoico (DHA) contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale</strong></li>
<li><strong>l’omega 3 DHA assunto dalla madre contribuisce al normale sviluppo dell’occhio del feto e del cervello del feto dei bambini, se allattati al seno</strong></li>
</ul>
<p><strong>Dove si trovano gli omega 3</strong></p>
<p>Le migliori <strong>fonti di omega 3</strong> sono quelle che contengono i due semi essenziali EPA e DHA: <strong>pesci azzurri</strong> (sgombro, sardina, palamita, lanzardo, aguglia, trota, ecc), <strong>pesci dei mari freddi</strong> (salmone, aringhe, merluzzo, ecc.), <strong>altri prodotti della pesca</strong> (molluschi e crostacei<strong>), krill, alghe e relativi oli</strong> (di salmone, di fegato di merluzzo, di krill, di alghe).</p>
<p>Sono di meno importanti, perché contengono ALA (biologicamente meno attivo) e omega 6, le fonti vegetali come <strong>i semi e gli oli estratti di: chia, kiwi, perilla, lino, mirtillo rosso, camelia, porcellana, olivello spinoso, canapa, noce, canola e soia</strong>.</p>
<p>La maggioranza degli alimenti di origine vegetale utilizzati come fonte di lipidi essenziali contiene sia omega 6 che omega 3, anche se in proporzioni quasi sempre favorevoli per gli omega 6. Gli omega-6 sono molto più abbondanti degli omega-3 negli alimenti.</p>
<ol>
<li><strong>Olio di semi di lino</strong> &#8211; L’olio di semi di lino da spremitura a freddo è in assoluto l’alimento con il maggiore contenuto di acido alfa-linolenico, in quanto ne contiene ben 53,4 gr circa per 100 grammi. Inoltre, si tratta di un olio vegetale ricchissimo di antiossidanti, come ad esempio la vitamina E. L&#8217;olio di semi di lino è però molto delicato e irrancidisce molto facilmente, quindi non è adatto alla cottura e va utilizzato solo a freddo e conservato in frigo. I semi di lino sono inoltre una fonte eccezionale di lignani, potenti anticancerogeni, e costituiscono la più ricca fonte conosciuta di un acido grasso essenziale della famiglia degli omega-3, l&#8217;acido alfa-linolenico.</li>
<li><strong>Semi di chia</strong> &#8211; Con 17,7 grammi di acido alfa-linolenico, i semi di chia si collocano al secondo posto quanto al contenuto di questo acido grasso essenziale. Essi sono anche molto ricchi di fibra, apportandone circa 35 grammi per 100 grammi. Le fibre aiutano a saziarsi prima, accelerano il transito intestinale e facilitano l’eliminazione delle scorie. Contengono molte proteine, e grazie a queste e alle fibre consentono di ridurre l’assorbimento degli zuccheri.</li>
<li><strong>Olio di pesce</strong> &#8211; L’olio di pesce contiene un grande quantitativo di acido docosaesaenoico (DHA), in particolare quello di salmone e di merluzzo che ne contengono rispettivamente 18 grammi e 11 grammi. L’olio di pesce viene utilizzato sotto forma di integratore alimentare, dopo essere stato lavorato.</li>
<li><strong>Sgombro</strong> &#8211; Lo sgombro è un pesce azzurro che contiene 1,4 grammi di acido docosaesaenoico per 100 grammi. Esso è anche ricco di vitamine liposolubili, come la vitamina D, e la vitamina B12 tra quelle idrosolubili. Si può trovare in scatola, oppure fresco o surgelato.</li>
<li><strong>Salmone</strong> &#8211; Il salmone è un pesce molto saporito, soprattutto perché ricco di grassi. Esso contiene 1,1 grammi di acido docosaesaenoico per 100 grammi. Come lo sgombro, presenta un buon quantitativo di vitamina D e vitamina B12.</li>
<li><strong>Pesce spada</strong> &#8211; Il pesce spada è un alimento molto proteico e non molto calorico, apportando circa 120 kilocalorie per 100 grammi. Il suo contenuto in acido docosaesaenoico è di 0,65 grammi per 100 grammi. Essendo un pesce di taglia grande, subisce l’inquinamento delle acque, soprattutto da mercurio.</li>
<li><strong>Acciughe sott’olio</strong> &#8211; Le acciughe sono pesci di piccole dimensioni, relativamente poco calorici, con una quantità di acido docosaesaenoico di 1,3 grammi per 100 grammi. Sono ricche di selenio e di ferro, oltre che di proteine ad alto valore biologico.</li>
<li><strong>Noce nera</strong> &#8211; La noce nera o Juglans nera, è un tipo di noce ad alto contenuto di acido alfa-linolenico (1 grammo per 100 grammi). È un alimento molto calorico, ricco di fibre e proteine ma anche di fosforo e potassio.</li>
<li><strong>Prezzemolo essiccato</strong> &#8211; Il prezzemolo appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Presenta un’alta quantità di acido alfa-linolenico, circa 1,9 grammi per 100 grammi. È ricco di vitamina C e ha proprietà diuretiche, digestive e antiossidanti.</li>
<li><strong>Semi di zucca</strong> &#8211; I semi di zucca contengono circa 0,12 grammi di acido alfa-linolenico. Presentano un buon quantitativo di fibre e di proteine, sono vermifughi e proteggono la prostata. Tabella degli omega3 negli alimenti Vediamo adesso i quantitativi di acido alfa-linolenico, acido grasso essenziale, nei vari alimenti, espressi per 100 grammi di prodotto.</li>
</ol>
<table width="577">
<tbody>
<tr>
<td width="189">Alimento</td>
<td width="100">gr di</p>
<p>𝛚-3/100gr</td>
<td width="193">Alimento</td>
<td width="95">gr di</p>
<p>𝛚-6/100gr</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Olio di semi di lino</td>
<td width="100">53,37 gr</td>
<td width="193">Olio di germe di grano</td>
<td width="95">55,1</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Semi di chia</td>
<td width="100">17,7 gr</td>
<td width="193">Olio di soia</td>
<td width="95">51,4</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Olio di colza</td>
<td width="100">9,1 gr</td>
<td width="193">Olio di girasole</td>
<td width="95">50</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Olio di soia</td>
<td width="100">6,8 gr</td>
<td width="193">Olio di mais</td>
<td width="95">49,8</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Noce nera</td>
<td width="100">2 gr</td>
<td width="193">Olio di arachide</td>
<td width="95">28</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Margarina</td>
<td width="100">1,9 gr</td>
<td width="193">Pistacchi, secchi</td>
<td width="95">10,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Prezzemolo essiccato</td>
<td width="100">1,86 gr</td>
<td width="193">Mandorle dolci, secche</td>
<td width="95">10,5</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Origano</td>
<td width="100">0,62 gr</td>
<td width="193">Anacardi</td>
<td width="95">8,2</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Chiodi di garofano</td>
<td width="100">0,61 gr</td>
<td width="193">Arachidi, fresche</td>
<td width="95">13</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Faglioli navy</td>
<td width="100">0,53 gr</td>
<td width="193">Noci, secche</td>
<td width="95">34</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Peperoncino in polvere</td>
<td width="100">0,52 gr</td>
<td width="193">Germe di grano</td>
<td width="95">5,4</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Salsa di senape</td>
<td width="100">0,4 gr</td>
<td width="193">Crusca di grano</td>
<td width="95">2,6</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Paprika</td>
<td width="100">0,4 gr</td>
<td width="193">Uova</td>
<td width="95">1</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Burro</td>
<td width="100">0,31 gr</td>
<td width="193">Pollo, sovracoscio, con pelle</td>
<td width="95">2,1</td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Basilico essiccato</td>
<td width="100">0,29 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Semi di papavero</td>
<td width="100">0,26 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Zenzero</td>
<td width="100">0,22 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Pepe nero</td>
<td width="100">0,152 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Teff</td>
<td width="100">0,13 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Semi di zucca</td>
<td width="100">0,12 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Pinoli</td>
<td width="100">0,11 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Avocado</td>
<td width="100">0,11 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Kiwi giallo</td>
<td width="100">0,06 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Farro</td>
<td width="100">0,06 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Kamut</td>
<td width="100">0,047 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Farina di miglio</td>
<td width="100">0,044 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Fegato di tacchino</td>
<td width="100">0,044 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Amaranto</td>
<td width="100">0,042 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Uovo</td>
<td width="100">0,036 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Cioccolato fondente extra (70-85%)</td>
<td width="100">0,034 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Pesce spada</td>
<td width="100">0,028 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Noce brasiliana</td>
<td width="100">0,017 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
<tr>
<td width="189">Cavolfiore</td>
<td width="100">0,007 gr</td>
<td width="193"><strong> </strong></td>
<td width="95"><strong> </strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Rapporto tra </strong><strong>omega-6 ed omega-3</strong></p>
<p>Come accennato, <strong>gli omega 6</strong> come l’acido arachidonico, <strong>sono precursori di mediatori pro-infiammatori, mentre gli omega 3 supportano meccanismi anti-infiammatori</strong>. Dal momento che omega 6 e omega 3 sono strettamente correlati, condividendo delle vie metaboliche cruciali, <strong>è importante che i relativi apporti siano costantemente bilanciati, ai fini di una risposta infiammatoria fisiologica e non cronica</strong>. Per assicurare il giusto rapporto <strong>tra omega 3 e omega 6 nella dieta questo dovrebbe essere pari ad almeno di 1:4, </strong>ovvero per ogni quattro grammi di omega 6 bisognerebbe consumare almeno un grammo di omega 3. Invece, nella popolazione italiana e occidentale in generale, a causa di determinate errate abitudini culinarie che vedono un minore consumo di pesce azzurro ed uno sempre maggiore di carne e, spesso, inconsapevole di grassi vegetali (contenuti in molti cibi preconfezionati, come biscotti, crackers, snack dolci e salati), tale rapporto è di circa 10:1 o addirittura superiore. Pertanto, stanti le attuali abitudini alimentari delle popolazioni occidentali, molto verosimilmente, per mantenere un giusto rapporto, <strong>è fondamentale: </strong></p>
<ol>
<li>adottare una dieta sana e ricca di vegetali (frutta, verdura, legumi, cereali integrali) e povera di cibi industriali.</li>
<li>ridurre il consumo di cibi animali soprattutto se provenienti da allevamenti intensivi</li>
<li><strong>aumentare il consumo di pesce, in primo luogo di quello azzurro </strong></li>
<li>per condire le pietanze scegliere un buon <strong>olio extravergine di oliva</strong> che è ricco di grassi monoinsaturi benefici per la salute.</li>
<li>fare ricorso all’uso di integratori alimentari specifici (come l&#8217;olio di krill, di alghe, di salmone e fegato di merluzzo) quando e solo se necessario.</li>
</ol>
<p>Sono da da segnalare, infine, talune modalità di allevamento utilizzate nelle ultime decadi e, in particolare, la composizione dei mangimi a base di mais e soia, a cui viene attribuito un aumento generale di omega 6 nella carne. Analogamente, non è da sottovalutare il nutrimento del pesce di allevamento, spesso povero di alghe marine (fonte di omega 3), e ricco di mangimi dalla composizione variabile. A questi aspetti si aggiunge un consumo tendenzialmente basso di alimenti ricchi di omega 3, e in particolare di pesce pescato (aringhe, salmone, tonno, ecc.).</p>
<p><strong>Dosi giornaliere raccomandate</strong></p>
<p>Secondo gli esperti dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) il quantitativo giornaliero raccomandato di acidi grassi polinsaturi omega 3 (espresso in EPA e DHA) è di 250 mg al giorno. Per i lattanti e i bambini fino a 2 anni si consigliano altri 100 mg di DHA; per gli anziani fino a 200 mg.</p>
<p>La cosa più importante, va ribadito, resta mantenere il citato giusto rapporto di 4 a 1 tra acidi grassi omega 6 e acidi grassi omega 3.</p>
<p>Secondo i LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed Energia per la popolazione Italiana) l’assunzione consigliata di omega-3 risulta pari a 0,5-2% dell’energia giornaliera, mentre l’assunzione consigliata di omega-6 risulta pari a 4-8% dell’energia giornaliera.</p>
<p><strong>Carenza di Omega-3</strong></p>
<p>Il sistema più efficace per monitorare il corretto apporto nella dieta degli acidi grassi essenziali (omega-3 e omega-6) è calcolare l&#8217;<strong>Indice di MEAD</strong>, ossia il rapporto tra l&#8217;acido eicosatrienoico e l&#8217;acido arachidonico, all&#8217;interno dei fosfolipidi contenuti nel siero del sangue. Si considerano anormali valori superiori allo 0,4.</p>
<p>Una carenza di acidi grassi omega-3 può essere correlata a maggior rischio di alcune malattie, soprattutto cardiovascolari, neurodegenerative e autoimmuni.</p>
<p>È importante introdurne la giusta quantità attraverso il cibo, in quanto gli omega-3 sono acidi grassi essenziali, ovvero, il nostro organismo non è in grado di autoprodurli.</p>
<p><strong>Eccesso di Omega-3</strong></p>
<p>Un eccesso di omega-3 potrebbe essere correlato a:</p>
<ul>
<li>sanguinamento;</li>
<li>ipotensione;</li>
<li>disturbi gastrointestinali;</li>
<li>reflusso gastrico;</li>
<li>malattie cardiovascolari.</li>
</ul>
<p><strong>Integratori di Omega-3</strong></p>
<p>Le motivazioni alla integrazione sono fornite dalla considerazione che la dieta occidentale è potenzialmente carente di acidi grassi essenziali omega 3; inoltre, esistono dei fattori che predispongono al deficit nutrizionale come: terza età, malassorbimenti (di vario genere, come quello generale, specifico dei grassi ecc), eccesso di omega 6 (contestabile, perché dose dipendente), carenza dell&#8217;enzima necessario al metabolismo specifico (in comune con gli omega 6) ecc.</p>
<p>Invero, gli integratori di omega 3 sono tra gli integratori alimentari salutistici più venduti al mondo, e il mercato propone una grande varietà di integratori di omega-3, soprattutto a base di olio di pesce, che possono essere utili solo in caso di carenze o non consumo degli alimenti citati; un surplus di omega-3 assunti mediante integrazione non avrebbe alcun effetto aggiuntivo.</p>
<p>Generalmente commercializzati sotto forma di opercoli o capsule, gli integratori di omega 3 contengono quasi sempre più di un tipo di molecola; quasi di norma vengono arricchiti con vitamina E (tocoferoli), talvolta in associazione con provitamine A (carotenoidi), a scopo antiossidante. Per una conservazione ottimale, è opportuno tenerli al fresco e al riparo da luce e ossigeno.</p>
<p>Bisogna tuttavia tener ben presente che <strong>gli integratori non sostituiscono una dieta sana</strong>, <strong>varia ed equilibrata</strong>, per cui, prima di scegliere un qualsiasi prodotto a base di omega 3, è bene assicurarsi di raggiungere un livello soddisfacente con la dieta. Si consiglia inoltre di leggere attentamente le etichette, al fine di evitare i prodotti meno appropriati o ingannevoli.</p>
<p><strong>Controindicazioni degli Omega-3</strong></p>
<p>Ad oggi non risultano controindicazioni per gli Omega-3; tuttavia esistono possibili effetti dovuti ad un sovradosaggio e si raccomanda di fare attenzione in chi è in trattamento con farmaci anticoagulanti poiché potrebbero potenziarne l’effetto.</p>
<p><strong>Effetti collaterali degli Omega-3</strong></p>
<p>Gli omega 3 potrebbero provocare effetti collaterali come nausea, diarrea o dolori addominali.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Carenza di Omega 3</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/carenza-di-omega-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 09:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Carenze nutrizionali]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi polinsaturi]]></category>
		<category><![CDATA[acido docosaesaenoico]]></category>
		<category><![CDATA[acido eicosapentaenoico]]></category>
		<category><![CDATA[artrite reumatoide]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[olio di pesce]]></category>
		<category><![CDATA[omega-3]]></category>
		<category><![CDATA[trigliceridi alti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=27846</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli acidi grassi Omega3, ossia i grassi buoni, contribuiscono a preservare il cuore in salute e proteggere il sistema circolatorio. Quando gli Omega3 sono carenti, possono peggiorare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, ma anche la pressione arteriosa può risentirne e alzarsi. Non solo, gli Omega3: hanno proprietà cardio- e vaso-protettive contribuiscono al &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gli acidi grassi Omega3, ossia i grassi buoni, contribuiscono a preservare il cuore in salute e proteggere il sistema circolatorio. Quando gli Omega3 sono carenti, possono peggiorare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, ma anche la pressione arteriosa può risentirne e alzarsi.</p>
<p>Non solo, gli Omega3:</p>
<ul>
<li>hanno proprietà cardio- e vaso-protettive</li>
<li>contribuiscono al normale funzionamento del cuore;</li>
<li>contrastano l&#8217;ipertensione e l&#8217;ipertrigliceridemia (con effetti benefici sulla salute vascolare),</li>
<li>partecipano a mantenere la funzionalità cerebrale anche in terza età,</li>
<li>proteggono da certe malattie degenerative degli occhi; l&#8217;omega 3 DHA assunto dalla madre contribuisce al normale sviluppo dell&#8217;occhio del feto e dei bambini allattati al seno</li>
<li>dovrebbero ridurre i sintomi dell&#8217;artrite reumatoide.</li>
</ul>
<p>I sintomi di una <strong>carenza di Omega 3</strong> sono vari. La pelle tende ad essere particolarmente secca, le unghie deboli e i capelli fragili; a livello cerebrale si può osservare un deficit di attenzione o, al contrario, iperattività. Un soggetto con carenza di Omega 3 mostra problemi di umore, come ansia, irritabilità o depressione, che possono interessare diversi momenti della giornata, anche senza una motivazione apparente; spesso è affaticato o molto stanco e non riesce a riposare come dovrebbe.</p>
<p>Per integrare la carenza di Omega 3 si può ricorrere a cibi ricchi di grassi buoni tra cui ci sono il pesce come salmone, sgombro, sarde, merluzzo, tonno, palamita, alga wakame, uova di salmone o di storione, bottarga, noci, semi oleosi (di lino). Alla bisogna, si può assumere l&#8217;olio di pesce che può essere consumato mangiando pesce, oppure estratto direttamente o concentrato sotto forma di capsule. L&#8217;olio di pesce è usato per la prevenzione e il trattamento della malattia cardiovascolare aterosclerotica, in particolare per abbassare i livelli di trigliceridi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.amaperbene.it/carenza-di-omega-3/">Carenza di Omega 3</a> proviene da <a href="https://www.amaperbene.it">amaperbene.it</a>.</p>
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		<title>Falsa ortica &#124; Boehmeria nipononivea Koidz.</title>
		<link>https://www.amaperbene.it/falsa-ortica-boehmeria-nipononivea-koidz/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione amaperbene.it]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Mar 2023 13:02:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dal Mondo Vegetale]]></category>
		<category><![CDATA[acidi grassi polinsaturi]]></category>
		<category><![CDATA[alfa-reduttasi]]></category>
		<category><![CDATA[Boehmeria nipononivea]]></category>
		<category><![CDATA[falsa ortica]]></category>
		<category><![CDATA[Kara-Musi]]></category>
		<category><![CDATA[Karamushi]]></category>
		<category><![CDATA[Kogane Mushi]]></category>
		<category><![CDATA[niponivea Koidz.]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.amaperbene.it/?p=25766</guid>

					<description><![CDATA[<p>La Boehmeria nipononivea o niponivea Koidz. è denominata anche “Kara-Musi”, Karamushi o “Kogane Mushi” ed appartiene alla famiglia delle Urticaceae. È una pianta perenne originaria del Giappone che cresce sui suoli boscosi fino ad un’altezza di 1,5 m con foglie sono simili a quelle dell’ortica; da qui il nome inglese di false nettle cioè falsa &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <em>Boehmeria nipononivea</em> o <em>niponivea Koidz</em>. è denominata anche “<strong>Kara-Musi</strong>”, <strong>Karamushi</strong> o “<strong>Kogane Mushi</strong>” ed appartiene alla famiglia delle <strong>Urticaceae</strong>. È una pianta perenne originaria del Giappone che cresce sui suoli boscosi fino ad un’altezza di 1,5 m con foglie sono simili a quelle dell’ortica; da qui il nome inglese di <em>false nettle</em> cioè <strong>falsa ortica</strong>, però non possiede come quest’ultima peli urticanti. Le foglie sono verdi nella parte superiore e bianche nella parte inferiore, i fusti fibrosi sono usati per produrre carta o abiti e i fiori sono dioici.</p>
<p>Non sono noti usi particolari per questa pianta e nella medicina popolare viene considerata un <strong>diuretico ed emmenagogo</strong>. Le foglie e le radici sono considerate edibili se cotte.</p>
<p>La <em>Boehmeria nipononivea</em> è una sottospecie della <em>Boehmeria nivea</em>. Tra le specie di Boehmeria esitono la <em>B. cylindrica</em>, <em>B. japonica</em>, <em>B. macrophylla</em>, <em>B. malabaric</em>, <em>B. platyphylla</em>, <em>B. spicata</em>, <em>B. tricuspiss</em>, <em>B. Boehemeria</em> e la <em>B. nivea</em> che è conosciuta come ramie o ramia ed è <strong>utilizzata per la produzione di fibre tessili</strong>.</p>
<p>Nell’estratto in acetone della pianta, sono stati identificati <strong>acidi grassi polinsaturi</strong> quali <strong>l’alfa-linolenico, linoleico, palmitico, elaidico, oleico e stearico</strong> che hanno azione inibitoria nei confronti dell’<strong>enzima 5-alfa-reduttasi</strong>. La <em>B. nipononivea</em> ha interessanti prospettive terapeutiche in tricologia per <strong>preparazioni stimolanti la crescita del capello</strong>.</p>
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